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Lo scaffale di TDM: altre feste…

gramophone
Long Island, N.Y., inverno del 1922. Dalla tromba del grammofono nuovi ritmi musicali si spandono per la villa, gli ospiti chiacchierano con un bicchiere in mano, ovunque c’è fumo di sigarette blondes. La serata ha un’impennata quando Zelda, visibilmente su di giri, sale sul tavolo, versa dello champagne nella scarpa e lo beve, mentre intorno a lei il crocchio di amici e conoscenti batte le mani e la incita: Zelda! Zelda! Poteva essere una serata come tante altre, prima, musica drink e risate, poi, postumi e cicche fredde sparse ovunque. Invece, un fatto più che altro curioso come quello di bere dalla propria scarpa, è diventato storia. Charleston, proibizionismo, l’America della ricchezza e dell’anticonformismo, ma anche il paese delle speranze infrante… la patria e l’epoca di Fitzgerald: Zelda, la sua amata Zelda, che beve champagne come prima di lei non aveva mai osato nessuno.
Altre feste. Feste estreme, luoghi letterari nei quali è bello perdersi in queste giornate. Contemporanea di Francis e Zelda, fu Dorothy Parker. Un tipa, Dottie, che di feste e festaioli se ne intendeva. La vedo, con i suoi scritti acuminati, come perfetto contrappunto ai primi due.
Salto galattico, spaziotemporale! Altre feste…. nella categoria non può mancare Petronio. La cena di Trimalcione, al centro del Satyricon, è la rappresentazione più famosa di una grande “festa”, eccessiva oltre ogni dire, data all’epoca di Nerone. Cena che è entrata nel computo del grottesco e dell’immaginario collettivo ed ha cementato una certa idea di quel tempo (poi Fellini, con il suo Satyricon, ha reso l’episodio memorabile, anche grazie all’ottima scelta di attori e caratteristi).
Ancora un salto nel tempo, eccoci nel XVI secolo. Difronte a noi, due giganti, due personaggi che con i loro nomi segnano “la festa” grassa, ricca, eccessiva. Signore e signori: Gargantua e Pantagruele! Forse una delle opere più spassose di sempre. Pensare alle pagine di Rabelais è già festoso di suo, con tutti quei motti di spirito e le improbabili avventure dei due personaggi. Una lettura gargantuesca!
Nel solco della comicità che proviene dalla fame e dall’ironia che s’ispira alle peripezie del povero che vuole mettere qualcosa sotto i denti, sia che si tratti di un semplice piatto di fagioli, che di un ricco piatto di carne, quando il poveraccio raggiunge il suo obbiettivo primario è: capodanno, natale e pasqua tutto in una volta.
Tra questi eroi dell’anti-festa troviamo Arlecchino, Pulcinella e tanti altri personaggi della Commedia dell’arte. In letteratura un anti-eroe perfetto è Bertoldo, personaggio di Giulio Cesare Croce che, addirittura, con un doppio salto mortale, prima è il povero che aspira al benessere, poi avuto accesso a ciò che desiderava “morì… per non poter mangiare rape e fagiuoli”. I banchetti della corte del re erano troppo raffinati e ricchi per le sue semplici abitudini di contadino.
Ultimo momento… torniamo ad oggi. In questa lista di “altre feste” vediamo molto bene i personaggi raccontati da Irvine Welsh. Gente “sballata”, emarginata, nell’insieme un gran bel gruppo di anti-eroi, non consigliabile però da incontrare la sera per strada, ma ottimo come compagno di viaggio, chiuso in un libro!
Alla prossima. M.I.
 
* Contrariamente alle nostre abitudini non abbiamo citato alcuna edizione in commercio, lo spirito di “altre feste” è solo quello di offrire un canovaccio di letture possibili, senza edizioni di riferimento.

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