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Tour Cesar Manrique a Lanzarote

Lanzarote tra surf e i mitici camper westfalia

Durante il nostro Capodanno al caldo a Lanzarote abbiamo fatto il “tour Cesar Manrique”. Nato sull’isola dei vulcani (e precisamente nella capitale Arrecife), l’artista non ha saputo resistere alla tentazione di lasciare ai posteri una prova dell’amore viscerale per la sua terra e ha valorizzato dei siti naturalistici già incredibilmente suggestivi attraverso progetti creativi che li hanno resi perfettamente fruibili.

Il tour Cesar Manrique, partendo idealmente da Costa Teguise, collega Lanzarote da nord a sud passando per l’entroterra. Noi consigliamo di suddividerlo almeno in tre tappe, per lasciarvi il tempo di godervi i vari luoghi del pioniere dell’ecologismo che, grazie a una straordinaria visione della relazione tra natura e uomo,  ha creato un museo a cielo aperto!

2) Direzione nord: Jameos del Agua (e Cueva de Los Verdes)

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La cueva di Jameos del Agua

Jameos del Agua e Cueva de Los Verdes si raggiungono percorrendo la LZ-1. A un bivio, molto ben segnalato, svoltando a destra imboccherete la stradina per Jameos, svoltando a sinistra per la Cueva. Insomma, i siti si trovano praticamente lungo la stessa perpendicolare! Noi abbiamo visitato prima il complesso di grotte sotterranee di natura vulcanica di Jameos del Agua in cui le infiltrazioni marine hanno creato uno scenografico lago blu.

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Il parco di Jameos del Agua visto dalla Casa de los Volcanes

Manrique ebbe l’ardire di creare un agile accesso al lago – dove vive una varietà endemica e unica al mondo di gamberetti albini – attraverso una serie di gradini che scendono verso il cuore del sito, un originale ristorante allestito all’imbocco della grotta che ha come tetto una volta di rocce capricciose e una sala concerti nella cueva che vi lascerà senza fiato, a cui si arriva costeggiando dapprima il lago, un caffè terrazzato e la piscina.

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La grotta dei concerti di Jameos del Agua

Dovete sapere che con il termine Jameos si indica la serie di fori che di fatto inondano di luce queste grotte: niente paura se soffrite di claustrofobia dunque e anche i bambini si divertiranno tantissimo! Prezzo: 9€ adulti, 4,50€ bambini tra i 7 e i 12 anni.

Abbiate cura, in biglietteria, di acquistare il biglietto cumulativo col quale potrete accedere a 3-4 o 6 siti distribuiti sull’isola di Lanzarote.

BONO 3 CENTROS (valido 14 giorni): 2 ingressi a scelta tra Jameos del Agua, Cueva de los Verdes, Montañas del Fuego, + 1 ingresso a scelta tra Mirador del Río e Jardín de Cáctus. Prezzo 20€ adulti, 10€ bambini tra i 7 e i 12 anni. BONO 4 CENTROS (valido 14 giorni): ingressi a Jameos del Agua, Cueva de los Verdes, Montañas de Fuego – Timanfaya + 1 ingresso a scelta tra Mirador del Río e Jardín de Cáctus. Prezzo 26€ adulti, 13€ bambini tra i 7 e i 12 anni. BONO 6 CENTROS (valido 14 giorni): ingressi a Jameos del Agua, Cueva de los Verdes, MIAC – Castillo de San José, Jardín de Cactus, Mirador del Río, Montañas de Fuego – Timanfaya. Prezzo 30€ adulti – 15€ bambini tra i 7 e i 12 anni.
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Cueva de los Verdes

Uscite da Jameos del Agua, attraversate l’incrocio e raggiungete la Cueva de Los Verdes (un sito naturalistico su cui Manrique non è intervenuto ma che merita assolutamente una visita, soprattutto per la prossimità con Jameos).

Purtroppo i sei chilometri di cunicoli – collegati ai vicini Jameos – non sono interamente visitabili ma le due gallerie sovrapposte che si addentrano nella grotta vi faranno davvero emozionare!

L’illuminazione è estremamente suggestiva e la stanza che si è formata in un punto del percorso è talmente ampia e dall’acustica invidiabile da consentire la creazione di un auditorium per favolosi concerti sotterranei.

Sfatiamo un mito: il verde non si riferisce in alcun modo alla colorazione della cueva ma al cognome della famiglia che qui si rifugiava durante le scorribande dei pirati che infestavano le coste lanzarotine.

Consigliamo di vedere i due siti al mattino così a ora di pranzo potrete dirigervi verso la  laguna di Orzola e l’omonimo villaggio di pescatori da cui parte il traghetto per La Graciosa.

In questo modo potrete decidere di pranzare a Orzola o di imbarcarvi per visitare l’isolotto, a soli 30 minuti da Lanzarote. Il transfer è gratuito.

2) Direzione nord-est:  Jardin de Cactus, Mirador del Rio, Casa Museo de Cesar Manrique.

