Mare, tramonti, spiagge, ristoranti, hotel, costi reali e tanti consigli pratici per organizzare un weekend a Santorini senza commettere i miei errori.
Perché Santorini mi ha sorpresa
Ci sono posti che, ancora prima di partire, abbiamo già deciso come saranno. Santorini, per me, era uno di questi.
L’avevo sempre immaginata come l’isola degli hotel con la piscina a sfioro, delle terrazze bianche affacciate sulla caldera, dei tramonti perfetti e dei prezzi fuori controllo. Una di quelle destinazioni che si visitano una volta nella vita, magari per un’occasione speciale, mettendo in conto di spendere parecchio.
Dopo tre giorni sull’isola, però, sono tornata a casa con una convinzione completamente diversa. Santorini non è solo lusso. Anzi, credo sia una delle isole greche più fraintese.
Perché puoi concederti una giornata in un beach club esclusivo e il giorno dopo mangiare un ottimo gyros spendendo meno di dieci euro. Puoi dormire in una suite affacciata sulla caldera e scoprire che il ricordo più bello del viaggio è una piccola baia vulcanica quasi sconosciuta.
In questo weekend ho avuto la fortuna di vivere tre anime completamente diverse dell’isola.
Quella più autentica.
Quella con il miglior rapporto qualità-prezzo.
E quella più glamour, quella che tutti vediamo ogni giorno su Instagram.
Sapete quale sceglierei se dovessi tornare domani? La prima. Perché Santorini non mi ha conquistata con il lusso.
Mi ha conquistata con il paesaggio vulcanico, con i villaggi sospesi sulla caldera, con le piccole taverne dove si mangia benissimo senza spendere una fortuna e con quella sensazione di essere continuamente in equilibrio tra terra e mare. Ed è proprio per questo che ho deciso di raccontarvi il mio itinerario.
Non tanto per dirvi cosa vedere, ma per mostrarvi che Santorini può essere vissuta in modi completamente diversi.
Santorini non è la Grecia che immaginate
Parto da quella che, secondo me, è la cosa più importante da sapere. Se state cercando il mare più bello della Grecia, probabilmente Santorini non è l’isola giusta.
Lo so, può sembrare strano leggerlo in un articolo dedicato a una delle destinazioni più famose del Mediterraneo, ma preferisco essere sincera.
Le spiagge sono quasi tutte di origine vulcanica, con sabbia o ciottoli neri. L’acqua è pulita e trasparente, ma non aspettatevi quel turchese quasi irreale che caratterizza altre isole greche.
Ed è proprio questo l’errore che fanno in tanti. Giudicare Santorini solo dal mare. Perché il vero spettacolo è tutto il resto.
È la caldera che cambia colore durante la giornata.
Sono i paesi bianchi costruiti sul bordo del cratere.
Sono le vigne modellate dal vento.
Sono le strade che all’improvviso si aprono su panorami che sembrano irreali.
Il mare è bellissimo da vivere. Ma non è lui il protagonista.
Le tre Santorini che ho vissuto
Durante questo viaggio mi sono resa conto che Santorini può essere vissuta in almeno tre modi completamente diversi.
La Santorini autentica
È quella che ho amato più di tutte.
Piccole baie lontane dalla folla, taverne dove il pesce arriva praticamente dal mare al piatto, borghi silenziosi dove passeggiare senza fretta e spiagge semplici che non hanno bisogno di essere perfette per lasciare il segno.
È la Santorini che compare poco sui social.
Ma è quella che mi ha regalato i ricordi più belli.
La Santorini con il miglior rapporto qualità-prezzo
È quella che consiglierei alla maggior parte delle persone.
Un hotel con una vista spettacolare sulla caldera, qualche ristorante scelto bene, spiagge comode e qualche piccolo lusso senza la sensazione di spendere soldi solo perché “si è a Santorini”.
Con il giusto equilibrio si riesce a vivere l’isola in modo sorprendentemente accessibile.
La Santorini glamour
E poi c’è lei. Beach club eleganti. Cocktail al tramonto. Terrazze panoramiche. Servizio impeccabile.
Vale la pena concedersela almeno una volta, perché fa parte dell’esperienza dell’isola.
Ma, se devo essere sincera, è stata anche quella che mi ha emozionato meno.
Forse perché il lusso, a Santorini, è bellissimo.
Ma la sua anima, secondo me, si scopre altrove.
