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Diario di viaggio: hola Madrid!

Plaza de Toros Madrid
Madrid-Orso-Corbezzolo

L’orso e il corbezzolo, simboli di Madrid

Madrid è una città piena di scorci che si aprono imprevisti allo sguardo di chi non guarda solo ad altezza uomo, ma anche verso l’alto. Io l’ho trovata affascinantissima sotto diversi aspetti. Nonostante si dica che gli spagnoli siano molto simili agli italiani li ho trovati molto più puliti, ordinati e disciplinati di noi: che dire, più viaggio e più mi rendo conto che l’Italia non si sfilerà mai la maglia nera dell’inciviltà a sfavore di un altro paese europeo…Siamo partiti sabato 5 dicembre con un puntualissimo volo delle 6.30 da Ciampino con Ryanair.

Madrid

Siamo atterrati in anticipo all’aeroporto di Barajas da cui parte direttamente la metropolitana per il centro di Madrid (Linea 8 colore rosa). Il tragitto dura circa 15 minuti. Il biglietto singolo per la metro (billete sencillo) costa normalmente 1,50€ ma quello da -o per- l’aeroporto prevede un supplemento di 3€ (suplemento aeropuerto): quindi per raggiungere il centro con la metro dovrete pagare un biglietto da 4,50€.

Io consiglio di fare un “abono transportes turìstico” da 1 a 7 giorni (a seconda del tempo della vacanza) le cui tariffe vanno dagli 8,40 euro ai 35,40 (in questo modo potrete viaggiare sulle 12 linee della metro + bus compreso il biglietto per l’aeroporto).

Noi abbiamo prenotato l’Hotel PASEO DEL ARTE, un 4 stelle fantastico, situato a 20 metri dalla fermata della metro Atocha (linea 8 dall’aeroporto fino a “nuevos ministerios”, linea 10 fino a “tribunal”, linea 1 fino ad “atocha”), praticamente nel “triangolo d’oro dei musei” (Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza). Nonostante il check in fosse dalle 12 in poi, alla reception ci hanno comunicato che potevamo prendere possesso immediatamente delle stanze! Un sogno! La nostra stanza (fumatori) era ai piani alti e quindi luminosa e accogliente. Arredo di design, curato nei dettagli e un set di cortesia degno di un 4 stelle!

Madrid a Natale

La magia del Natale

 

Cosa vedere a Madrid

Dopo una veloce doccia, ci siamo tuffati nella città! Affamati, abbiamo fatto subito una tappa al “Museo del Jamon”. Con 2 euro (ovunque in città, è proprio un’offerta) mangerete un ottimo boccadillo (panino) col prosciutto (buonissimo) + una bibita a scelta (noi birra!).

Ristorati dalla tappa, abbiamo subito visitato PLAZA MAJOR e la PUERTA DEL SOL. Bellissime entrambe.

Plaza major è più “piazza”, nel senso che è chiusa con delle porte di accesso. Puerta del Sol invece è il punto di convergenza di più strade (pedonali e non) dove si trova il famigerato “kilometro cero” della rete stradale spagnola (punto zero, appunto, da cui vengono misurate le distanze dal resto della spagna e i numeri civici da Sol). Famigerato perché, avevo letto che fosse lì, ma non il punto esatto e quindi ho costretto tutti i miei pazienti compagni di viaggio a camminare col naso all’ingiù per trovarlo.

Per chi volesse individuarlo subito, si trova sul marciapiede di fronte al Palazzo de la Comunidad de Madrid (ex Palazzo delle Poste). Abbiamo imboccato quindi una delle strade (affollatissime) che portano alla Gran Via e ci siamo fermati a mangiare al “Rincon de la Cerveza”, turistico ma buono (boccadillos, patate fritte e birra). Nonostante fossimo già stanchi, abbiamo tenuto duro e siamo andati fino al Parco del Retiro per approfittare della splendida giornata di sole, temendo la pioggia nei giorni successivi (ottima previsione…).

