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Diario di viaggio: Città della Pieve e dintorni

città della pieve

Per trascorrere un week durante le vacanze di Natale, scegliamo Città della Pieve, città umbra che si trova in provincia di Perugia.

Come arrivare a Città della Pieve

E’ raggiungibile con la A1 (o il Casello di Fabro, a Sud, a 17 Km. o il Casello di Chiusi-Chianciano Terme, a Nord, a 15 Km.).

Dove abbiamo alloggiato

Alloggiamo all’Hotel Vannucci: e come poteva chiamarsi altrimenti visto che il più grande figlio di questa terra è Pietro Vannucci, meglio conosciuto come il Perugino? Confesso di averlo scoperto una volta arrivati in loco (dappertutto si legge del Perugino perciò è inevitabile soffermarsi un secondo per approfondire l’argomento!) Si tratta di una splendida villa con giardino privato proprio al centro della città. Nonostante questo, non si corre il rischio di rumori molesti (traffico o schiamazzi) visto che abbiamo dormito come angioletti tutta la notte e siamo stati svegliati dal canto degli uccellini: un vero paradiso!

Cose da fare a Città della Pieve

Su consiglio del receptionist dell’albergo, andiamo a visitare una cantina rinomata di zona (Montegabbione), Tenuta Corini.

Avevamo prenotato la visita e il proprietario è stato molto affabile nel guidarci alla scoperta del proprietà, raccontandoci le difficoltà e le soddisfazioni del suo lavoro e molto gentile nel preparare un aperitivo sfizioso per accompagnare la degustazione dei suoi buonissimi vini (noi abbiamo comprato sia il Frabusco, un rosso IGT che deriva il nome dalle iniziali dei proprietari e il Casteldifiori, un bianco IGT veramente da capogiro!).

Trovare la cantina è semplice, c’è un ampio parcheggio perciò non avete davvero scuse: è da provare!

Il Ristorante dell’Hotel…bella sorpresa!

In serata abbiamo cenato in hotel perché eravamo stanchi. Ero un po’ dispiaciuta perché di solito optiamo per ristoranti tipici esterni all’albergo, ma dopo aver provato le prelibatezze preparate dal cuoco del Ristorante Zafferano, ci siamo dovuti ricredere!

E’ una cucina umbro-toscana rivisitata, con accostamenti insoliti ma molto indovinati, innaffiata da vini sceltissimi.

I dintorni di Città della Pieve: Todi

L’indomani abbiamo deciso di visitare Todi, ma sfortunatamente abbiamo sbagliato strada. Anziché prendere l’autostrada (da prendere a Fabro, uscita Orvieto: sono più o meno settanta chilometri) abbiamo imboccato una strada interna (via Montegabbione) che ha allungato il tragitto e soprattutto lo ha rallentato (per chi soffre le curve, dunque, sconsiglio vivamente questo percorso!).

La città di Todi avvolta nella nebbia

Todi avvolta dalla nebbia

 

Quando siamo arrivati, la città era avvolta nella nebbia (ho visto diverse cartoline con questo fenomeno, il che ci ha fatto pensare che non sia un evento insolito!).

Non abbiamo potuto ammirare il paesaggio e il freddo era tanto pungente, da scoraggiare qualunque passeggiata per il borgo (in un negozietto ho persino acquistato sciarpa e cappellino di lana!).

Piuttosto che restare “all’addiaccio”, visto che era quasi ora di pranzo, abbiamo deciso di scaldarci nel ristorante (prenotato anticipatamente) rimandando a più tardi il giro turistico.

Mangiare a Todi

Su consiglio, siamo andati al “Pane e Vino” (V. Ciuffelli 33) ed è stato veramente difficile scegliere tra le decine di appetitose proposte culinarie…Se già solo a leggere il menù sarete sopraffatti dall’acquolina, garantisco che il piatto confermerà le aspettative! La spesa media, per un pasto completo, è di circa 60 euro a coppia.

Visita a Panicale e Paciano

Il giorno dopo, nonostante fosse una bellissima giornata, rinunciamo all’ipotesi di tornare a Todi (troppo lontana) e scegliamo due borghi che pare siano molto carini: Panicale e Paciano.

Li abbiamo visitati in questo ordine perché del secondo ci hanno maggiormente parlato come borgo delizioso e giustamente inserito nel novero dei borghi più belli d’Italia.

Panicale

Così, pensando di fermarci per pranzo in qualche ristorante caratteristico di Paciano, abbiamo visitato Panicale “en passant”. Errore! Panicale è un paese pittoresco, arroccato su di una collina a 440 metri di altitudine, caratterizzato da una pianta a cerchi concentrici che lo hanno reso inaccessibile al nemico in periodi di guerra.

Il turista oggi passeggia per le sue strade e, mentre sale verso il castello, può ammirare un meraviglioso panorama che spazia dal lago Trasimeno all’Appennino Umbro-Marchigiano.

L’unico ricordo “negativo” è il vento che spero non sia una caratteristica del Panicale perché in effetti era molto fastidioso.

Convinti di andare in un ameno borghetto (senza sapere che anche Panicale è inserito nel novero dei Borghi più belli d’Italia…), ci siamo diretti a Paciano.

Il Borgo di Paciano

Il borgo è costruito su uno sperone del Monte Petrarvella. E’ in buono stato di conservazione e l’origine medievale è denunciata dalla cinta di mura con le torri e le 3 porte di accesso (la Fiorentina, la Perugina e Porta Rastrella).

Consiglio spassionato: non avventuratevi con l’automobile per il centro storico! In teoria è possibile l’accesso ma è preferibile percorrerlo a piedi sia per la grandezza del borgo (si gira in dieci minuti al massimo) sia perché si rischia seriamente di restare intrappolati nel dedalo di strade costruite per un accesso pedonale (al massimo a cavallo!).

Infatti in alcuni punti (e del tutto inavvertitamente), si finisce in curve quasi a gomito in cui la manovra è pressoché impossibile…Perciò parcheggiate fuori le mura e accedete a piedi.

Per quello che ci riguarda Paciano è stato deludente perché di caratteristico ha solo la struttura labirintica delle viuzze. Abbiamo consumato un aperitivo in un bar vicino la piazzetta principale e siamo tornati a Città della Pieve.

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2 commenti

TuristadiMestiere 1 Agosto 2010 - 17:02

@angelo: grazie, sei molto gentile! Città della Pieve è un piccolo gioiello! 🙂

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angelo 1 Agosto 2010 - 11:34

Ciao mi chiamo Angelo e volevo farti i complimenti per il blog , Città della Pieve mi è piaciuta molto visitata in estate con contorno la troupe di Carabinieri … continuerò a seguirti

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