Santorini in 3 giorni: il mio itinerario
Per organizzare il viaggio ho scelto come base Aroma Suites, ad Agiou Mina, nel cuore di Fira. Col senno di poi, non avrei potuto fare scelta migliore.
Da una parte avevamo la caldera letteralmente fuori dalla porta della camera; dall’altra, grazie all’auto a noleggio, in meno di mezz’ora riuscivamo a raggiungere praticamente qualsiasi punto dell’isola.
Ecco come abbiamo organizzato i nostri tre giorni a Santorini.
Venerdì – Il primo assaggio di Santorini
Siamo atterrati a Santorini in tarda serata e, grazie all’auto ritirata direttamente in aeroporto, in una ventina di minuti abbiamo raggiunto Aroma Suites, ad Agiou Mina, una delle zone più panoramiche di Fira.
È bastato uscire sulla terrazza per capire perché Santorini sia così famosa.
Di notte la caldera è uno spettacolo.
Le luci dei villaggi sembrano sospese sul mare e il silenzio rende tutto ancora più suggestivo.
Nonostante l’ora tarda, non abbiamo resistito alla tentazione di fare due passi tra i vicoli di Fira e fermarci per uno spuntino da Yogi Gyro.
Spesso il primo pasto di un viaggio è solo una necessità.
In questo caso è stato una piacevole scoperta.
Un gyros preparato al momento, ingredienti di qualità e prezzi assolutamente onesti. Il modo perfetto per iniziare il weekend.
Siamo poi rientrati in hotel con un solo pensiero: l’indomani sarebbe iniziata la vera scoperta dell’isola.
Sabato – La Santorini più autentica
La mattina siamo partiti abbastanza presto in direzione Akrotiri.
Dal nostro hotel bastano circa venti minuti d’auto e questa è una delle cose che ho apprezzato di più di Santorini: in poco tempo si raggiunge praticamente qualsiasi punto dell’isola.
La nostra prima tappa era il celebre sito archeologico, spesso definito la “Pompei della Grecia”.
Lo ammetto: avevo aspettative molto alte. Purtroppo sono anche la prima a dire quando una meta non mi convince del tutto.
Il biglietto costa 20 euro e, personalmente, li ho trovati eccessivi.
Il sito è sicuramente importante dal punto di vista storico perché conserva i resti di un’antica città minoica rimasta sepolta dall’eruzione vulcanica che ha cambiato per sempre la storia dell’isola. Inoltre è interamente coperto da una grande struttura in legno, quindi la visita è piacevole anche nelle ore più calde.
Quello che mi è mancato è stata la capacità del luogo di raccontare la sua storia. A Pompei o ad Ercolano si passeggia tra le strade e si riesce quasi a immaginare la vita quotidiana degli abitanti. Ad Akrotiri, invece, si osservano soprattutto resti murari che richiedono molta immaginazione, anche utilizzando l’audioguida.
Se avete poco tempo, onestamente non la considero una tappa imprescindibile. Se invece amate l’archeologia, vale comunque la pena dedicarle un paio d’ore.
Terminata la visita abbiamo raggiunto in pochi minuti a piedi la Red Beach.
Più che una spiaggia dove trascorrere la giornata, secondo me è un punto panoramico.
Le pareti di roccia rossa che si tuffano nel mare creano uno dei paesaggi più fotografati di Santorini e vale la pena fermarsi qualche minuto per ammirarlo e scattare una foto.
Noi, però, avevamo un’altra destinazione.
Ed è stata probabilmente la scoperta più bella dell’intero viaggio.
Mesa Pigadia: la spiaggia che mi ha fatto cambiare idea su Santorini
Dopo una decina di minuti di auto siamo arrivati a Mesa Pigadia, il luogo che più di ogni altro mi ha fatto innamorare di Santorini.
Se dovessi consigliarvi una sola spiaggia, sceglierei questa senza alcun dubbio.
È qui che ho trovato la Santorini che cercavo: una piccola baia vulcanica, acqua limpidissima, pochi ombrelloni e un’atmosfera rilassata, lontana dalla confusione delle spiagge più conosciute.
Prima di arrivare, però, voglio darvi un consiglio che avrei voluto ricevere anch’io.
L’ultimo tratto di strada è sterrato, ma niente di preoccupante. Noi avevamo noleggiato una Fiat 500 e siamo arrivati senza alcuna difficoltà: basta procedere con calma.
Una volta parcheggiata l’auto, l’istinto è quello di fermarsi subito dove finisce la strada, perché si vedono già alcuni stabilimenti e sembra che la spiaggia sia tutta lì.
