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Valle dei Templi: tutte le informazioni utili

Valle templi Agrigento TempioConcordia

Gli agrigentini mangiano e bevono come se dovessero morire domani, ma costruiscono come se la loro vita dovesse durare in eterno!

Con queste parole del filosofo Empedocle possiamo iniziare la nostra passeggiata indietro nel tempo, nella splendida Valle dei Templi di Agrigento!

La Valle dei Templi ad Agrigento

La Valle dei Templi nel 1997 è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO “in considerazione del fatto che Agrigento era una delle grandi città del Mediterraneo antico, ed è stata conservata in condizioni eccezionali. La sua lunga linea di templi dorici è uno dei più rilevanti monumenti dell’arte e della cultura greca…”.

Un po’ di storia di Agrigento

Agrigento, originariamente Akragas, fu fondata intorno al 580 a.C. da coloni gelesi. La fase iniziale di sviluppo della città avvenne sotto la guida del tiranno Falaride, uomo ambizioso e lungimirante che, grazie alle sue abilità militari, riuscì ad ottenere numerose vittorie sulle popolazioni indigene e a contenere le mire espansionistiche dei cartaginesi.

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Via Sacra

 

Il secondo personaggio di rilievo nella storia di Agrigento è stato un altro tiranno Terone che, nel V secolo a.C., completò l’opera del suo predecessore conquistando la città di Himera e sconfiggendo l’esercito di Cartagine. Grazie al bottino di guerra, ai tributi pagati dai Cartaginesi e agli schiavi catturati, Agrigento accumulò ingenti ricchezze che investì in importanti opere di interesse pubblico.

La Valle dei Templi rappresenta la testimonianza diretta di questo periodo di grande splendore che terminò nel 406 a.C., quando i Cartaginesi si vendicarono mettendo a ferro a fuoco la città e distruggendo completamente il tempio di Giove, il più maestoso tra tutti i templi.

Il nome Agrigento evoca il nome che le venne affibbiato dai Romani quando sconfissero definitivamente i Cartaginesi nel 210 a.C. durante le guerre puniche. Nell’ 829 d.C. venne conquistata dagli Arabi, i quali le cambiarono il nome in Girgenti, nome che la città mantiene nel dialetto locale.

 

Descrizione della Valle dei Templi

La Valle dei Templi rappresenta ciò che resta del cuore religioso della antica Akragas.

Per la costruzione fu scelto questo altopiano per diversi motivi:
1. la posizione elevata rendeva i templi visibili dal mare, mettendo in risalto la grandiosità della città;
2. le condizioni naturali circostanti lo rendevano facile da proteggere.

A nord infatti si trovano la Rupe Atenea ed il Colle di Girgenti, mentre ai lati scorrono i fiumi Akragas e Hypsas che vanno a confluire in unico fiume alla cui foce è stato costruito il porto della città. A completamento delle difese è stata costruita una cinta muraria, che seguiva l’andamento orografico del sito in modo naturale.

La Via Sacra

Il nostro giro è partito dal punto più alto della Via Sacra a scendere verso il basso. Questa via è stata costruita successivamente ai templi e permette di visitare comodamente la Valle dei Templi circondati da una cornice veramente suggestiva.

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Tempio di Giunone

 

Il Tempio di Giunone

A monte si trova il tempio di Giunone, un punto panoramico spettacolare per bellissime fotografie capaci di contenere la gran parte dei templi agrigentini.

L’attribuzione del tempio alla dea non ha alcun valore storico e piuttosto nasce da una fantasia letteraria. Solitamente nell’antica Grecia all’interno dei templi si trovava la statua della divinità alla quale era dedicato, ma per questo tempio non si hanno notizie certe circa la statua contenuta.

La particolarità del tempio di Giunone rispetto agli altri è la presenza dell’altare, dove venivano effettuati i sacrifici alle divinità, davanti a quella che una volta era l’entrata. La guida ci ha spiegato le tre tipologie di sacrifici che venivano effettuati.

– Sacrificio: un animale solo o pochi animali, agli dei immortali andava il fumo degli altari, mentre l’animale veniva arrostito allo spiedo. Le parti commestibili venivano ripartite tra gli uomini, con le parti migliori riservate ai sacerdoti e le rimanenti ripartite tra i fedeli.

– Olocausto: l’animale veniva arso totalmente. La guida ci ha detto che veniva effettuato l’olocausto, al posto del sacrificio, in caso di sospetta malattia dell’animale da sacrificare.

