Home » Madrid in 2 giorni tra arte, shopping e buon cibo

Madrid in 2 giorni tra arte, shopping e buon cibo

Il monumento equestre a Filippo III che campeggia a Plaza Mayor

Se state organizzando Madrid in 2 giorni, questo itinerario è perfetto per un weekend tra amiche fatto di passeggiate nel centro storico, boutique indipendenti, ristoranti scenografici e un po’ di arte. Non per vedere tutto (quello richiede tempo e infatti ve ne parlo nell’articolo dedicato ai 4 giorni) ma per vivere la città nel modo giusto. La chiave? Scegliere bene la zona, muoversi a piedi e alternare icone e atmosfere.

Dove dormire a Madrid per un weekend

Con così poco tempo a disposizione, l’hotel è stato strategico.

Abbiamo scelto il Mayerling: una struttura semplice, con un voto media intorno al 7, ma con un 9.5 pieno sulla posizione. Ed è stato proprio questo il punto. Eravamo a pochi minuti a piedi da Puerta del Sol, Plaza Mayor, Las Letras e Chueca. Questo ci ha permesso di rientrare velocemente per cambiarci prima di cena, non perdere tempo nei trasporti e ottimizzare ogni ora. In un weekend breve, la posizione conta più del design.

Primo giorno a Madrid: i luoghi iconici

Siamo arrivate al mattino presto e, dopo una ricca colazione da La Rollerie, abbiamo iniziato dal centro storico.

Puerta del Sol era vivace, piena di energia, con quel continuo movimento che caratterizza Madrid a qualsiasi ora del giorno. Da lì siamo arrivate a Plaza Mayor, elegante e scenografica, perfetta per entrare nel ritmo della città. Terza tappa della passeggiata, il Palacio Real: onestamente? Visto solo dall’esterno, non ci ha entusiasmate particolarmente. È imponente, certo, ma se non avete in programma la visita interna e avete poco tempo, non è una priorità. Noi abbiamo fatto un giro nei dintorni e poi siamo tornate verso zone che sentivamo più nostre.

Nei pressi di Puerta del Sol, in Calle del Marqués de Pontejos 13 c’è la Casita del Raton Peres, la casetta di un topolino. Se avete dei bambini (ma anche se non li avete) andate a curiosare nella fessura nel muro!

Ci siamo quindi spostate nel Barrio de las Letras, uno dei quartieri più piacevoli per un pranzo rilassato. Le citazioni letterarie incise sul pavimento, le facciate colorate, le piccole librerie e i tavolini all’aperto creavano un’atmosfera autentica, vivace ma non caotica.

Da Lola si Mola abbiamo mangiato tapas ben eseguite e croquetas cremose: piatti semplici ma curati. Il servizio era cordiale, l’ambiente informale ma piacevole: esattamente quello che cercavamo per un weekend tra amiche. Per raggiungere il ristorante siamo passate per Calle de las Huertas dove ci siamo imbattute in un piccolo mercatino temporaneo. Qui ho acquistato una t-shirt in cotone di Walder Clothing: uno di quegli acquisti che, anni dopo, mi farà ricordare un viaggio frizzante tra amiche.

Shopping a Madrid: boutique indipendenti

Perché diciamocelo: quando si torna in una città che si conosce già, ci si può concedere anche qualche deviazione dedicata allo shopping. Abbiamo puntato la mappa in direzione Gran Vía e ci siamo fatte ingolosire dalla fine pasticceria di Brach Patisserie, al civico 20. Un indirizzo elegante e un po’ parigino dove fermarsi per un tè con dolci scenografici e perfetti da condividere.

Uno squisito dolce al cioccolato da Patisserie Brach

Uno squisito dolce al cioccolato da Patisserie Brach

Dopo una pausa al profumo di gelsomino, ci siamo spostate verso Chueca e soprattutto verso il vicino quartiere di Salesas, una delle zone più interessanti di Madrid per chi ama lo shopping indipendente.

Il piccolo quadrilatero compreso tra Calle del Barquillo, Calle Fernando VI e le vie limitrofe è diventato negli ultimi anni una sorta di Soho madrileno, dove le grandi catene lasciano spazio a boutique di designer, concept store e indirizzi curati nel dettaglio. Un tempo Calle del Barquillo era conosciuta come la strada del suono per la presenza di numerosi negozi di strumenti musicali; oggi è invece una delle vie più dinamiche per chi cerca moda, design e oggetti scelti con gusto. Le sue vetrine si susseguono tra spazi di design, librerie d’arte (qui trovate l’unica libreria Taschen presente in tutta la Spagna) e piccoli marchi europei, trasformando poche strade in una vera passerella urbana dello stile contemporaneo.

La cosa più bella è proprio passeggiare senza una meta precisa: le boutique qui sono spesso piccole, curate come salotti e ricavate in locali storici ristrutturati con grande attenzione al design. Il quartiere vive di creatività e personalità, con negozi indipendenti che propongono selezioni di moda, accessori e oggetti difficili da trovare altrove.

Un posto mi sento di consigliarlo: Roble Negro in Calle Pelayo 66 è una boutique che vende accessori, gioielli e pochi capi di abbigliamento dal gusto contemporaneo, con un’attenzione particolare ai dettagli e alle lavorazioni. È il tipo di posto dove si trova qualcosa di originale, lontano dalle solite vetrine replicate in ogni capitale europea.

