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Lo Scaffale di TDM: Mario Rigoni Stern, lo scrittore alpino

Grande Guerra
Spesso si parla della catena alpina equiparandola ad una barriera, ed in un certo senso è vero, eppure la natura profonda di quei luoghi non è legata all’esclusione, ma al suo opposto. Ogni limes, è sempre sinonimo di scambio, intreccio di culture, chi lo abita è testimone del “passaggio” delle persone.

A volte queste, magari incantate dai luoghi, si fermano, divengono stanziali, entrano a far parte della “gente del posto”, altre volte (la maggioranza delle volte) vanno oltre e non si fermano, eppure, anche in questi casi, si scambia cultura e prodotto, idee e costume tra chi sta “alla frontiera” ed il viaggiatore.
Questa premessa ci è servita per introdurre sia un concetto, quello di “apertura verso l’altro”, sia un autore, in verità uno dei nostri autori preferiti, nato ad Asiago (scomparso nel 2008): Mario Rigoni Stern.
Uno dei grandi temi che affiorano dalla lettura di Stern è proprio quello della conoscenza e dell’apertura verso l’altro (ovviamente, della chiusura e dello scontro che ne derivano nel caso in cui non ci sia disponibilità) mettendo così in luce quell’accoglienza, magari misurata nei modi, ma profonda e sincera sempre, così tipica di quel nord alpino e prealpino di cui parliamo.
Nei suoi libri c’è la guerra, “Il sergente nella neve” (opera celeberrima) ne è un esempio, come “Quota Albania“. Rigoni Stern ci ha raccontato degli alpini, i quali non sono semplicemente militari, bensì figure emblematiche di quei monti da cui traggono il nome. Essi sono stati mandati ovunque, nella steppa russa, nei Balcani, in Africa.
Coloro che tornarono dalle guerre, i reduci, hanno portato storie che sono entrate sotto la pelle di chi abita quei luoghi. Come Stern, pochi sono riusciti a trasmettere tanto parlando di guerra.
La sua prosa è schietta e fluente, le immagini vivide,  difficile dimenticare i suoi racconti e romanzi. 
Questo grande e prolifico autore, del secondo novecento italiano, ha scritto molto e non solo del periodo bellico di cui fu testimone al fronte. Molti sono i romanzi di altro taglio, dove la natura, grande, avvolgente è uno dei protagonisti assoluti. In tal senso amiamo citare: “Il bosco degli Urogalli”, “Il libro degli animali”, “Arboreto salvatico”.
Le montagne, i boschi, il senso della transizione, i grandi valori che presiedono alle umane fatiche, le tragedie ma anche la commedia, infine la bellezza, tutto ciò si trova nelle pagine di Rigoni Stern.
Un opera densa e sfaccettata; leggerlo mentre si visitano le sue terre, oppure mentre si è in viaggio per altre latitudini, è un’esperienza che arricchisce il lettore, ed offre al viaggiatore un orizzonte sempre nuovo. Tutta la sua opera è pubblicata nei tascabili EinaudiAlla prossima!
M.I.

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1 commento

Massimo 30 Agosto 2013 - 7:21

ha scritto alcuni libri emozionanti…
un grande scrittore , grande testimonianza.
un saluto

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