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Alla scoperta dell’anima colombiana attraverso la Strada del Caffè

eje
panorama
foto di Kro Pe 
Quando si parla di Colombia io, inevitabilmente, penso al caffè. Da quando ho sentito parlare dell’Eje Cafetero (il Triangolo del Caffè) non ho avuto più dubbi: la Colombia non è “solo” Cartagena e Bogotà. La Colombia è soprattutto un viaggio alla scoperta della civiltà coloniale, della sua architettura, della sua cucina, delle sue tradizioni. Per scoprire tutto questo, bisogna incamminarsi lungo la Via del Caffè. 

Visualizza El Eje Cafetero in una mappa di dimensioni maggiori
La Zona Cafetera comprende tre dipartimenti: Caldas, Risaralda e Quindio con le loro città principali Manizales (fondata nel 1848, a 2150 mslm, da sole 20 persone, sfuggite dalla vicina Antioquia a causa della guerra civile), Pereira (fondata del 1863, a 1420 mslm) e Armenia (fondata nel 1889, a 1551 mslm). L’area, oltre a essere situata in un bosco andino situato tra i 1300 m e il 1700 m, gode di un clima mite durante tutto l’anno, creando le condizioni ideali per la produzione di un ottimo caffè. Le aziende agricole che producono caffè, immerse nelle lussureggianti piantagioni, costruite in legno nel tipico stile coloniale si sono aperte al turismo, ma con discrezione. Alcuni proprietari consentono dei tour all’interno delle loro haciendas, mostrando e descrivendo i processi di raccolta e di produzione del caffè, fino a farne degustare uno alla fine della piacevole passeggiata.

La strada del caffé
foto di Carlos Octavio Uranga
Molti pueblos (paesi) della zona sono estremamente pittoreschi, legati fortemente alla tradizione, meravigliosamente colombiani, insomma. Ad Armenia, tra l’altro, ci si dovrebbe soffermare per visitare il museo Quimbaya che raccoglie preziose testimonianze della popolazione omonima che abitava l’area in epoca pre-colombiana. A circa 70 chilometri da Armenia, poi, si può visitare la foresta tropicale della Valle de Cocora (all’interno del Parco Nazionale De Los Nevados) per ammirare le maestose palme di cera, gli alberi nazionali della Colombia. La Palma de Cera (nome scientifico Ceroxylon quindiuense) è infatti una specie originaria delle Ande che può arrivare fino a 60 metri d’altezza. Il tronco molto esile la rende ancor più slanciata ed è uno spettacolo vedere la valle de Cocora da lontano (una valle che ricorda molto quelle alpine), soprattutto in giornate nebbiose. Il nome di questa palma deriva dallo strato di cera depositato sul tronco liscio: è stata inserita in un programma di protezione per evitarne l’estinzione visto l’abbondante uso che se ne è fatto per ricavarne la materia prima per le candele fino all’avvento della corrente elettrica.
Strada del caffé
foto di kontour-travel.com
Se siete in famiglia e volete un assaggio della cultura cafetera colombiana senza avventurarvi per le piantagioni, potete visitare il Parco Nazionale del Caffè, un vero parco a tema, con molte informazioni, attrattive e strutture pronte ad accogliere voi e i vostri bambini.

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2 commenti

TuristadiMestiere 29 Maggio 2012 - 16:32

@anonimo: è solo un simpatico deterrente alla copia selvaggia 🙂

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Anonymous 29 Maggio 2012 - 13:58

gioia io ho copiato 😉

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