Parco-del-Retiro-Madrid

Parco del Retiro

Il Parco del Retiro a Madrid

Il parco è enorme (118 ettari): all’entrata guardate la mappa, decidete per una meta perché il rischio è di camminare senza riuscire a vedere nulla di veramente significativo.

A noi è successo così e solo per puro caso ci siamo imbattuti nel Bosco degli Scomparsi, monumento commemorativo composto da 192 alberi tra cipressi e ulivi dedicato alle altrettante vittime dell’attentato alla stazione di Atocha del 2004.

Sarebbe stato bello vedere anche il Palazzo di Cristallo e il Monumento ad Alfonso XII con il laghetto ma davvero le forze non ci hanno assistito.

Il Museo Reina Sofia di Madrid

Siamo usciti dal Parco e ci siamo diretti al Museo Reina Sofia che il sabato pomeriggio e la domenica è aperto gratuitamente al pubblico. Abbiamo preso l’ascensore esterno in vetro (impressionante) e abbiamo visitato il museo al contrario, dall’ultimo piano (il 4°) al primo.

Inutile dire che l’opera più suggestiva (e che vale almeno una tappa fugace) è il Guernica di Picasso. Lo immaginavo più piccolo e invece occupa un’intera parete della stanza 206 al secondo piano. Si dice che un ufficiale tedesco, alla vista del quadro, abbia chiesto “Avete fatto voi questo orrore, maestro?” e che Picasso abbia risposto “No, è opera vostra”.

Mangiare a Madrid

Alle 18 circa, siamo tornati in hotel per riposarci prima della lunga serata. A Madrid, se volete cenare ad orari normali (tra le 20.30 e le 21.30) vi consiglio vivamente di prenotare. Noi siamo partiti con un elenco di ristoranti “consigliati” e quindi lo abbiamo fatto, evitando lunghissime ed estenuanti code.

La migliore paella madrilena, si dice che si mangi a “La Barraca” Calle Reina 29, www.labarraca.es. Possiamo confermare che è ottima, noi abbiamo provato quella valenciana (solo carne e verdura) quella di solo pesce e quella mista: tutte e tre sono squisite a prezzi assolutamente equi (dagli 11 ai 15 euro a persona).

In attesa della paella abbiamo ordinato degli antipastini: frittelle di baccalà superbe, il tipico e divino formaggio manchego, di pecora, e le crocchette col jamon…buonissime!

Per chiudere la cena, la crema catalana fatta in casa. Il tutto annaffiato da due ottime bottiglie di chardonnay: totale 60 euro a coppia con mancia inclusa.

A fine cena, abbiamo fatto l’ultima fatica: il ritorno in albergo a piedi, ma ne è valsa la pena perché i vicoletti sono splendidi e si incontrano spesso piazzette e angoletti sorprendenti. Ad esempio è carinissima Plaza de Santa Ana, luogo di ritrovo per la movida madrilena, piena di localini dove si può cenare con prezzi abbordabili.

Churros-Madrid

Churros e cioccolata calda

 

Tour di Madrid: secondo giorno

Domenica 6 dicembre. La prima meta è stata la colazione nella “Cioccolateria San Gines” (da Puerta del Sol, Calle de l’Arenal e quindi una stradina a sinistra, Paradiso de San Ginés 5, appunto). Menù: churros da inzuppare nella cioccolata calda (avete presente le nostre ciambelle fritte? Praticamente la stessa pastella fritta, senza il velo si zucchero e a forma di grissino): una colazione da veri scaricatori di porto.

Il problema è che non è stata un’idea originale e di domenica mattina abbiamo trovato il panico: fila per lo scontrino e fila per sedersi (il Cafè è piccolo, con due piani stracolmi di gente). Solo la testardaggine ci ha fatto insistere nel progetto. Dopo circa 15 minuti di attesa ci siamo seduti e abbiamo mangiato voracemente almeno 3 churros a testa.

Il mio consiglio è di andarci nel pomeriggio, per una merenda “rinforzata” – perché per la colazione è preferibile un posto meno affollato e più silenzioso – oppure di sedervi ai tavoli all’aperto (se l’avessimo saputo, lo avremmo fatto visto che non faceva freddo e in ogni caso c’erano i funghi per scaldarci).