– Ecatombe: sacrificio di un grande numero di animali, si parla di un minimo compreso tra 25 e 100 animali [dopo questa spiegazione ho forse compreso meglio le parole di Empedocle riportate ad inizio articolo!].

 

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Tempio della Concordia

 

Il Tempio della Concordia

Continuando a camminare lungo la Via Sacra, abbiamo intravisto il Tempio della Concordia il cui stato di conservazione è stupefacente.
La guida ci ha spiegato che è uno dei tre templi greci meglio conservati al mondo insieme all’Hephaisteion (o tempio di Efesto) di Atene ed ai templi di Paestum.
L’incredibile stato di conservazione è dovuto alla sua conversione in basilica cristiana dedicata a San Pietro e Paolo, voluta dal vescovo agrigentino Gregorio, che lo ha salvato dagli effetti devastanti degli editti di Teodosio contro i culti pagani.

 

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Tempio della Concordia

 

A seguito della conversione, la struttura ha subito delle modifiche per svolgere al meglio la sua nuova funzione (ad es. fu spostato l’ingresso, furono riempiti gli spazi tra le colonne con pareti piene e venne demolito il muro di fondo della cella). Nel 1748 la basilica venne sconsacrata e in gran parte venne ricostituita la struttura originaria del tempio.

Una particolarità che ci ha colpito è la struttura del basamento su cui sorge il tempio che non è perfettamente dritto ma leggermente incurvato. Una scelta voluta per un gioco di prospettiva: in questo modo, il tempio appariva perfettamente dritto quando veniva avvistato dai naviganti in mezzo al mare anziché inclinato per effetto della distanza. Considerando che parliamo di una costruzione realizzata 2.000 anni fa, c’è da rimanere sbalorditi dal grado di accuratezza utilizzato per realizzarla!

 

L’opera di Igor Mitoraj

Davanti al Tempio della Concordia è possibile ammirare la statua di Icaro, donata dallo scultore polacco Igor Mitoraj. La statua rappresenta la caduta di Icaro, che disubbidendo al padre Dedalo, volò troppo vicino al sole, bruciò le sue ali di cera e precipitò nel Mediterraneo.

 

Villa Aurea e Sir Alexander Hardcastle, il mecenate

Proseguendo lungo la Via Sacra, siamo arrivati alla Villa Aurea che fu residenza di Sir Alexander Hardcastle, un capitano della marina inglese. Arrivato in Sicilia agli inizi del Novecento, rimase incantato dalla bellezza di questo posto. Acquistò la Villa Aurea e dedicò la sua vita e le sue risorse economiche al mantenimento e alla ricostruzione del sito finanziando ad esempio la ricostruzione delle colonne del Tempio di Ercole. Morì in solitudine ad Agrigento, di cui era cittadino onorario e dove venne sepolto secondo la sua volontà, senza aver però mai ricevuto alcun ringraziamento dallo Stato Italiano per la sua opera di tutela del patrimonio artistico.
Credo che sia d’obbligo per ogni visitatore, che può godere della bellezza di questo posto, provare un minimo di riconoscenza per questo uomo, di un’altra nazione, che tanto si è impegnato per la sua salvaguardia!

 

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Tempio di Ercole

 

Il Tempio di Ercole

Continuando a camminare, siamo arrivati al Tempio di Ercole di cui rimangono solo otto colonne, frutto di una ricostruzione avvenuta nel XX secolo. L’attribuzione di questo tempio ad Ercole, a differenza degli altri, ha un fondamento storico nelle “Verrine” di Cicerone. Cicerone, famoso avvocato dell’epoca, venne ingaggiato dai siciliani nella causa contro il proconsole romano Verre, macchiatosi del reato di tentato furto della statua di Ercole dal tempio. L’esito della causa, dato il tenore dell’avvocato, ci sembra abbastanza scontato!

 

Il Tempio di Zeus

Il tempio successivo, costruito dal tiranno Terone per celebrare la vittoria di Himera contro i Cartaginesi, è quello di Zeus. Ad oggi, nonostante fosse il più imponente di tutto il sito, non è rimasto altro che un campo di rovine.

 

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Le rovine del Tempio di Zeus

 

Il tempio infatti non solo è stato vittima della feroce vendetta dei Cartaginesi, avvenuta nel 406 a.C., ma anche della follia umana, che lo ha trasformato in una cava di pietra (di fatto le rovine sono state utilizzate per la costruzione della banchina di Porto Empedocle!).

