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Le peggiori abitudini in aereo

passeggeri a bordo aereo

Quali sono le abitudini (degli altri passeggeri) che a bordo dell’aereo, nella migliore delle ipotesi ti fanno alzare gli occhi al cielo e contare i minuti che mancano all’atterraggio?

Questo articolo nasce dalle riflessioni scaturite dopo la lettura di una news scovata qualche giorno fa su un quotidiano nazionale.

Un passeggero, durante il volo, avrebbe reclinato (forse all’improvviso) il proprio sedile e lo schermo del laptop, al quale stava lavorando il passeggero di dietro, si è letteralmente crepato. Oltre al danno, pure la beffa, perché le possibilità di un risarcimento danni sono praticamente inesistenti.

Ho condiviso la notizia sui miei social e molti utenti hanno lasciato un commento sulle peggiori abitudini in aereo che innervosiscono i viaggiatori più di una turbolenza e le ho raccolte in questo articolo!

Quelli del sedile reclinato

Ovviamente quella news mi ha particolarmente colpita perché neppure io tollero (molto) i passeggeri che reclinano il sedile, soprattutto quelli che lo fanno nei voli brevi, quando a momenti non si fa in tempo a decollare che già si sta atterrando quindi mi chiedo che senso abbia.

Probabilmente la mia è solo invidia, visto che non dormo neppure nei voli intercontinentali ma, quando non riesco a resistere all’abbraccio di Morfeo, avviso il passeggero dietro di me o reclino il sedile senza scatti equiparabili a cedimenti strutturali del sedile!

Il sedile reclinato in maniera indiscriminata viene citato come primo comportamento sgradevole in volo dal 63% dei passeggeri!

Quelli che… il cellulare acceso in pieno decollo (o atterraggio)

Cosa avranno mai da leggere di così  importante i passeggeri che, in volo o nelle fasi più delicate (decollo o atterraggio), smanettano con il proprio cellulare? Non lo so ma, sono certa, nulla di così impellente da mettere a repentaglio l’incolumità dell’intero aereo. Il divieto di tenere i cellulari accesi in volo intende limitare i disturbi del segnale radio dei piloti. A parer mio, questa non è solo un’abitudine pessima ma un comportamento criminale. E poco importa che la possibilità di un’interferenza sia remota. Remota non vuol dire impossibile e tanto mi basta per biasimarla.

Quelli che alzano il gomito a bordo

“Tra i comportamenti assunti dai nostri compagni di volo per caso, quello che sopporto di meno, riguarda la cattiva abitudine di alcuni di assumere troppo alcol prima di imbarcarsi.  Volare con un passeggero ubriaco è un vero incubo, soprattutto nei voli intercontinentali”.

E’ Simona di Viaggia come il vento a raccontarci la sua disavventura “Ne ho avuto esperienza su un Tokyo – Malpensa alcuni anni fa. Siamo decollati da poche ore quando il passeggero dietro di noi comincia a darci colpetti in testa, a scuotere i nostri sedili ed a tirarci i capelli! Si è scolato una bottiglia intera di whisky. Gli chiediamo più volte di smettere ma senza successo. Alla fine devono intervenire assistenti di volo e capitano per riportare l’ordine, non prima di aver minacciato un atterraggio di emergenza”.

Esperienza da incubo, non credete? E ce ne racconta anche altre in questo articolo!

E gli altri che dormono tutto il tempo inchiodandovi al sedile?

Avete presenti quelli che occupano i sedili lato corridoio e si addormentano 10 secondi netti dopo il decollo? Ecco, io li odio. E li invidio” ci dice Rosaria, autrice di La valigia di Cassandra. Ma da cosa nasce questo odi et amo?

“Sicuramente dal mio volo per Cape Town, di ormai qualche anno fa. Io che odio volare, rinchiusa per undici ore su un aereo, pur di raggiungere la destinazione del mio cuore.

Tutto inizia con un volo in tarda serata da Milano, via Londra, in terribile ritardo. A bordo mangiamo – troppo – cibo inglese e quando atterriamo, io e mio marito siamo costretti a correre come matti per imbarcarci sul volo per il Sudafrica. I nostri sforzi sono premiati, ma il nostro stomaco è in inevitabile subbuglio.

Poco male, stiamo per decollare e undici ore di volo, ormai in nottata, concilieranno il sonno. Mio marito prende subito posto accanto al finestrino, perché lui ama guardare giù. In piena notte. Quando è tutto buio. Io odio il finestrino, quindi mi accomodo volentieri al centro. Si siede anche il terzo passeggero, un ragazzo, lato corridoio.

Mentre noi  combattiamo con la nausea da abbuffata e successiva corsa, il ragazzo si fa servire una sontuosa cena e chiede anche un bicchiere di vino che per qualche movimento maldestro gli finisce interamente addosso. Mi giro verso mio marito per scambiarci un’occhiata di scoramento per quanto appena accaduto ma lui è in coma profondo, in piena fase Rem, dopo soli dieci minuti di volo.

Realizzo che non sarà un viaggio facile, ma almeno posso guardare un po’ di tv. Scartabello i titoli in elenco e, non appena ne trovo uno di mio interesse, il mio stomaco mi avvisa che se mi azzarderò a guardare il film, lui inizierà un corso di zumba. Così, l’accordo è veloce: niente film. Ok, allora mi alzo un attimo, così mi rinfresco e magari provo a dormire. Mi volto verso il terzo passeggero ed è in catalessi anche lui, con il cibo ancora nel vassoio e la puzza di vino che si propaga fino ai capelli.