Non fatelo.
Proseguite invece ancora per qualche centinaio di metri seguendo la strada che risale leggermente (su maps è indicato come Paralia Mesa Pigadia).
Secondo me è proprio questo il tratto più bello della baia.
La spiaggia è addossata alla falesia, l’ambiente è più raccolto e ci sono soltanto due piccole gestioni.
La prima è il Theros Wave Bar, che offre servizio direttamente al lettino. Quando siamo stati noi il costo era di 25 euro per un ombrellone con due lettini.
Subito accanto ci sono poche file di ombrelloni gestite separatamente, dove abbiamo scelto di fermarci. Il costo era di 20 euro per un ombrellone e due lettini e, anche se non è previsto il servizio direttamente in spiaggia, si possono utilizzare liberamente il ristorante, i bagni e le docce.
È stata una scelta azzeccatissima.
Abbiamo trascorso qui gran parte della giornata alternando bagni, sole e un pranzo nella taverna sul mare, che mi sento di consigliare senza esitazioni. Piatti semplici, pesce fresco, cucina greca fatta bene e prezzi assolutamente corretti.
È stato proprio in quel momento che ho capito quanto Santorini possa essere diversa da come viene raccontata.
Perché sì, esistono i beach club esclusivi, gli aperitivi glamour e gli hotel da copertina.
Ma esiste anche questa Santorini, più semplice, più autentica e, almeno per me, infinitamente più bella.
Pyrgos: il borgo che non dovreste perdere
Verso metà pomeriggio abbiamo lasciato la spiaggia e ci siamo diretti a Pyrgos, l’antica capitale dell’isola.
Se Oia rappresenta la Santorini da cartolina, Pyrgos è quella che, secondo me, conserva ancora l’anima più autentica.
Vicoli stretti, case bianche, piccole chiese, bouganville e pochissimi negozi di souvenir.
Qui non si passeggia trascinati dalla folla.
Ci si perde tra le stradine e ci si gode il silenzio.
Salendo verso il punto più alto del paese si aprono scorci meravigliosi sull’isola e sulla caldera.
Prima di ripartire ci siamo concessi una sosta al Franco’s Café. Più che un semplice bar è una terrazza panoramica.
Sedersi qui con una bibita fresca mentre il sole inizia lentamente a scendere è una di quelle esperienze che consiglio senza esitazioni.
L’aperitivo più bello del viaggio
Rientrati a Fira avevamo pensato di fermarci in uno dei tanti locali affacciati sulla caldera. Poi ci siamo guardati e abbiamo cambiato idea.
Il nostro hotel aveva una terrazza panoramica praticamente tutta per noi, con una vista che non aveva nulla da invidiare ai locali più famosi. Così siamo saliti con due birre fresche e ci siamo semplicemente seduti ad ammirare il panorama.
È stato uno dei momenti che ricordo con più piacere.
Niente musica ad alto volume. Nessuna folla. Solo noi e la caldera.
Alla fine il vero lusso, a Santorini, non è sempre spendere di più.
A volte è semplicemente trovarsi nel posto giusto.
Cena da Rizes Gastro Taverna
Per la cena avevamo prenotato da Rizes Gastro Taverna, un ristorante che avevo scelto dopo aver letto ottime recensioni. Le aspettative erano alte e sono state pienamente rispettate.
L’ambiente è elegante ma senza risultare pretenzioso, il servizio è attento e la cucina riesce a valorizzare i piatti della tradizione greca con un tocco contemporaneo, senza snaturarli.
Se cercate una cena speciale senza cadere nei classici ristoranti acchiappa-turisti della caldera, secondo me è un indirizzo che merita assolutamente.
Rientrando in hotel quella sera mi sono resa conto che, in appena ventiquattro ore, Santorini aveva già ribaltato tutte le aspettative con cui ero partita.
Pensavo che il ricordo più bello del viaggio sarebbe stato il tramonto a Oia.
Invece continuavo a ripensare a Mesa Pigadia, ai vicoli silenziosi di Pyrgos e a quell’aperitivo improvvisato sulla terrazza dell’hotel.
Ed era solo il secondo giorno.
Domenica – La Santorini glamour
Dopo aver trascorso il sabato alla scoperta della Santorini più autentica, la domenica abbiamo deciso di cambiare completamente atmosfera.
Volevamo capire cosa significasse vivere l’isola nel suo lato più esclusivo.
Prima di raggiungere la spiaggia, però, ci siamo concessi una delle esperienze più iconiche di Santorini.