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Jardin de cactus, disegnato dall’artista Cesar Manrique

Il Jardin de Cactus si trova lungo la costa occidentale dell’isola a pochi chilometri da Costa Teguise. E’ un bellissimo progetto di Manrique che ha voluto collezionare all’interno del giardino circa 1.400 specie di cactus provenienti da tutto il mondo distribuiti in terrazzamenti circolari molto scenografici. I visitatori possono passeggiare tra le varietà di cactus e risalire fino a un mulino che domina il parco, per avere una visuale perfetta. Foto ricordo d’obbligo sotto al cactus gigante in ceramica all’ingresso del Jardin. Rimettetevi in auto, direzione nord, Mirador del Rio.

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Mirador del Rio: vista su La Graciosa

Il nome di questo belvedere sull’isola La Graciosa, evoca lo stretto tratto di oceano – tanto stretto da sembrare appunto un fiume – che divide Lanzarote dall’isolotto. Perfettamente integrato nello sperone roccioso a strapiombo sull’Atlantico, il Mirador consente ai visitatori di godere di un punto di vista privilegiato e di pranzare in un ristorante tra i più panoramici al mondo! Sulla terrazza potrete scoprire quanto sia ventosa – davvero – l’isola! Tornando verso Costa Teguise, concedetevi una tappa ad Haria, per visitare la Casa-Museo dell’artista.

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Casa Museo Cesar Manrique

Dal recupero di una masseria in rovina, a fine anni ’80, Manrique costruì una casa che rispettava in tutto lo stile tradizionale di Lanzarote e in perfetta simbiosi con il lussureggiante parco in cui è immersa.

All’ingresso, troverete una delle Seat Ibiza che l’artista dipinse su commissione della casa automobilistica nel 1987 (e, volendo, potrete noleggiare una replica visto che la Cicar – gruppo Cabrera Medina, uno degli autonoleggi isolani che noi abbiamo utilizzato e che vi consigliamo – ha voluto rendere omaggio all’artista con la riproduzione del concept di quell’anno).

Noi abbiamo trovato straordinario l’atelier di Manrique, pieno di cavalletti, colori, pennelli, quadri incompleti, praticamente identico a come lui lo lasciò nell’ultimo giorno di lavoro nel settembre del 1992, prima di morire in un incidente d’auto.

Indirizzo: Calle Elvira Sánchez, 30 Haría. Orari: Tutti i giorni (festivi compresi tranne il 1 gennaio) dalle 10:30 alle 18:00. Prezzi: intero 10€, bambini fino a 12 anni 1€.  Biglietto cumulativo Casa-Museo (Haría) + Fondazione César Manrique (Tahíche) 15€.

3) Direzione ovest: Parque Nacional de Timanfaya.

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Tour nel Parco Nazionale di Timanfaya, il parco dei vulcani

A tutela del fragile equilibrio del parco, frutto della capricciosa stratificazione di ripetute eruzioni vulcaniche (le più intense – anche perché ininterrotte tra il 1730 e il 1736) è stato predisposto un rigido piano di visite: o con un tour gratuito (riservato agli over 16) pianificato dal governo Canario, con una guida certificata che vi farà fare un suggestivo trekking lungo due percorsi specifici, la Tremesana Route o la Coastal Route (MA dovrete prenotare con largo anticipo sul sito http://www.reservasparquesnacionales.es perché è un’esperienza molto ambita dai visitatori e quindi è difficile trovare posto nelle date desiderate) o con un autobus lungo la Ruta de los Volcanes, un itinerario lungo 12 chilometri che parte dall’Islote de Hilario dove potrete assistere anche agli incredibili esempi dell’attività geotermica (dai geyser che sbuffano a contatto con l’acqua alla paglia che si incendia per il calore sprigionato dal sottosuolo).

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Il parco nazionale di Timanfaya

Il tour in autobus, della durata di circa 45 minuti, è compreso nel prezzo del biglietto.

Vi basterà parcheggiare l’auto come da indicazioni e salire su uno degli autobus in cui c’è posto. Partono a distanza di pochi minuti uno dall’altro quindi non disperatevi se vedete partire l’ultimo!

Il tour vi permetterà di ammirare crateri, collassamenti, stratificazioni e speroni: un paesaggio davvero diversificato anche nel colore in cui al nero della lava si alternano rocce rosse e cespugli verdi! Orari tour in bus: tutti i giorni dalle 9 alle 17.45.

Al parco dovrete dedicare almeno un paio di ore. Andate al mattino presto o nel primo pomeriggio per evitare code estenuanti prima di accedere al sito.

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Il simbolo del Timanfaya disegnato da Cesar Manrique

Fate una tappa nel ristorante quantomeno per verificare coi vostri occhi la cottura della carne su griglie posizionate sulla bocca di un mini cratere! All’ingresso del parco, vedrete un simpatico diavoletto, il simbolo del Timanfaya disegnato proprio da Manrique! Indirizzo: Montañas del Fuego Orari: inverno 9-17.45 estate 9-18.45 Prezzi: intero 9€ , bambini fino a 12 anni 4,50€.

Per ulteriori info, consultate il CACT, il sito ufficiale dei Centros de Arte, Cultura y Turismo.

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2 commenti

Monika forst 19 Giugno 2021 - 1:36

Vedremo Lanzarote per la prima volta dal 6 al 13 luglio. Grazie per questa belle descrizione che ci facilerà nelle nostre escursioni.

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Monica Nardella 21 Giugno 2021 - 11:39

Grazie mille Monika, aspetto le tue impressioni 😀

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