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Alexandr Rodchenko e le avanguardie russe al MASI di Lugano

Rodchenko MASI lugano

Lo scorso 27 febbraio ha aperto i battenti al MASI di Lugano una mostra straordinaria, che racconta la Russia della prima metà del Novecento attraverso “gli occhi” di un suo protagonista d’eccezione.

Alexandr Rodchenko, di famiglia relativamente modesta, ha impresso su matrici diverse (pellicola, manifesti, riviste) le immagini di un grande Paese durante l’ascesa sovietica, un periodo di grande sviluppo sociale ed economico, accompagnato però da squilibri e disuguaglianze per larghe fasce della popolazione. Man mano che la Russia cambia, anche l’arte di Rodchenko si evolve e si mantiene attuale, nei temi e nei linguaggi artistici utilizzati. Oltre 300 opere sono esposte in uno spazio ampio e luminoso che rappresenta un percorso storico e personale. Sono ritratti gli amici che condividono con lui il percorso artistico delle avanguardie, uomini di lettere e di cultura, scrittori, intellettuali come Vladimir Majakovskji. C’è la famiglia, soprattutto la compagna Varvara Stepanova e i suoi eredi, che hanno avuto un ruolo fondante nel mantenimento e catalogazione delle sue opere, come ci ha spiegato la direttrice del Museo della Fotografia di Mosca (e curatrice della mostra) Olga Sviblova. Nella sede moscovita si trova pure la Scuola di Fotografia che, guarda caso, è intitolata a Rodchenko.

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Rodchenko al MASI di Lugano [photo credit Roberta Zennaro]

La sua arte è la rappresentazione del suo mondo e nel tempo diventa, secondo le sue aspettative, una leva per stimolare il cambiamento della vita e della società. Per questo egli utilizza lo strumento della fotografia e con essa gioca per ottenere risultati innovativi. Effettua riprese azzardate dal basso e dall’alto, ricerca inquadrature oblique e primi piani ossessivi. Ma trasforma anche le immagini originarie con fotomontaggi. I suoi modelli sono artisti e persone delle città, ma anche studenti, sportivi in allenamento e operai impegnati nelle grandi opere dell’epoca. Nell’arte di Rodchenko c’è la storia di cinquant’anni di Russia. L’esposizione si tiene al nuovissimo centro culturale polifunzionale che, con un acronimo azzeccato, è stato chiamato LAC, Lugano Arte Cultura, al cui interno trovano spazio collezioni permanenti e mostre temporanee, un teatro e una sala concerti, e naturalmente il MASI, Museo d’arte della Svizzera Italiana.

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Markus Raetz in mostra al LAC [photo credit Roberta Zennaro]

Abbiamo visitato la mostra su Rodchenko in anteprima, approfittando anche delle altre esposizioni visitabili: le collezioni permanenti aperte proprio da fine febbraio, con un percorso tra Ottocento e Novecento innovativo nelle forme e nei concetti, e l’altra mostra dedicata a Markus Raetz, artista svizzero contemporaneo, straordinario, poliedrico, che sarà aperta fino al primo maggio 2016.

Indirizzo: Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6. Orari: Martedì, Mercoledì, Domenica 10-18; Giovedì, Venerdì e Sabato 10.30-20. Prezzi: ingresso gratuito alla collezione permanente. Per il museo biglietto intero: CHF 15, ridotto over 65 anni, gruppi, studenti 17-25 anni: CHF 10. Ingresso gratuito under 16 anni e la prima domenica del mese. Per ulteriori info: MASI di Lugano.

Lugano si trova a soli 80 chilometri a nord di Milano, si raggiunge in meno di un’ora (in auto o in treno). Oltre ad essere una città da visitare per affari (quante persone di giorno ne affollano le banche e le vie del centro?) è collocata sulle sponde del lago omonimo, elegante e curatissimo. Fuori dal lavoro, Lugano è una perfetta meta turistica: se deciderete di trascorrervi uno o due giorni non vi annoierete passeggiando per le vie del centro, facendo il pieno di cultura come abbiamo avuto modo di fare noi, per poi magari indulgere nello shopping di lusso e godersi il lago con vedute splendide sulle montagne circostanti. Basterà allontanarsi di pochi chilometri da Lugano per imbattersi nei suoi pittoreschi dintorni, dove si trovano paesini dall’aria assolutamente svizzera, ottimi per effettuare belle passeggiate e assaggiare le specialità della cucina locale. E questo è il Canton Ticino: la Svizzera vicina all’Italia.

Articolo redatto da Roberta Zennaro, autrice di Gamberetta Rossa

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