Il Mercato delle Pulci a Madrid

Belli satolli ce ne siamo andati verso il più grande mercato delle pulci in Europa (aperto solo la domenica e fino alle 14), situato a El Rastro (si chiama così per via del rastro=rivolo di sangue degli animali che vi venivano macellati nei mattatoi, che rifornivano le pelletterie in zona).

Facilissimo da trovare, occupa un’area che va da Plaza Major a Puerta de Toledo. Con un occhio sempre alla borsa, spostatevi dalla via principale: ogni vicolo è “specializzato” in qualcosa. Antiquariato, pittura, animali, coltelli, tessuti.

Potrete trovare articoli di vostro interesse senza sgomitare tra la gente. In Calle Carlos Arniches 30, in prossimità della Puerta de Toledo, fate assolutamente una sosta a “El Capricho Extremeno”, dove mangiare le famose “pulgas” take away, panini enormi dove infilare qualunque cosa vi venga in mente, spendendo al massimo 3 euro.

Dovrete trovare un posticino in piazza dove mangiarle, ma dicono che siano una vera specialità. Noi abbiamo fatto l’errore di non comprarle subito perché non avevamo ancora fame. Ovviamente una volta allontanati, non siamo più tornati e quando lo abbiamo fatto il lunedì lo abbiamo trovato desolatamente chiuso…sigh!

Palazzo-Reale-Madrid

Palazzo Reale

Palazzo Reale e Cattedrale di Madrid

Dal Rastro ci siamo diretti a piedi al Palazzo Reale e quindi alla Cattedrale. Per il Palazzo c’era una fila lunghissima e, visti i tempi ridotti, lo abbiamo ammirato solo dall’esterno. La Cattedrale, invece, l’abbiamo visitata. Non ci ha molto entusiasmato, forse a causa delle splendide chiese che abbiamo in Italia. L’unica cosa degna di nota, è l’imponenza. Da visitare, invece, la cripta.

Tempio-Debod-Madrid

Tempio di Debod

 

Il Tempio di Debod

Ci siamo rimessi in marcia verso il tempio egizio di Debod. Lungo la strada abbiamo incrociato Plaza de Espana, dove sorgono la fontana dedicata a Cervantes con le statue di Don Chisciotte e Sancho Panza, l’Edificio Espana (in ristrutturazione) e la Torre di Madrid. Purtroppo non sapevamo che il tempio chiudesse alle 14 nel week end in questo periodo e la guardia è stata irremovibile, nonostante fossero le 13.50 e avessimo promesso una rapida occhiata in giro: niente da fare!

Distrutti dalla camminata e dall’insuccesso, siamo tornati a Sol per il pranzo. Dopo aver vagato alla ricerca di un posto che non fosse già affollato, siamo andati alla “Taberna la Tia Cebolla”, (Calle de la Cruz 27, dietro Plaza de Santa Ana). Purtroppo, data l’ora (quasi le 16) non abbiamo potuto mangiare la loro specialità, il cocido (lo hanno apprezzato sicuramente i precedenti avventori!), in compenso abbiamo mangiato buone crocchette e il tagliere di salumi e formaggi (consigliatissimo: porzione abbondante per 2, 16 euro).

Avremmo voluto trovare le energie per andare a visitare il Prado (tutti i giorni dalle 17 alle 20 – a parte il lunedì di chiusura – la visita è gratuita) ma l’idea di camminare ancora non ci ha permesso davvero l’impresa.

Altre Specialità Culinare da non perdere a Madrid

Peccato! Piccola sosta in hotel e di nuovo in strada per cena. La scelta è caduta sulla “Taberna Maceira“, una “pulperia” con specialità galleghe davvero spettacolare. Ce ne sono due, vicinissime tra loro. La più grande (e più conosciuta e quindi più affollata) è in Calle De Las Huertas, l’altra, dove siamo andati noi, è nella traversa di Calle de Jesus 7.

