Cosa non fare in Egitto? Ecco la nostra guida per evitare errori, problemi di salute e spese inutili!
Noi siamo stati in Egitto a Natale: è stata un’avventura straordinaria (dove abbiamo realizzato ben 2 delle 100 cose da fare prima di morire) ma indubbiamente è una delle destinazioni dove l’improvvisazione è sconsigliata! Differenze culturali, standard igienici diversi e dinamiche turistiche particolari rendono fondamentale partire informati.
Cosa non fare in Egitto
1. Non organizzare un viaggio fai-da-te in Egitto
Non tutti hanno voglia o tempo di studiare a fondo la destinazione, conoscere tempi di percorrenza, afflusso dei turisti e modalità di visita dei siti più importanti. Nel momento di overtourism che sta vivendo l’Egitto, affidarsi a un’agenzia locale permette di pianificare un itinerario giornaliero realistico e gestibile, con percorsi ottimizzati per ridurre code, folla e stress.
Può anche fornire guide locali competenti che raccontino storia, curiosità e dettagli dei siti, trasformando la visita in un’esperienza più completa. Ad esempio, all’inaugurazione del GEM, la fila ai gate di ingresso per il Museo erano lunghissimi: i biglietti vanno acquistati prima e una guida esperta sa che andare all’apertura riduce le code e consente di godersi le sale con meno folla (soprattutto quella di Tutankhamun).
Noi ci siamo affidati a un’agenzia locale e, a parte qualche inevitabile sbavatura, abbiamo percepito subito la differenza: organizzazione, gestione dei flussi turistici e supporto sugli imprevisti hanno reso il viaggio molto più semplice e godibile. Se volete il contatto del mio referente (anche solo per un preventivo), lasciate un commento a questo articolo!
2. Non sottovalutare gli orari di partenza (soprattutto in crociera sul Nilo)
Una leggerezza che può avere conseguenze molto serie è non rispettare gli orari di partenza delle navi da crociera sul Nilo, che sono estremamente rigorosi. A differenza di altri tour via terra, qui non si aspetta il ritardatario: la nave parte e basta.
Lo abbiamo sperimentato in prima persona: un ritardo di appena dieci minuti è bastato per perdere la partenza programmata. Fortunatamente, avendo un transfer privato, siamo riusciti a raggiungere in auto la tappa successiva e a risalire a bordo. In caso contrario, il rischio sarebbe stato quello di compromettere l’intero viaggio.
Il consiglio è semplice ma fondamentale: arrivate sempre in anticipo, considerate imprevisti, traffico e controlli, e non date mai per scontata la flessibilità sugli orari.
3. Non fidatevi solo delle stelle per la scelta degli hotel
Le stelle in Egitto non sono quelle europee. Un errore frequente è fidarsi solo della classificazione ufficiale visto che le “stelle” degli hotel egiziani non corrispondono agli standard europei, soprattutto per quanto riguarda pulizia e qualità del cibo. Il consiglio più sincero che possiamo darvi è di investire il vostro budget in strutture di livello medio-alto o – preferibile – alto, specialmente se alloggiate su una nave da crociera sul Nilo o se volete fare almeno un pasto in hotel (oltre alla colazione). Alloggiare e mangiare in hotel validi non è un lusso: è prevenzione.
4. Non sottovalutare dissenteria e problemi intestinali
La dissenteria del viaggiatore è uno dei problemi più comuni in Egitto. Basta una leggerezza per compromettere giorni di viaggio, escursioni saltate e spostamenti affrontati senza energie. Errori da non fare:
- bere acqua del rubinetto, nemmeno per lavarsi i denti o per sciacquare la bocca sotto la doccia
- usare ghiaccio nelle bevande, anche in hotel di lusso
- bere succhi o drink diluiti con acqua
- mangiare verdure crude o insalate
- consumare frutta già sbucciata
- mangiare cibi tiepidi o riscaldati
- provare street food “solo per assaggio”, soprattutto i primi giorni
Insomma, la regola fondamentale è di mangiare solo cibi ben cotti e di bere da bottiglie sigillate.
5. Non partire senza un piccolo kit medico
Sebbene le farmacie siano diffuse, è importante sapere che gli stessi farmaci (o con nomi simili) possono contenere principi attivi in dosaggi differenti. Questo vale soprattutto per antidiarroici, antibiotici e antidolorifici.
Per evitare assunzioni inappropriate o effetti indesiderati, è consigliabile portare dall’Italia le medicine di base, che si conoscono e si sanno utilizzare correttamente, evitando prodotti locali acquistati senza una reale consapevolezza.