La discesa all’Old Port
Dal centro di Fira siamo scesi lungo la celebre scalinata che conduce all’Old Port.
Sono circa seicento gradini e, soprattutto nelle ore più calde, conviene affrontarli con calma, fermandosi ogni tanto ad ammirare il panorama sulla caldera, che cambia prospettiva a ogni curva.
Lungo il percorso si incontrano gli immancabili asini e muli, una presenza che fa subito “Santorini” e che tutti, almeno una volta, hanno visto in fotografia.
Io, però, ho scelto di percorrere la scalinata a piedi e di utilizzare la funivia per la risalita. È stata una scelta personale, ma anche il modo che mi ha permesso di godermi il panorama con calma, senza fretta e senza rinunciare a una delle passeggiate più caratteristiche dell’isola.
Arrivati al porto ci siamo fermati per un caffè vista mare. È un luogo completamente diverso rispetto alla vivace Fira: più raccolto, con le barche che vanno e vengono e un’atmosfera decisamente rilassata.
Per tornare in cima abbiamo scelto la cable car. Oltre a evitare la faticosa risalita dei gradini, regala una vista davvero spettacolare sulla caldera e, secondo me, è il modo migliore per concludere questa esperienza.
Una volta rientrati a Fira ci siamo concessi una passeggiata tra le vie dello shopping.
Al di là dei classici negozi di souvenir, ho trovato tante piccole boutique, gioiellerie, botteghe di artigianato e negozi di prodotti tipici. Se avete voglia di portarvi a casa qualcosa di diverso dal solito magnete, vale la pena dedicarci un po’ di tempo.
Se avete un’oretta in più, vi consiglio di proseguire a piedi verso Firostefani. Lungo la passeggiata panoramica si trovano le celebri Three Bells of Fira, la chiesa con la cupola blu e il campanile a tre campane che compare in moltissime fotografie di Santorini. Io, con il senno di poi, avrei sicuramente aggiunto questa piccola deviazione al mio itinerario.
Una giornata al Forty One Beach Club
Per il resto della giornata avevamo prenotato il Forty One Beach Club, sulla spiaggia di Perivolos, uno degli stabilimenti più rinomati dell’isola.
Sì, questa volta abbiamo deciso di concederci uno sfizio. Per un ombrellone e due lettini abbiamo speso 150 euro.
Una cifra importante, che inizialmente mi aveva fatto storcere un po’ il naso. Poi, però, bisogna essere onesti.
Nel prezzo erano inclusi gli asciugamani, l’acqua sempre a disposizione, un servizio impeccabile e un ambiente estremamente curato. Il personale è stato presente per tutta la giornata senza mai risultare invadente e gli spazi, ben distribuiti, permettono di rilassarsi senza la sensazione di essere uno sopra l’altro.
Anche il ristorante mi ha sorpresa.
Mi aspettavo il classico menù con prezzi esagerati solo perché si è in un beach club esclusivo.
Invece ho trovato un ottimo rapporto qualità-prezzo.
L’insalata greca costava 13,50 euro, era abbondante e preparata con ingredienti freschissimi, mentre un piatto di cocomero costava appena 5 euro.
Insomma, una volta sostenuta la spesa del lettino, mangiare non è affatto proibitivo. Lo rifarei? Sì. Perché è stata una giornata rilassante, con un servizio davvero eccellente.
Ma probabilmente lo farei una sola volta.
Perché, per quanto tutto fosse perfetto, continuavo inevitabilmente a confrontarlo con Mesa Pigadia. Da una parte il comfort assoluto. Dall’altra una piccola baia vulcanica dove mi ero sentita quasi sola.
E, senza alcun dubbio, il mio cuore continuava a scegliere la seconda. Nel tardo pomeriggio siamo rientrati in hotel per una doccia veloce.
Dormendo a Fira bastano pochi minuti per essere pronti a uscire di nuovo e anche questo, col senno di poi, è stato uno dei grandi vantaggi di aver scelto Aroma Suites.
Oia al tramonto
Dopo esserci cambiati siamo ripartiti in direzione Oia (pronuncia greca ìa), il villaggio simbolo di Santorini.
Credo che una serata qui vada vissuta almeno una volta.
Le case bianche che si rincorrono lungo la scogliera, le cupole blu, le terrazze affacciate sulla caldera e quella luce dorata che precede il tramonto rendono Oia esattamente come la si immagina.