In un ambiente informale, con sgabelli e menù scritto su una tavolozza di legno con gessi colorati, potrete iniziare con il “caldo gallego”, una zuppa buonissima con crauti, fagioli e chorizo (salsiccia), proseguendo con la “foliada de moluscos”, una specie di sauté di cozze e vongole con panna e il “pulpo gallego”, un polpo a tocchetti al pomodoro con una patata bollita posta nel centro.

Per i dolci fatti in casa, oltre al budino, consiglio dei biscottini di pasta di mandorla ricoperti al cioccolato (NON sono troppi dolci, ve lo assicuro!) che vi serviranno con un chupito (bicchierino) di ottimo porto nel quale intingerli! In sintesi: per riuscire a spendere 20 euro si rischia l’indigestione!

Ovviamente, non ce l’abbiamo fatta a ritornare in centro (anche perché il richiamo dell’albergo, vicinissimo, era troppo forte) in compenso abbiamo fatto un giro diverso per raggiungere l’hotel: abbiamo percorso tutta Calle de Las Huertas e poi girato a destra, percorrendo Paseo del Prado, direzione Calle Atocha. Al numero 36 di Paseo del Prado, c’è la Caixa Forum, il museo della Fondazione della Caixa de Espana, costruito di recente recuperando una fabbrica per la conversione dell’energia elettrica.

Due le particolarità: una soluzione degli architetti per dare l’illusione ottica che il museo sia sospeso e il me-ra-vi-glio-so giardino verticale sul muro che dà sulla piazza alto 24 metri.

Tour di Madrid: Terzi Giorno

Lunedì 7 dicembre. Ci siamo alzati prima perché avevamo in programma (fin dal primo momento) la visita alla città di Toledo prendendo il treno AV. Abbiamo saldato l’hotel – anche se vi abbiamo lasciato le valigie al deposito fino alle 18 – e, dopo una tappa allo Starbucks di fronte (Calle Drumen 4) con vetrine vista Reina Sofia e sorprendente ottimo cappuccino e fragranti cornetti, ci siamo diretti alla stazione di Atocha (quella purtroppo tristemente nota per l’attentato del 2004).

Stazione-Atocha-Madrid

La stazione di Atocha

La stazione merita assolutamente una visita (tra i disegnatori, anche Eiffel, autore della torre parigina) con il suo tetto stile Art Nouveau in ferro e vetro e il giardino tropicale con temperatura costante a 24°: UNA MERAVIGLIA ARCHITETTONICA!!! Purtroppo, la sfortuna ci ha proprio perseguitati!, abbiamo scoperto che tutti i treni tra le 10.20 e le 12.20 erano stracolmi e a Madrid NON TI FANNO VIAGGIARE IN PIEDI.

Pertanto abbiamo dovuto rinunciare a Toledo perché sarebbe stato ridicolo arrivarci alle 13 e ripartire alle 15.30 al massimo (non potevamo fermarci oltre per non rischiare di perdere l’aereo). Quindi se volete fare una gita fuoriporta, prenotate il biglietto il giorno prima, assicurandovi il posto!!!

Plaza de Toros e il Museo Taurinus

Delusi dalla notizia (ma avremmo dovuto aspettarcelo: il lunedì i musei sono chiusi e tutti i turisti si riversano fuori la capitale) abbiamo dovuto improvvisare un programma per la giornata. Così abbiamo optato per Plaza de Toros, in Calle Alcalà 237, rinunciando alla visita dell’arena (7 euro) perché pioveva, ma già l’esterno rende l’idea del luogo che ospita 25 mila spettatori paganti per la corrida!

Plaza-de-Toros-Madrid

Plaza de Toros Madrid

Invece abbiamo fatto una tappa al Museo Taurinos – gratuito – dove sono esposti cimeli delle corride (tra cui scioccanti abiti insanguinati indossati dai matadores nell’ultima corrida della loro carriera). Dopo questo tour che ci ha insegnato qualcosa in più sullo spettacolo più discusso e amato di sempre, ci siamo diretti nel quartiere Chueca, a nord della Gran Via.

