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La scalata al Nido dell’Aquila

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Entro il mese di ottobre consigliamo di visitare il Nido dell’Aquila (Kehlsteinhaus), la residenza/rifugio di montagna fatta costruire dai gerarchi nazisti come dono per il 50esimo compleanno di Hitler.

Il Nido dell’Aquila

Ubicato in Germania, precisamente nella zona dell’Obersalzberg sulla cima del Kehlstein (a 1.834 metri di altitudine), il Kehlsteinhaus è facilmente raggiungibile anche da coloro che si troveranno a Salisburgo (che dista infatti una trentina di chilometri).
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Kehlsteinhaus – Foto |  Paolo Gubbiotti

 
Poco più in basso, a circa 1000 metri di quota, erano ubicati un tempo anche il Berghof (la residenza prediletta del Führer), le dimore degli ufficiali nazisti a lui più vicini, le caserme e i bunker: in poche parole, un quartier generale di villeggiatura. Nel 1945 tutti questi edifici furono bombardati e nel 1952 rasi completamente al suolo, ad esclusione del Kehlsteinhaus – oggi sede di un ristorante con grandi terrazze dove è possibile ammirare tutta la vallata: fu risparmiato e lasciato come monito e testimonianza ai posteri della follia nazista.

Kehlsteinhaus nido dell’aquila in Germania – Foto |  Paolo Gubbiotti

Il Kehlsteinhaus, fu ideato da Martin Bormann, l’ambiguo segretario del Führer, e realizzato in soli 13 mesi: ancora oggi è considerato un progetto di altissima ingegneria. Raggiungibile soltanto grazie ad un servizio di autobus che percorre una serie di tornanti lunga 7 km (unica nel suo genere) già lungo il percorso offre un sorprendente panorama sui rigogliosi boschi e sulle maestose alpi bavaresi. Chi ama camminare può, in alternativa, raggiungere il rifugio facendo una passeggiata di quasi 2 ore!
 
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Kehlsteinhaus nido dell’aquila in Germania – Foto |  Paolo Gubbiotti

Giunti al piazzale d’arrivo degli autobus, si percorre a piedi una galleria di 124 metri e si prende un ascensore – arredato con sedili rivestiti in pelle, specchi e decorazioni in ottone – che sale per altri 124 metri (pari a 40 piani di un edificio) e conduce all’interno del rifugio.
Sia la galleria che l’ascensore sono scavati nella montagna e sono del tutto originali: risalgono al 1938, anno di costruzione del rifugio che fu arredato con legni pregiati e marmi di valore. Nell’atrio ottagonale fu installato un camino di marmo scuro, donato da Mussolini.
Dalle balconate che circondano il rifugio è possibile ammirare il lago Königsee e la vetta del Watzmann alta 2.713 metri, la seconda montagna più alta della Germania. Il panorama è veramente straordinaria bellezza e merita di essere visto! Per chi se la sente, è possibile percorrere un sentiero altrettanto panoramico che porta fino alla vetta del Kehlstein.
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Kehlsteinhaus nido dell’aquila in Germania – Foto |  Paolo Gubbiotti

Hitler utilizzò pochissimo questa dimora perché soffriva di vertigini e l’aria del rifugio, a causa dell’altitudine, è abbastanza rarefatta.
Allo scoppio della II Guerra Mondiale, non vi mise più piede, ma continuò a visitare il Berghof. Del quartier generale, come abbiamo detto, non vi è più alcuna traccia se non nei libri di storia o nei documenti e nel materiale fotografico conservati nel museo Documentation Obersaltzberg, un centro di documentazione sul nazismo, costruito sulla stessa area dove era sito il Berghof.
Questo piccolo museo è l’unico al mondo che tratta tutti temi fondamentali del nazismo, documentati con oltre 950 foto, manifesti, documenti, registrazioni e filmati inediti.
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Kehlsteinhaus nido dell’aquila in Germania – Foto |  Paolo Gubbiotti

La discesa dalla Kehlsteinhaus con l’autobus va prenotata all’andata, quindi calcolate di impegnare, tra salita, passeggiata in cima e pranzo, almeno 2 ore e ½.
Dove:Germania, Obersalzberg, presso Berchtesgaden (circa 35 km da Salisburgo)
Apertura:inizio maggio – fine ottobre
Orario:9.00 – 16.00
Come arrivare: parcheggiare l’auto a Obersalzberg, prendere il bus e poi l’ascensore!
Articolo redatto da Cinzia A.C. 

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