Cosa ho fatto io in undici ore di volo con due passeggeri morti ai lati, senza tv, senza dormire e appestata dalla puzza del vino? Ho guardato tutto il tempo il cursore dell’aereo percorrere gli undicimila chilometri che mi separavano dall’atterraggio.

Naturalmente, al ritorno, check-in lato corridoio e col cavolo che mio marito si è seduto vicino al finestrino!”.

Genitori indifferenti coi bambini indiavolati

“Le peggiori abitudini in aereo secondo me? I bambini fastidiosi e rumorosi con comportamenti che rasentano la maleducazione. In quel caso rischio veramente di farmi sentire!”. A raccontarcelo è Luca, autore del blog Capturing the world, un papà che viaggia (spesso) con due figli piccoli. “Finora, coi miei pargoli, non ho mai avuto problemi coi passeggeri vicini al mio posto a sedere.

Non me ne vogliano le famiglie viaggiatrici: capisco che a volte sia difficile contenere la vivacità o il capriccio dei propri figli – perché stanchi o affamati – ma io ho assistito a scene imbarazzanti di bambini che saltavano sui sedili, che lanciavano oggetti e che urlavano senza che i genitori li rimproverassero.

A urtarmi maggiormente è proprio il menefreghismo degli adulti, incuranti delle molestie procurate agli altri passeggeri e agli assistenti di volo. Ritengo che, come genitore, il rispetto e l’educazione debbano essere insegnati fin da piccoli. Se non si parte con queste lezioni in tenera età, diventa davvero dura.

Come dicevo prima, non ho mai avuto problemi coi miei figli durante i voli perché, oltre ad aver impartito delle regole, ricorro a dei “trucchetti”. Cerco di far stancare i bambini prima di salire a bordo, specie se è un viaggio lungo, in modo che poi possano trascorrere qualche ora dormendo. Portiamo sempre in aereo cibo e acqua in modo da tenerli seduti al proprio posto. Infine, sfruttiamo molto l’intrattenimento a bordo: sia quello fornito dalla compagnia aerea tramite i monitor che giochi che portiamo appositamente per distrarli divertendoli”.

Le scarpe, queste sconosciute

Molti passeggeri indossano scarpe scomode durante i voli e trovano sollievo togliendole. Ora… questa svestizione potrebbe non dare noia se i piedi nudi (sì perché spesso si tolgono anche le calze) fossero inodori (non pretendiamo addirittura il profumo!) e non si insinuassero negli spazi liberi tra i sedili davanti.  Non è piacevole (né igienico) trovarsi l’alluce (e annesse dita a seguire) del passeggero di dietro sul proprio bracciolo.

E quand’anche non ci fossero incontri ravvicinati di questo tipo, non è comunque bello vedere passeggeri che lasciano impronte sulle pareti divisorie tra le varie classi, allungando le gambe intorno ai monitor.

Forse non vi è chiaro ma siete su un aereo, non sul divano di casa.

Capelli, ovunque.

E qui ahimè sono le donne di lunghi capelli dotate, a creare qualche problemino al passeggero di dietro. Spesso raccolgono la folta capigliatura in una comoda coda che poi tanto comoda non è a causa del poggiatesta e quindi afferrano la lunga ciocca e la lasciano ciondolare oltre il proprio sedile. O li lasciano sciolti, che è uguale.

Il risultato? Nella migliore delle ipotesi la chioma oscura il monitor del malcapitato passeggero; nella peggiore, si inzuppa nella tazzina di caffè appena servito.

Una cipolla è meglio. Oppure lasciateli liberi, ma di penzolare sulle vostre spalle.

I blateratori seriali

Alessandra di Va’ a quel paese sottolinea invece l’invadenza degli iper socievoli in volo. Quei vicini di posto che, in barba agli auricolari e a risposte monosillabiche (se non addirittura soli annuimenti), ti raccontano nei minimi dettagli la storia della loro vita o le avventure dell’ultimo viaggio.

Questi (terribili) passeggeri impediscono a tutti coloro che sono seduti a portata d’orecchio di riposare, di leggere un libro o di guardare un film. Tra loro, c’è una categoria ancor più urticante: i chiacchieroni seriali che, non conoscendo l’inglese, ti utilizzano come traduttore simultaneo per comunicare con gli assistenti di volo.

Non c’è pace tra i sedili, per parafrasare un film.

Quelli che devono scendere prima che il portellone venga aperto

E poi ci sono loro, quelli sempre di fretta. L’aereo ha appena finito le manovre di atterraggio, ma loro hanno già slacciato la cintura e sono già in piedi alla ricerca dei bagagli nelle cappelliere.

Bagaglio che stringeranno fra le proprie mani due secondi dopo che il segnale dell’allacciamento delle cinture sarà stato spento”. Altro comportamento aberrante, raccontato da Fiammetta, autrice con Leonardo di Tips4Trips: “Peccato che le porte dell’aereo siano ancora chiuse e nessuno possa uscire. E allora dove terranno la valigia? Senza nessun rimorso, la appoggeranno sul poggiatesta di quel sedile in cui voi siete ancora comodamente ed educatamente seduti.
Non potrete più alzarvi e dovrete restare con una valigia a incombere su di voi. Però va detto: iniziando così, il viaggio può soltanto migliorare!”.

E voi, amici, avete qualche pessima abitudine in volo da condividere?

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2 commenti

Rosaria 18 Marzo 2020 - 11:28

Beh…questi e tutti gli altri sono i motivi per cui amo viaggiare in macchina! Lì, male che vada, abbandono Aramis sulla prima piazzola di sosta e proseguo! :DDD

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Monica Nardella 18 Marzo 2020 - 17:18

Ahahahhahahahha in aereo sarebbe più problematico, va detto! Ci vuole tanta pazienza per tollerare questi passeggeri 😉

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