Consigliamo inoltre di portare con sé le confezioni originali da esibire durante controlli aeroportuali e di sicurezza, scongiurando il ritiro del farmaco, o da mostrare a un medico, per consentire una valutazione più rapida e sicura della terapia già in corso in caso di emergenza.
Ecco la nostra lista:
- antidiarroico
- fermenti lattici
- disinfettante intestinale
- sali reidratanti
- antipiretico / antidolorifico
- antibiotico ad ampio spettro (da assumere solo sentendo il parere di un medico)
- crema solare ad alta protezione
- gel disinfettante per le mani
6. Non possedere valuta locale per mance e piccoli pagamenti
Un aspetto spesso trascurato è la gestione delle mance. In Egitto le mance sono parte integrante del sistema turistico, ma vanno date in modo proporzionato al servizio ricevuto. Dotatevi fin da subito di sterline egiziane così da avere contanti di piccolo taglio che semplifichino i pagamenti e riducano il rischio di tensioni inutili nei rapporti quotidiani coi locali.
7. Ignorare il peso del vostro bagaglio
Un errore a cui si pensa poco riguarda il peso del bagaglio al ritorno. In Egitto, anche se avete fatto il check-in online, è obbligatorio ritirare la carta d’imbarco presso il desk aeroportuale. In questo modo, molte compagnie possono pesare il bagaglio e decidere di imbarcarlo in stiva, anche se all’andata era passato regolarmente come bagaglio a mano.
Io, che viaggio sempre leggera e avevo ridotto all’osso vestiti e accessori per farli stare nel trolley, ho fatto qualche acquisto durante il viaggio e all’aeroporto mi sono vista imbarcare la valigia perché superava i 10 kg consentiti. Morale: outfit centellinati per tutta la vacanza… e alla fine bagaglio comunque in stiva. Consiglio pratico: non sottovalutate il peso del trolley e portate sempre un lucchetto per sicurezza.
8. Non prestare attenzione all’abbigliamento
Se c’è un’altra lezione che mi porto a casa da questo viaggio è che in Egitto l’abbigliamento non va scelto con leggerezza. Non è solo una questione di rispetto culturale o di stile, ma di comfort e qualità dell’esperienza.
In inverno l’escursione termica può essere importante. Un esempio concreto è Abu Simbel: la partenza è intorno alle 4 del mattino e a quell’ora fa freddo. Noi siamo stati particolarmente sfortunati e nel pullman non funzionava il riscaldamento quindi ci siamo congelati. Arrivati a destinazione, però, la situazione si è ribaltata completamente: 25 gradi, sole pieno, caldo intenso.
Senza un abbigliamento adeguato si passa dal tremare al sudare nel giro di poche ore, con il rischio di iniziare la visita già stanchi o di cattivo umore! La soluzione è semplice ma spesso ignorata: vestirsi a cipolla, informandosi prima sulle temperature reali e sugli orari delle escursioni. Farlo aiuta a non sbagliare la valigia preparata in Italia e a scegliere meglio, giorno per giorno, cosa indossare, evitando disagi che possono incidere sull’intero viaggio.
9. Non sapere come approcciare le guide locali
È importante sapere che (come spesso altrove) il turista è percepito come economicamente privilegiato. Anche guide autorizzate possono portare i gruppi in bazar convenzionati, condizionare la trattativa e far lievitare i prezzi. Non è necessariamente malafede, ma una dinamica culturale ed economica diversa. Essere consapevoli aiuta a gestire meglio le aspettative. Inoltre, un dettaglio spesso ignorato, è che molti egiziani capiscono l’italiano. Meglio evitare commenti fuori luogo o giudizi ad alta voce: non sempre si è così “invisibili” come si pensa.
10. Fotografare senza attenzione
Un errore frequente (in qualunque parte del mondo) è fotografare senza riflettere. È buona norma non fotografare persone comuni senza chiedere prima il permesso, soprattutto donne e bambini. In alcuni casi può essere percepito come invadente o irrispettoso.
Ancora più importante: evitate di fotografare militari, posti di blocco, edifici governativi o infrastrutture sensibili. Anche uno scatto fatto distrattamente può creare problemi inutili, portare a richiami o a controlli sul momento. In generale, se avete dubbi, meglio abbassare la fotocamera e chiedere: è la scelta più semplice e sicura.
Cosa non fare in Egitto: conclusioni
Viaggiare informati, come sempre, cambia tutto. L’Egitto non è una meta “difficile”, ma richiede consapevolezza e preparazione. La maggior parte dei problemi nasce da superficialità, non dalla destinazione. Scegliere strutture adeguate, mangiare con criterio, gestire bene soldi e mance e capire il contesto culturale permette di vivere un viaggio più sereno e meno imprevisti. E voi, quali consigli aggiungereste in questa guida?