Il quartiere “gay” della città, della movida vera, riportato alla sua bellezza dopo il degrado del periodo franchista. Nella piazzetta all’uscita dalla metro, ci sono delle bancarelle dove ho acquistato delle bellissime stampe della linea Mayte Alma per soli 7 euro l’una. Dopo uno sguardo alle coloratissime e chiassosissime vetrine del quartiere, ci siamo diretti al mercato di San Miguel, una struttura di vetro e ghisa, dietro Plaza Major.

 

Mercado-San-Miguel-Madrid

Mercado San Miguel a Madrid

 

Il Mercato San Miguel a Madrid

La particolarità di questo mercato sta nel fatto di potervi mangiare la merce in vendita, nella folla vociante di turisti e di madrileni che fanno la spesa.

Si prende il numeretto e si fa la fila presso lo stand prescelto (da quello degli affettati a quello dei formaggi, da quello del pesce a quello del vino e così via). Insomma, se si ha pazienza, si riesce a mangiare cibi freschissimi a prezzi contenuti. Io non ce l’ho fatta, lo ammetto e dopo un tour, mi sono rifugiata al “Cafè del Principe” (Plaza de Canalejas 5) vicinissimo a Puerta del Sol, dove ho potuto finalmente mangiare il famoso cocido madrileno, una specie di zuppa di ceci con carote, patate e carne stufata. Il brodo di cottura della carne mi è stato servito come primo. Una vera delizia per soli 18,50 compreso bibita e dolce!!!

Siccome il tempo iniziava a stringere, abbiamo fatto l’ultima passeggiata tra le affollatissime vie di Madrid, tra i negozietti di souvenir (immancabile la tappa a El Corte Inglés anche se consiglio l’acquisto di cartoline, magliette, posaceneri e calamite nei negozietti di Calle Montera: più economici e con maggiore scelta). Con il solito rammarico per le cose che non siamo riusciti a vedere, motivo in più per tornare al più presto, alle 18 abbiamo recuperato le valigie e ci siamo diretti all’aeroporto. Holà Madrid!

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7 commenti

Giuseppe 11 Febbraio 2018 - 23:05

Grazie Monica,
sto organizzando qualche giorno a Madrid e nel tuo post ho trovato tantissime indicazioni utili, proprio ciò che mi piace sapere da chi c’è già stato.

Rispondi
Monica Nardella 15 Febbraio 2018 - 12:23

Ciao Giuseppe, grazie mille per l’apprezzamento, sono contenta che tu abbia trovato spunti interessanti nel mio articolo 😀

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roberto 2 Dicembre 2017 - 23:37

Complimenti, un resoconto del soggiorno a Madrid veramente interessante ed utile per chi deve preparare un soggiorno nella capitale spagnola. Essenziale e pieno di consigli pratici; un post scritto veramente bene. Come vorrei fare io quando ritorno da un viaggio, ma che quasi mai realizzo.

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Monica Nardella 11 Dicembre 2017 - 21:34

Ciao! Grazie mille per l’apprezzamento! Cerco sempre di scrivere articoli utili mettendomi nei panni del viaggiatore quindi il tuo commento non può che rendermi estremamente felice!

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MadridEasy 8 Gennaio 2013 - 12:38

Ciao a tutti!

Grazie mille per tutte le informazione! é un buon essempio di tutto quello che si puo fare con i bambini. Se anche tu vai venire a Madrid e vuoi sapete tutto quello che sta succedendo qui potete visitare noi sul nostro sito web http://citymadridtour.wordpress.com/author/citymadridtour/.

Benvenuti a Madrid!

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TuristadiMestiere 7 Settembre 2012 - 17:20

@weekend: grazie per il commento ma… c’era già scritto nel post!!! 😉

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weekend madrid 6 Settembre 2012 - 10:42

Il Reina Sofia è meraviglioso, dovete assolutamente visitarlo, specialmente se siete appassionati d’arte (moderna).
All’ ultimo piano c’è il capolavoro dei capolavori, la Guernica di Picasso, enorne, maestoso, ma non cancano i Dalì, i Miro’ ecc..

Calcolate che l’entrata è completamente GRATUITA la domenica dalle 10 alle 19 ed il sabato dalle 14.30 alle 21

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