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Abruzzo: quando i villaggi erano temporanei

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Le pagliare costituiscono un fenomeno caratteristico (e unico) nella storia più remota dell’Abruzzo. Erano delle costruzioni in pietra calcarea che si animavano solo d’estate per effetto di una migrazione verso la montagna di contadini alla ricerca di terreno da coltivare per le patate, le lenticchie, l’orzo, il grano e di pastori che portavano il loro bestiame al pascolo. Le pagliare creavano dei mini-villaggi temporanei che durante l’inverno venivano abbandonati, in attesa di accogliere nuovamente pastori, contadini e le loro famiglie durante la stagione calda. I due piani delle abitazioni dividevano la parte abitativa (sopra, con i letti e la cucina) da quella dove venivano sistemati gli animali e la paglia (sotto). Purtroppo a partire dagli anni ’50 le pagliare sono state abbandonate e la maggior parte è stata danneggiata irrimediabilmente dall’incuria e dal tempo. Negli ultimi anni le amminitrazioni dei tre paesi che più di tutti conservano tracce della cultura migratoria verso la montagna, Tione degli Abruzzi, Fontecchio e Fagnano (riuniti nel Parco del Velino-Sirente) stanno cercando di ristrutturare le vecchie pagliare, soprattutto a scopo turistico, per far conoscere questo pezzo di storia abruzzese sconosciuto ai più. Finalmente.

Per approfondimenti, qui.

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