Shopping gastronomico: il classico che funziona sempre

Se amate portarvi a casa sapori locali, segnatevi il Museo del Jamón, in Calle Mayor 17 (ma ce ne sono diversi in città). È uno di quei luoghi iconici dove potete acquistare prosciutto iberico e prodotti tipici spagnoli. Turistico? Sì. Ma anche pratico e perfetto per uno shopping gastronomico veloce. In alternativa, cercate La Mansilla, una jamoneria dove potrete acquistare bocadillos già pronti o confezioni sotto vuoto da portare in Italia come gustosi souvenir!

Panini con jamon in una vetrina de La Mansilla

Panini con jamon in una vetrina de La Mansilla

In Spagna il prosciutto è quasi una religione: il più diffuso è il jamón serrano, stagionato a lungo e dal sapore deciso, mentre il più pregiato è il jamón ibérico, ottenuto dal maiale nero iberico. La varietà più ricercata è quella de bellota, prodotta da animali allevati allo stato brado e nutriti con ghiande, che conferiscono alla carne una consistenza morbida e un gusto intenso e aromatico. In Spagna, l’etichetta del jamón ibérico indica qualità e metodo di allevamento. Basta guardare il colore:

  • Etichetta nera – Jamón Ibérico de Bellota 100% Ibérico. Provenienza: maiali 100% iberici, allevati allo stato brado e nutriti quasi esclusivamente con ghiande (bellotas). Qualità: top di gamma, sapore intenso, consistenza burrosa, aroma complesso.
  • Etichetta rossa – Jamón Ibérico de Bellota (non 100% puro). Provenienza: maiali ibridi (50-75% iberico), allevati allo stato brado e nutriti con ghiande. Qualità: sapore eccellente ma leggermente meno intenso rispetto all’etichetta nera.
  • Etichetta verde – Jamón Ibérico de Cebo de Campo. Provenienza: maiali allevati in libertà ma nutriti con cereali e alimenti naturali, non solo ghiande. Qualità: sapore più delicato, meno grasso intramuscolare, ma ancora superiore al serrano.
  • Etichetta bianca – Jamón Ibérico de Cebo. Provenienza: maiali allevati in stalla e alimentati con cereali. Qualità: più economico, sapore più semplice, simile al serrano ma con caratteristiche iberiche.

Per concludere una giornata epica, abbiamo prenotato un tavolo da Amazónico Restaurant. L’atmosfera è il vero punto forte: piante tropicali, luci soffuse, musica di sottofondo, un ambiente cosmopolita e curato. Il menu unisce influenze sudamericane e asiatiche: sushi, carne alla griglia, cocktail ben bilanciati. È il ristorante ideale se volete rendere speciale una serata tra amiche. Prenotate, perché è sempre molto frequentato!

Secondo giorno a Madrid: arte e relax

Domenica mattina dopo colazione ci siamo dirette al Parque del Retiro in attesa dell’apertura del vicino Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía.

È stato uno dei momenti più piacevoli del weekend. Viali alberati, atmosfera rilassata, persone che leggono, corrono o semplicemente si godono il sole. Se visitate il Reina Sofía, inserite il Retiro nel programma: è a pochi minuti e cambia completamente ritmo alla giornata.

Al museo siamo entrate con biglietto a pagamento pensando di trovare meno folla. In realtà c’era già molta gente. Se volete risparmiare, l’ingresso gratuito la domenica dalle 12:30 è una valida alternativa: pagare, infatti, non garantisce meno caos. Se invece cercate davvero tranquillità, l’unica soluzione è arrivare all’apertura.

Guernica, l'opera più famosa di Picasso

Guernica, l’opera più famosa di Picasso

Guernica di Pablo Picasso resta comunque un’esperienza potente, anche in mezzo alla folla.

Senza spostarvi troppo, fermatevi al Nubel, il ristorante del Reina Sofía. Lo spazio è moderno e luminoso, con grandi vetrate e un’architettura contemporanea che dialoga con il museo. È molto noto anche per il brunch, ma noi avevamo già fatto colazione e abbiamo scelto il menu alla carta: piatti mediterranei ben eseguiti, insalate fresche, proposte leggere ma curate. È stata una pausa rilassata, perfetta prima di recuperare i bagagli.

L'ingresso del Museo Reina Sofia e sulla sinistra il Nubel

L’ingresso del Museo Reina Sofia e sulla sinistra il Nubel

Nota sulla vicina stazione di Atocha: è funzionante, ma non è il momento per le foto perché la famosa area interna con il giardino tropicale è attualmente in ristrutturazione.

Vale la pena un weekend a Madrid? Assolutamente sì.

In 2 giorni abbiamo combinato centro storico, boutique indipendenti, ottimo cibo, un grande museo e momenti di relax. Madrid si è rivelata perfetta per un viaggio breve tra amiche: intensa ma gestibile, elegante ma accessibile, vivace ma mai eccessiva.

Se invece avete più tempo, potete ampliare l’esperienza con l’itinerario completo su Madrid in 4 giorni.

E voi, per un weekend a Madrid tra amiche, cosa non vorreste perdervi?

Lascia un commento

POTREBBERO INTERESSARTI...