Un consiglio pratico: se volete fotografare le tre celebri cupole blu che compaiono praticamente in tutte le cartoline di Santorini, impostate su Google Maps Three Domes Viewpoint. Noi abbiamo fatto così e siamo arrivati senza perdere tempo. Altrimenti si rischia di girare a lungo tra i vicoli perché il punto panoramico non è così immediato da individuare.
Un’altra dritta riguarda il parcheggio.
Se arrivate in auto vi consiglio di impostare Parking Kuklos. Si trova praticamente nella zona panoramica, a pochi passi dai principali punti di interesse e dal ristorante dove abbiamo cenato. Noi abbiamo pagato 12 euro e, considerando la comodità, li abbiamo spesi molto volentieri.
Poco più avanti si trova anche il Free Oia Parking, che è gratuito. Se però arrivate nel tardo pomeriggio o in prossimità del tramonto, mettete in conto di trovarlo molto spesso già completo.
Per la cena abbiamo scelto Oia Gefsis Greek Restaurant, un ristorante con una piacevole terrazza panoramica.
Abbiamo mangiato bene e l’atmosfera era davvero bella. C’è però un piccolo dettaglio che preferisco raccontarvi.
Dalla terrazza, oltre alla splendida vista sulla caldera, si notano anche un parcheggio e un edificio in costruzione. Nulla che rovini la serata, ma dopo aver ammirato il panorama completamente libero dalla terrazza del nostro hotel a Fira, il confronto è stato inevitabile.
Se dovessi scegliere solo per la vista, continuerei a preferire senza dubbio quella di Aroma Suites. Meno affollata, più rilassante e con la sensazione di avere la caldera tutta per sé.
Durante la cena abbiamo voluto assaggiare anche un calice di vino locale. Buono, anzi buonissimo, ma decisamente caro. Solo in seguito ho scoperto il motivo.
A Santorini le vigne vengono coltivate con un sistema antichissimo: le viti crescono bassissime e vengono intrecciate a forma di cestino per proteggerle dal vento fortissimo e dalla scarsissima disponibilità d’acqua.
Una coltivazione faticosa che produce pochissima uva ma di grande qualità. Non a caso sull’isola sono tantissime le cantine che organizzano degustazioni e visite guidate. Se avete qualche giorno in più rispetto a noi, credo che sia un’esperienza che valga davvero la pena inserire nel vostro itinerario.
Rientrando verso Fira ripensavo alle ultime due giornate.
Avevo provato la Santorini più autentica e quella più glamour.
Entrambe mi erano piaciute.
Ma ormai avevo già capito quale delle due mi aveva lasciato qualcosa in più.
Lunedì – Gli ultimi scorci di Santorini
Lunedì era già il giorno della partenza. Avevamo il volo nel tardo pomeriggio, ma c’era ancora il tempo per concederci qualche ora di mare.
Il programma iniziale prevedeva una mattinata a Vlychada Beach, una delle spiagge più particolari dell’isola e consigliata praticamente da tutte le guide.
Le fotografie sono spettacolari. Le alte falesie bianche scolpite dal vento creano un paesaggio quasi lunare, completamente diverso dalle classiche spiagge greche.
Arrivati sul posto, però, le sensazioni sono state diverse da quelle che mi aspettavo. Probabilmente è solo una percezione personale, ma non sono riuscita a trovare quell’atmosfera che avevo respirato il giorno prima a Mesa Pigadia. Le falesie sono davvero scenografiche, ma la presenza del cantiere navale nelle vicinanze, almeno per me, toglie un po’ di fascino al paesaggio.
Attenzione, però: è una considerazione del tutto personale. So che molti la adorano e non sto dicendo che sia una spiaggia da evitare. Semplicemente non è riuscita a conquistarmi.
Ed è proprio questo il bello dei viaggi.
A volte bisogna avere il coraggio di cambiare programma.
Così siamo risaliti in macchina e abbiamo deciso di spostarci a Kamari.
Kamari: il perfetto piano B
Alla fine si è rivelata un’ottima scelta.
Abbiamo trovato posto in uno stabilimento sul lungomare, poco prima del Kamara Beach Bar, dove con 60 euro abbiamo preso un ombrellone, due lettini e gli asciugamani.
Può sembrare un dettaglio, ma per noi è stato comodissimo. Partendo nel pomeriggio, non avevamo nessuna voglia di rimettere in valigia i nostri teli ancora bagnati e poter utilizzare quelli messi a disposizione dallo stabilimento è stato un piccolo comfort che abbiamo apprezzato moltissimo.
