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Lo scaffale di TDM: Viajes al Caribe.

book reading Caribbean
Come ormai è noto ai più, la meta di TDM per quest’estate è (sarà?) la Giamaica. Allora per la serie: quale libro mettere in valigia? Ecco una selezione particolare che unisce mare, terra e… viaggio naturalmente. Dico subito che qui non siamo inclini alle infinite liste (kindle non fa per noi, continuiamo a preferire un buon libro anziché diecimila volumi. Certo, una biblioteca in tasca è comoda, ma continuo a non capire, per chi è in viaggio quale senso abbia portare con se scaffali interi). Come nel caso in cui si vada ad una degustazione di vino, direi che oltre le tre bottiglie si entra in una sfera gusto-olfattiva assai fantasiosa; anche nel nostro caso, punteremo l’indice verso tre titoli “caraibici” (due dei quali si prestano ad ogni altra destinazione). 
Il primo è, Racconto di un naufrago, di G. G. Marquez. 
Si tratta della cronaca, vera, di un viaggio trasformatosi in tragica avventura. Il racconto, narra di un naufragio avvenuto nel 1955, nelle acque dei caraibi, e dell’unico superstite di otto marinai dispersi: Luis Alejandro Velasco, uomo che fu prima innalzato ad eroe nazionale, ed in seguito odiato dal potere e dimenticato. Un libro folgorante, che da cronaca giornalistica avventurosa (uscì inizialmente sulle colonne de El Espectador di Bogotà) si trasformò in denuncia politica e costò caro sia al protagonista sia al suo autore. Buona, sempre, negli Oscar, l’edizione in italiano. Lo consiglio anche in lingua originale a chi volesse cimentarsi con lo spagnolo, per prender pratica con una delle lingue di quelle latitudini, non sarà difficile trovarlo in formato tascabile ovunque nel mondo.
Cambiando decisamente genere, entriamo finalmente in terra giamaicana. Poco conosciuto in Italia, il giornalista e scrittore Foehr Stephen, gran viaggiatore, circa dieci anni fa pubblicò Risvegliarsi in Giamaica: un reportage che esplora l’intera isola, procedendo con attenzione, senza trascurare i diversi piani di lettura necessari per scoprire la complessa e varia realtà presente nel paese di Marley e Bolt. Letterariamente parlando, non si tratta di una grande prova, tuttavia lo segnaliamo (sopratutto a chi parte per le spiagge dell’isola) poiché è comunque un buon libro, da leggere, come si fa con un giornale o una guida, per saperne di più, per essere, perché no, anche spinti ad uscire dal percorso previsto ed inoltrarsi verso un luogo meno conosciuto. Con la dimestichezza del viaggiatore navigato, il quale conosce cosa può interessare a chi visita un luogo, Foehr, ci aggiorna sia sulla travagliata storia del paese, dalle origini ai giorni nostri, sia sulle vite delle persone. Proprio le persone, sono il nucleo portante del libro, numerose sono le interviste e divertenti le situazioni nelle quali strada facendo si trova l’autore. Cosa sono questi rasta? Come Robert, nato a Nine Mile, diventa Bob Marley a Kingston? E poi Raggae, raggae! Foehr indaga i percorsi musicali che attraversano questa perla dei Caraibi svelandoci come il raggae è una chiave di lettura indispensabile per capire l’isola. Dunque è attraverso la testimonianza proprio dei giamaicani che il lettore entra in contatto con folklore, storia, musica e umanità, di un luogo famoso nel mondo per le sue bellezze naturali e per i grandi problemi sociali. Quando inferno e paradiso si toccano… ed a chi partisse: buon risveglio in Giamaica! In Italia è edito da Feltrinelli, che lo stampa nella collana Traveller.
Ultima proposta della giornata… signori venghino, venghino!!
Ora, tiriamo fuori uno stra-classico contemporaneo: Cent’anni di solitudine sempre di Marquez (probabilmente la sua opera migliore, premio nobel nel 1982). Lo so, questo libro poteva andar forse meglio per un viaggio sul continente, però è uno dei tramiti migliori per entrare in sintonia con l’ambiente, la cultura e sopratutto una certa atmosfera sud americana e caraibica. Cosa dire di quest’opera, ho conosciuto alcune persone a cui non è piaciuta, tre, forse quattro. In certi casi, si fa prima a dire a chi non piace una cosa, piuttosto che elencare quanti ce l’hanno sul comodino, in tasca, nel cuore. Cent’anni, è la storia di una famiglia, e di un luogo immaginario, che assurge ad archetipo di tutti i luoghi, Macondo. Storia densa di personaggi che, raccontati durante il corso della loro intera vita, si dimostrano essere ottimi compagni di viaggio per chiunque; una lettura indimenticabile. Inoltre, leggerlo vi farà entrare nel club di coloro che conoscono il perchè “ Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.” In qualsiasi edizione, è ormai classica/comoda, quella edita negli Oscar tascabili, poca spesa e massima resa.
Articolo redatto da M.I.

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