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Diario di viaggio: Spello e i balconi fioriti

Spello balcone fiorito
Balconi-fioriti-spello

Cortili fioriti a Spello

>> AGGIORNATO 2020 <<

Spello è il borgo dei fiori non solo per l’Infiorata del Corpus Domini ma per la creatività con cui gli abitanti decorano cortili, finestre e balconi con piante e fiori!

Non avendo potuto assistere alla manifestazione di giugno, abbiamo deciso di trascorrervi due weekend estivi, quando le stradine sono ancora colorate (e profumate) da decine di vasi.

Dove dormire a Spello

La prima volta abbiamo fatto base a La Bastiglia in una deluxe con accesso diretto in piscina e ristorante con 1 stella Michelin!

Quando ci hanno accompagnati in stanza, mi sono preoccupata perché, anziché salire, ci hanno fatto scendere. Gradini su gradini su gradini. Fortunatamente, quando siamo arrivati alla nostra deluxe n.232 abbiamo scoperto una camera luminosa (contro ogni aspettativa) perché la porta-finestra dà proprio sulla piscina vista valle!

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La piscina panoramica de La Bastiglia

Anzi, proprio la vicinanza alla piscina e al solarium la rende una tipologia di camera eccellente per soddisfare le possibili esigenze dell’ospite soprattutto durante il periodo estivo. Da non sottovalutare neppure il set di cortesia di un gran bel bagno.

Per il nostro secondo weekend a Spello in occasione della mostra Aurea Umbria, abbiamo dormito da Il cacciatore, un tre stelle centralissimo e panoramico assolutamente da sperimentare!

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La camera all’hotel Il cacciatore

L’hotel è all’altezza delle aspettative di clienti più esigenti: oltre all’ottima ubicazione, le camere e i bagni sono ampi, dotate di aria condizionata e molte vantano una splendida vista sulla valle circostante.

La struttura è pulita ed efficiente. La colazione, servita in terrazza, è ricca e varia (croissant, salumi, frutta fresca e yogurt). Chi arriva, come noi, in auto, può parcheggiare nel garage adiacente (purché la macchina non sia troppo alta).

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La terrazza dell’Hotel Il Cacciatore

Dove mangiare a Spello

A pranzo, potete optare per il ristorante de Il Cacciatore che propone un’ottima cucina locale a partire dall’antipasto – a base di formaggi, salumi e bruschette – fino al primo piatto – a base di strangozzi con pomodoro e pecorino!

In alternativa, consigliamo l’enoteca “Drinking Wine” in Via Garibaldi 20.

Noi abbiamo ordinato un bel tagliere di formaggi e salumi e, per sentirci meno in colpa, un’insalata di finocchi e pompelmo rosa, il tutto innaffiato da due birre e 1 acqua (tot. 36 euro in due).

Abbiamo mangiato bene, solo due piccoli appunti: per portarci il conto hanno impiegato almeno mezz’ora (si erano scordati di noi sotto al sole cocente!) e quando mi hanno restituito la carta di credito, ho notato che mi avevano addebitato 2 euro in più per errore. Peccato che queste sviste capitino sempre a mio sfavore!

Per cena consigliamo senza dubbio il ristorante de La Bastiglia dove abbiamo mangiato divinamente. Gli accostamenti sono arditi ma ben riusciti e lo chef ci mette molta passione nel presentare i piatti in modo originale (es. polpettine di pecorino e lenticchie con verdurine, maltagliati con fagioli e ragù di chianina, pappardelle a ragù d’anatra).

Il servizio è sicuramente di livello (con qualche piccola “incertezza”): è chiaro che il mix buon cibo+ panorama+ ottimo vino (Sagrantino del 2004 cantina Castelbuono) ha un costo da tenere in considerazione se si vuole tornare (104 euro in due).

E infatti noi, anche per provare un’altra cucina spellana, abbiamo prenotato al “Time’s” in piazza Gramsci 12/13, un bar/ristorante/hotel adiacente a La Bastiglia.

In effetti avremmo potuto allontanarci un po’, ma il centro è “giù” e quando si scende, si passeggia, ma quando si torna indietro, si fa un po’ di fatica col tacco dieci: perciò, donne, o la scarpa comoda e quindi Spello è tutta per voi oppure muovetevi in un raggio circoscritto!

L’atmosfera è meno formale di quella de La Bastiglia anche se i proprietari cercano comunque di creare un bell’effetto con le candele in giardino, l’arredamento curato e musica in filodiffusione.

Abbiamo mangiato benino. La delusione è stata più nel malinteso dell’ordine, che nella effettiva resa del piatto. Paccheri saltati con pomodorino, rucola e cinta senese altro non era che un piatto freddo, perciò poco saporito (non erano mantecati, insomma). Lo stesso valga per il filetto di manzo (indubbiamente tenerissimo) su dadolata di verdure: la carne era insapore perché le verdure consistevano in peperoni gialli e rossi crudi che non hanno creato una salsina (e poi di sera sono francamente poco digeribili). Totale spesa, 84 euro in due.

Per l’ultima cena, abbiamo scelto “Il Molino” in Piazza Matteotti 6/7. Abbiamo mangiato all’aperto, sul corso di Spello.

Abbiamo assaggiato un crostone col formaggio di fossa e uno sformatino di melanzane come antipasto (buonissimi entrambi ma, per chi ama il formaggio, decisamente da preferire il crostone, servito con una “marmellatina” di cipolla rossa), due tagliate tenerissime e un semifreddo alla mandorla.

Abbiamo mangiato benissimo, servizio accurato e solerte. Abbiamo solo due critiche da fare: i camerieri hanno cominciato a sparecchiare alle 22, togliendo il tovagliato dai tavoli vuoti. Ci saremmo trattenuti qualche altro minuto a sorseggiare il nostro squisito Sagrantino, ma la sensazione di disagio ci ha effettivamente indotti ad alzarci da tavola.

La seconda pecca è collegata alla prima: allo stesso orario in cui i camerieri mettevano a posto la sala, lo chef è andato via. Gli avventori dell’unico altro tavolo presente hanno chiesto dei tortini al cioccolato che non sono stati preparati perché nessuno in cucina era all’altezza della realizzazione.

E’ una vera fortuna che io abbia scelto il semifreddo perché se fossi stata io la sfortunata protagonista di questo episodio non avrei accolto la notizia con la stessa pacifica rassegnazione dei tedeschi.

Shopping enogastronomico a Spello

Durante il weekend a Spello consigliamo di fare incetta di gustosissimi salumi umbri. Noi li abbiamo acquistati dalla macelleria di Via Garibaldi a prezzi buoni (un prosciutto “tascabile”, i coglioni di mulo, un pecorino di fossa e un altro al tartufo: solo gli odori fanno venire l’acquolina in bocca!).

 

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1 commento

Nunzio 4 Novembre 2015 - 7:30

Mai stato a Spello.

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