Anche il chiosco è stata una piacevole sorpresa. Un’ottima insalata greca a 6,50 euro, gelati, bibite e un piatto di cocomero freschissimo hanno reso perfetta l’ultima mattinata di vacanza.
Kamari è sicuramente più turistica rispetto a Mesa Pigadia.
Il lungomare è pieno di locali, negozi e stabilimenti, ma proprio per questo la consiglierei a chi cerca una spiaggia comoda, ben organizzata e con tutti i servizi a portata di mano.
Se invece mi chiedeste quale spiaggia sceglierei per tornare a Santorini, la mia risposta sarebbe ancora Mesa Pigadia.
Vale la pena noleggiare l’auto?
Se avete in programma tre giorni a Santorini, il consiglio che mi sento di darvi è noleggiare un’auto.
L’isola non è grande e in meno di mezz’ora si raggiunge praticamente qualsiasi punto. Questo ci ha permesso di alternare spiagge, borghi e panorami senza dipendere dagli autobus o dai taxi e, soprattutto, di cambiare programma quando un luogo non ci convinceva, proprio come è successo con Vlychada.
L’auto si è rivelata preziosissima anche l’ultimo giorno. Dopo il check-out abbiamo caricato i bagagli nel bagagliaio, ci siamo goduti ancora una mattinata di mare e, nel pomeriggio, siamo andati direttamente in aeroporto per riconsegnarla prima del volo.
C’è però un dettaglio che, secondo me, fa davvero la differenza e che spesso viene sottovalutato: gli orari di ritiro e riconsegna.
Noi siamo atterrati a Santorini in tarda serata e avevamo bisogno di una compagnia operativa anche a quell’ora, senza costringerci a prendere un taxi o a rimandare il ritiro dell’auto al giorno successivo.
Per fortuna l’abbiamo trovata e si è rivelata una scelta azzeccatissima.
Se state organizzando il vostro viaggio e volete sapere quale compagnia abbiamo utilizzato, scrivetemelo nei commenti: sarò felice di raccontarvi come ci siamo trovati.
Un dettaglio che ho apprezzato di Aroma Suites
Voglio spendere ancora due parole su Aroma Suites, perché c’è un servizio che ho apprezzato particolarmente.
Il check-out è previsto alle 11:30, ma la struttura mette gratuitamente a disposizione il deposito bagagli e una doccia per gli ospiti che hanno il volo nel pomeriggio o in serata.
Noi non ne abbiamo usufruito semplicemente perché avevamo deciso di trascorrere le ultime ore in spiaggia e, avendo l’auto, ci era più comodo tenere i bagagli con noi.
Se invece preferite dedicare l’ultima giornata a una passeggiata per Fira o a un pranzo con vista sulla caldera prima di ripartire, è un servizio che, secondo me, fa davvero la differenza.
Le cose che rifarei (e quelle che eviterei) a Santorini in 3 giorni
Se tornassi domani a Santorini, ci sono alcune scelte che rifarei senza pensarci due volte.
✔ Dormire da Aroma Suites, per la posizione e la vista sulla caldera.
✔ Noleggiare un’auto, soprattutto per un itinerario di tre giorni.
✔ Scegliere le spiagge di Mesa Pigadia e Kamari
✔ Passeggiare a Pyrgos, il borgo che mi ha mostrato la Santorini più autentica.
✔ Concedermi una giornata al Forty One Beach Club. È un’esperienza costosa, ma vale la pena provarla almeno una volta.
Ci sono invece due tappe che, personalmente, potrei anche saltare.
- Akrotiri, perché il costo del biglietto, a mio parere, non è proporzionato a quello che oggi il sito riesce a raccontare.
- Vlychada Beach, che non è riuscita a trasmettermi le emozioni che mi aspettavo, pur restando una spiaggia molto apprezzata da tanti viaggiatori.
La mia Santorini
Prima di partire immaginavo Santorini come l’isola delle piscine a sfioro, dei tramonti perfetti e degli hotel di lusso.
Sono tornata a casa ricordando soprattutto una piccola baia vulcanica, i vicoli silenziosi di Pyrgos e un aperitivo con due birre sulla terrazza dell’hotel. Perché Santorini può essere glamour. Può essere romantica. Può essere esclusiva. Ma dopo averla vissuta in tre modi diversi, ho capito che la sua anima più bella è quella più semplice.
E se un giorno tornerò sull’isola, so già da dove ricomincerò.














