Home » Lo scaffale di TDM » Lo scaffale di TDM: Errare humanum est

Lo scaffale di TDM: Errare humanum est

Lago Desierto Patagonia Argentina
Proprio così, errare è cosa umana. Questa sentenza è talmente scontata che certamente sarà piaciuta amonsieur de La Palice (già, quello dei fatti lapalissiani!).

Anche a noi piace molto la parola “errare” perché, nella lingua italiana, ha due significati fondamentali: sbagliare e vagare, viaggiare. Qualche settimana fa abbiamo parlato di colui che “…moltò errò…”, Odisseo, uno dei padri di ogni viaggiante, difficile non ricordarlo qui.
Oggi, è giunto il momento di mettere nello scaffale di TDM un altro grande viaggiatore e scrittore, un libro ed un uomo che solo a sentirli nominare evocano terre lontane, scoperte di luoghi difficili da raggiungere, lunghe camminate all’aria aperta; ma anche paesi e città più vicine, comunque da scoprire; in una parola, Chatwin evoca: il viaggio tout court.
Uno tra i libri mitici, della letteratura contemporanea, non solo per chi ama viaggiare, è: In Patagonia di Bruce Chatwin. 

 

Ghiacciaio Perito Moreno

Ghiacciaio Perito Moreno, Patagonia (Argentina) foto | quimpg via wikipedia

 
Il racconto che fa “dell’erranza” un progetto totale. Ancora mi fermo per sottolineare questa parola (erranza), bellissima, che significa vagare anche nel senso dell’incertezza. Dunque il viaggio, come sappiamo, è per definizione un movimento continuo, una scoperta dietro l’altra, una serie di errori che divengono patrimonio. Si erra nella, e con, la memoria, si erra e ci si perde, oppure, con la tenacia contro le avversità (e con la fortuna che aiuta gli audaci) si erra per ritrovarsi. Passo dopo passo, si erra perché camminiamo, si erra perché inciampiamo.
Le ragioni che hanno reso questo libro essenziale, come nel caso di ogni grande opera, sono diverse. Lo stile semplice, chiaro, le tematiche universali, l’approfondimento antropologico, il dettaglio acuto descritto nell’ammirare l’arte degli uomini, le loro storie, la loro memoria. Il rapimento per l’arte della natura: i paesaggi. Tuttavia ciò che importa davvero sono la capacità di narrare ed incantare il lettore; Bruce è maestro in questo.
Il viaggio letterario è anche fisico, l’autore partì dalla Gran Bretagna per giungere nella Terra del fuoco, usando ogni mezzo di trasporto, adattandosi alla geografia umana e fisica che incontrava e consumando le suole delle scarpe a forza di camminare.
Quale viaggiatore non vuole aprirsi all’esperienza, quale viaggiatore non ha necessità di novità da scoprire, ricordare, tramandare? Per decidere di mettere quest’opera in tasca non è necessario fare rotta per il sud america, ogni luogo è adatto, anche il proprio salotto.
Chi amerà questo libro, poi, se vorrà,  potrà leggere anche il seguito: Ritorno in Patagonia, scritto da Chatwin, diversi anni dopo il suo viaggio, a quattro mani con Paul Theroux . Più che un seguito, è giusto definirlo un compendio, dove trovare quel “di più” spesso cercato dal lettore alla fine di una bella opera.
 
Massiccio del Fitz Roy

Massiccio del Fitz Roy, Patagonia (Argentina) foto | Annalisa Parisi via wikipedia

 
Restando invece nel pieno dello stile, nonché della forza narrativa, del nostro autore, la coppia perfetta di libri è composta, oltre che da In Patagonia, da: Le vie dei canti.
Restiamo nell’emisfero australe, restiamo a sud, ma ci spostiamo dall’America all’Australia. Un’altra avventura… errare ancora, seguendo le tracce degli aborigeni, scoprendo passo dopo passo… 
Forse, raffinata Adelphi casa che pubblica le opere di Chatwin in Italia, adotta la politica migliore, nessuna recensione in quarta di copertina. Perché tentare di raccontare la trama di un bel libro? Se volete, leggetelo e basta.
Bruce, in Le vie dei canti, cita (tra i molti) Kipling: “Tutto considerato, al mondo ci sono due tipi di uomini, quelli che stanno a casa e quelli che non ci stanno.”
Credo sia il miglior modo per concludere e per suggerire di scegliere come compagna di viaggio questa bella storia “australe”.
Alla prossima. M.I.

POTREBBERO INTERESSARTI...

Lascia un commento