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Lo scaffale di TDM: Odissea, un’odissea!

navagio beach zakynthos

Questa volta TDM guarda all’Adriatico e punta sulle isole Ionie. Tra un sorso d’ouzo ed un tuffo in quel mare cristallino, cosa mettere in valigia?

La scelta è così vasta, da trovarsi davvero in imbarazzo; proprio per questo, tagliamo la testa al solito toro (poveraccio!): ci vuole un classico.  Aiutooooo!! I classici noooo!! Suvvia, diamogli una chance! C’è un libro, che non è la bibbia, eppure lo possiamo definire “libro dei libri”. C’è un libro che contiene: romanzo d’avventura, resoconto di viaggio, giallo e noir, dramma sentimentale e commedia ora amorosa ora di situazione, triller, e romanzo dell’orrore, della magia, del mistero, dell’occulto, racconto d’azione e di guerra, e potrei ancora continuare ma ci fermiamo qui. Questo libro è, per chi ancora non lo avesse intuito: l’Odissea di Omero.

Lo so, lo so bene… sentirsi dire “… vai in Grecia, nelle Ionie, bello… perché non ti porti l’Odissea da leggere?” forse non appare come una bella e fresca idea. La maggior parte delle persone associano ad alcuni libri una certa, diciamola così, frustrazione scolastica. E questo è davvero un peccato. Ricordo un vecchio articolo scritto da quella, eccezionale, ditta letteraria costituita da Fruttero e Lucentini, nel quale si consigliava per le vacanze, per l’estate, la lettura di classici. Il motivo del consiglio è semplice ma non banale: un’opera è definita “classica” perché in essa si ravvisa una forza espressiva ed un’importanza conferita dal giudizio degli uomini ed anche del tempo.

Ma soprattutto un classico, è qualcosa di molto diverso di quello che emerge da, più o meno, lontane reminiscenze scolastiche. Quelle opere sono il fondamento della nostra letteratura, della nostra cultura e, detto in altri termini, sono le pietre miliari della nostra curiosità umana e del bisogno ora di risposte, ora di evasione.

Cantami o Musa dell’uomo dal multiforme ingegno che tanto errò… che cosa stupenda… la storia di un uomo, ingegnoso, che tanto errò (ci tengo a sottolineare la doppia lettura – possibile nella nostra lingua – di questo errò: infatti Ulisse viaggiò molto ed instancabilmente, e contemporaneamente sbagliò moltissimo; lui è un “eroe” eppure è umanissimo, mi piace pensarlo come un lontano, vetusto, antenato), la storia di un viaggio costellato da così tante e qualitativamente intense avventure da essere divenuta archetipo in tutto il mondo (o mal che vada, in quello occidentale) di qualcosa che va oltre l’esperienza, infatti si dice per molte cose: è stata un’odissea!

Allora, facciamo un salto di fiducia e, leggiamola questa Odissea! Scorrendone la storia, leggerete la stessa opera che, per dirla con Byron, da quando c’è Atene hanno letto tutti. Noi pensiamo che, forse, Byron esagerasse, però siamo qui per tentare di allargare le file di chi già ha avuto tale fortuna.

La meraviglia dei classici, per chi scrive, è anche un’altra: non serve raccontarne la trama poiché, almeno, in sintesi, la conoscono tutti, così ci si può dedicare ad altri aspetti. Ne evidenzierò uno, piuttosto insospettabile: questo libro è pieno di ironia, in due parole, è divertente. Pensiamo al personaggio, Ulisse figlio di Laerte, re di Itaca. Lo immaginiamo come una statua antica e polverosa. Questo grand’uomo quando lo vanno a cercare (ne parlo anche se si tratta di un antefatto raccontato altrove) “quelli del distretto” per la leva militare dell’epoca… “ Oh Ulisse! Dai veloce… che si va in guerra contro i troiani, che un bischerino di laggiù ha rapito la moglie di quel becco di Menelao!” Cosa risponde l’eroe? Niente, nisba.. fa il pazzo, finge in tutti i modi di essere sciroccato di brutto, perché, umanamente, di andare in guerra non ne vuol sapere. E l’amico Achille (che troverete qui, solo indirettamente, ma tanto per dire di un altro fatto, quantomeno curioso, di cui sono pieni “sti classici”) il più eroe di tutti… per non partire che fa? L’eroe degli eroi (furbo come una zucchina) si traveste da donna e si nasconde. Dico… alla faccia degli eroi!

In edizione economica, è pubblicato pressoché da ogni casa editrice, per chi non volesse cimentarsi con la rima, ormai ci sono edizioni in prosa (così nessuno ha scuse), anche di ottima qualità, è un buon modo di portarsi dietro l’Odissea in forma di romanzo. Come dicevamo all’inizio… a questi classici diamogli una chance!  Alla prossima.

Nota del Direttore: Le Isole Ionie sono bellissime e – purtroppo – spesso trascurate. La foto in alto raffigura la spiaggia mozzafiato di Navagio, sull’isola di Zakynthos.   

M.I.

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2 commenti

Stefania Quarta 28 Giugno 2013 - 19:09

è davvero un blog che dà molti suggerimenti utili. BEllo!

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Massimo 28 Giugno 2013 - 17:54

WOW ! fa proprio venire voglia !!!

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