Nonostante lo stato di degrado in cui versa, nel tempio di Zeus abbiamo scoperto due particolarità. Tra i resti è possibile rinvenire delle pietre riportanti un’incisione ad U: grazie alla preziosissima guida abbiamo scoperto che il taglio era funzionale all’inserimento di funi capaci di sollevare i massi durante le costruzioni.

 

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Pietre con incisione a U

 

La seconda particolarità di questo tempio è data dai Telamoni, gigantesche figure umane maschili, alte quasi 8 mt, con le gambe unite e le braccia ripiegate dietro la testa. La loro postura aveva una duplice funzione simbolica:

  • rievocare la figura di Atlante, che reggeva sulle sue spalle le sorti del mondo;
  • rappresentare la forza bruta dei Cartaginesi, destinata a soccombere di fronte alla ragione rappresentata dai Greci.

Queste figure erano inserite a metà altezza tra le colonne del tempio. Il telamone che potrete vedere nel tempio è in realtà un calco in quanto l’originale è custodito nel Museo Archeologico Regionale.

 

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Calco di un Telamone

 

Il Tempio dei Dioscuri

Ultimo tempio da ammirare è quello dei Dioscuri, Castore e Polluce. La parte ad oggi visitabile è stata oggetto di una ricostruzione realizzata dallo scultore Villareale e dall’architetto Cavallari nella prima metà dell’Ottocento.

 

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Tempio dei Dioscuri

 

Come arrivare alla Valle dei Templi

A chi come noi arriva dal continente, così viene definito lo “stivale” dagli abitanti della Sicilia, serve una dose di buona volontà per arrivare ad Agrigento.

Noi abbiamo volato con Ryan Air, €80 andata e ritorno, da Fiumicino fino all’aeroporto Fontanarossa di Catania. Qui abbiamo noleggiato un’automobile e siamo partiti in direzione di Agrigento.

l sito ufficiale, a chi si muove in macchina, consiglia di seguire l’autostrada Catania – Palermo, prendendo l’uscita Caltanissetta/Agrigento, con direzione prima Caltanissetta, poi Porto Empedocle ed infine Valle dei Templi. Noi abbiamo deciso di fare una strada un pochino più lunga, seguendo la direzione per Gela, e poi proseguendo in direzione Agrigento. Abbiamo fatto qualche chilometro in più ma ci siamo premiati con una sosta in spiaggia seguita da un ottimo pranzo a base di pesce a Licata. A voi la scelta, se doveste decidere di atterrare a Catania!

In alternativa, potete atterrare a Palermo e da lì affittare una macchina oppure prendere il treno o il pullman.

Una volta arrivati ad Agrigento, comunque, troverete le indicazioni che vi porteranno fino all’ingresso principale della Valle dei Templi. Nel caso non fossero sufficienti, vedrete apparire il tempio di Giunone e quello della Concordia all’orizzonte e capirete dove andare!

 

Orari e prezzi della Valle dei Templi

Il sito per l’acquisto dei biglietti è questo: https://www.parcovalledeitempli.it/visita/#biglietti attenzione a non pagarli di più su siti non ufficiali!

Prezzi SOLO VALLE DEI TEMPLI: l’ingresso costa €12 a persona, 7€ ridotto, gratis under 18.

Prezzi VALLE DEI TEMPLI + MUSEO ARCHEOLOGICO (valido 3 giorni dal primo utilizzo): l’ingresso costa €15,50 a persona, 9€ ridotto, gratis under 18.

Prezzi VALLE DEI TEMPLI + GIARDINO KOLYMBETHRA (valido 1 giorno): l’ingresso costa €17 a persona, 11€ ridotto, gratis under 18.

La prima domenica di ogni mese l’entrata è gratuita (non si applica alle visite serali).

Vi consigliamo di prendere una guida turistica per comprendere fino in fondo la storia e la grandiosità del posto che andrete a visitare. La guida privata per tre persone ci è costata €60 in totale, ma vi assicuro che mai soldi furono spesi meglio!

Orari: Aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 20.00 | dal 13 luglio al 15 settembre dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 23.00, sabato e domenica dalle ore 8.30 alle 24.00 | Le biglietterie chiudono un’ora prima | La biglietteria del Teatro ellenistico chiude alle 19.30.

Consiglio: Noi siamo andati a giugno e ai visitatori estivi consiglio di portare cappellino e crema solare, in quanto la visita dura 2-3 ore ed il sole siciliano… si fa sentire!
Articolo redatto da Federico Immordino – Foto di Alessandra Immordino

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