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Parigi è sempre una buona idea

parigi è sempre una buona idea

Una papeterie in rue du Dragon in cui l’eccentrica proprietaria disegna biglietti personalizzati. Un americano figlio di un famoso avvocato che non vuole seguire le orme del padre per inseguire la passione per la letteratura. Un anziano scrittore di libri per bambini. Rosalie, Robert e Max, tre personaggi che si incontrano per colpa (o per fortuna) di una tigre azzurra in una Parigi romantica come non mai. Nicolas Barreau (un fitto mistero aleggia anche sull’autore che forse non esiste) con una prosa leggera ma accattivante, ci fa vagare tra le stradine di Saint-Germain-de-Prés, un quartiere affascinante, pieno di negozietti, gallerie d’arte e storici caffè in cui gli intellettuali iniziarono a riunirsi fin dal XVII secolo. Gli Enciclopedisti al Café Landelle (ormai chiuso) o al Café Procope (al numero 13 di Rue de l’Ancienne Comédie). Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir o Boris Vian gridavano il proprio anticonformismo in piccoli locali del quartiere durante l’occupazione e poi ancora nel dopoguerra. Il Café de Flore (172 Boulevard Saint-Germain) era uno di questi, ancora oggi aperto e vocato alla cultura visto che a settembre, tutti gli anni, ospita la giuria del Prix de Flore, per premiare un giovane autore di talento. Picasso e Hemigway erano assidui frequentatori del caffè Les Deux Magots (6 Place Saint-Germain des Prés) e della Brasserie Lipp (151 Boulevard Saint-Germain). Barreau ci fa accomodare ai tavolini, ordinare un café crème e un croissant caldo, salire sulla Tour Eiffel a lanciare un desiderio, sgranocchiare una fragrante baguette mentre curiosiamo tra le vetrine di un negozio, passeggiare al Jardin de Luxembourg, annusare l’aria notturna della Ville Lumiere mentre sorseggiamo del vino rosso dal tetto di un minuscolo appartamentino, dormire nel delizioso Hotel des Mannonniers con il giardino incantato. “Parigi è sempre una buona idea” (si ringrazia la divina Audrey Hepburn per il titolo) è una commedia romantica di quelle che si possono leggere in viaggio, mentre si è in coda o perché no, seduti a un tavolino di un Café. L’irresistibile voglia di partire e di ripercorrere i passi dei protagonisti va assecondata. Nel nostro viaggio vorremo vedere Luna Luna, il negozietto con “la cornice di legno azzurra che circondava l’unica vetrina, della porta sulla destra sormontata dalla campanella d’argento un po’ démodé” dove Rosalie disegna i suoi adorabili biglietti e fotografare la casa al numero 30 in cui aveva abitato Victor Hugo. Vorremo ammirare le chiese di Saint-Germain-des-Prés (la più antica della città) e Saint-Sulpice e cenare al Le Jules Verne al 2° piano della Tour Eiffel. Oltre dormire al Des Mannonniers, ovviamente. Ci dicono che il Musée Delacroix (a casa e lo studio dove visse il famoso artista) val la pena di una visita ma stiamo ancora costruendo l’itinerario definitivo. Aprile ci sembrava il mese giusto. Torneremo a Parigi dopo 14 anni, un po’ meno rispetto a Robert ma, come lui, siamo cambiati. E lei, la troveremo diversa? Chissà.

AGGIORNAMENTO

Il viaggio lo abbiamo fatto! Leggete il nostro itinerario tra i luoghi di Rosalie, quelli di Robert e il romantico soggiorno nell’Hotel des Marronniers: Cosa vedere a Saint-Germain-de-Pres

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