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Cosenza, un angolo di Calabria da scoprire

Il lupo della Sila simbolo di Cosenza

l nostro tour in Calabria per #WeLikeSila è iniziato a Cosenza e da qui vogliamo cominciare il nostro racconto perché, per quanto la visita della città non sia stata particolarmente approfondita, ci ha offerto alcuni spunti interessanti oltre che essere parte integrante di un “viaggio nel viaggio” con un intrigante filo conduttore: i treni! 

Cosenza, lungofiume

Cosenza, lungofiume [photo credit Turista di Mestiere]

Dopo aver conosciuto  Ettore Lupo, la nostra simpaticissima guida, e Valeria e Brunella dell’Associazione WeLikeSila ci siamo immersi nella storia di Cosenza scoprendo che venne fondata dai Brettii nel 356 a.C. un’antica popolazione italica che si rivoltò al dominio dei Lucani per eleggere una propria Capitale. Scelsero la bassa valle del Crati, proprio all’incrocio con il Busento, stretti tra la Sila e la Catena Costiera. Il nome della città deriva da Consentia, Città del Consenso, in quanto tutte le “fazioni” dei Brettii si ritrovarono unanimemente d’accordo sulla sua elezione a capitale. Nel periodo di dominazione romana i Brettii vennero chiamati Bruzi (e cioè Bruti) in tono evidentemente dispregiativo.

La nostra visita è partita dalla sede del magnifico Campus dell’università di Calabria, un grandioso esempio di architettura legato alla cultura, dove trovano alloggio migliaia di ragazzi, rendendo Cosenza il centro culturale ed innovativo della regione. Nel Nuovo Centro (lungo Corso Mazzini da piazza Bilotti a piazza dei Bruzi) , in una bella e curata zona a traffico limitato disseminata di negozi, abbiamo ammirato una serie di interessanti installazioni di arte contemporanea che fanno parte del Museo all’Aperto Bilotti come il “San Giorgio ed il Dragone” di Dalì ed il “Lupo della Sila” dell’artista calabrese Mimmo Rotella.

 

Cosenza

Cosenza [photo credit Turista di Mestiere]

Nella collezione del MAB (un’idea davvero molto interessante perché ha il pregio di unire arte ed educazione al semplice passeggio per lo shopping) è possibile apprezzare tante altre opere di artisti del calibro di De Chirico, Consagra, Sosno ereditati dal generoso mecenate cosentino Carlo Bilotti. Arrivati in piazza dei Bruzi, abbiamo lasciato la città nuova alla volta di quella vecchia che si inerpica su uno dei sette  colli.

 

Chiesa di San Domenico Cosenza

Chiesa di San Domenico [photo credit Turista di Mestiere]

Vicino alla confluenza tra il Crati e il Busento, abbiamo visitato la semplice ed antica chiesa di San Domenico, eretta nel 1448 con l’annesso monastero. Impossibile non notare subito il rosone in tufo in stile gotico ed il portale ligneo del 1600, intagliato con motivi floreali, santi e stemmi. Una vera perla nascosta! La città vecchia ha il fascino tipico delle cittadine del sud con un che di decadente che la rende malinconicamente suggestiva. In cima alla salita, sulla Piazza Grande, si staglia il duomo di Cosenza. Ettore ci ha raccontato che le origini del duomo sono ignote, ma si pensa risalga alla metà dell’XI secolo. Ricostruito dopo il violento terremoto del 1184 e consacrato nel 1222, nel corso degli anni il duomo venne restaurato a più riprese e solo di recente è stata scoperta la struttura primitiva della chiesa, in stile gotico cistercense. All’interno si possono ammirare le tre navate e ben tre rosoni di cui uno più grande degli altri. L’immagine della Madonna Galaktotrophousa ivi custodita è molto cara ai cosentini: la Madonna del Pilerio è la protettrice della città perché pare abbia salvato la città da una epidemia di peste. Nel duomo si trova anche una bellissima scultura in tufo, monumento funebre di Isabella d’Aragona, caduta da cavallo nei pressi di Cosenza mentre tornava in Francia dall’Oriente. Sempre a Cosenza, i ragazzi di WeLikeSila ci hanno permesso di curiosare nel cantiere dove le ferrovie Calabresi stanno restaurando diversi treni, tra i quali una splendida locomotiva a Vapore del 1923!

 

Locomotiva a vapore

Locomotiva a vapore [photo credit Turista di Mestiere]

Questa bellissima macchina fino a pochi anni fa era in funzione sulla ferrovia a scartamento ridotto che va da Cosenza a Crotone passando per la Sila, la più alta d’Europa, ora purtroppo interrotta a causa di una frana. Sembra vi sia l’intenzione, però, di ripristinarla quanto prima: una notizia davvero straordinaria e noi non vediamo l’ora rivisitare queste verdissime montagne a bordo di treno così caratteristico! I treni del passato sono stati il tema conduttore della prima giornata in Calabria: la sera stessa infatti siamo saliti in Sila, in località Silvana Mansio, dove abbiamo cenato nel posto più originale della mia vita: il ristorante la Locomotiva! Questo ristorante è letteralmente parcheggiato nella vecchia stazione: al nostro arrivo ci siamo trovati davanti quattro autentici vagoni delle Ferrovie Calabresi completamente restaurati, contenenti tutto ciò che vi aspettereste in un ristorante. Un’autentica meraviglia!

 

Ristorante La Locomotiva

Ristorante La Locomotiva [photo credit Turista di Mestiere]

Prima di sederci a tavola per gustare le moltissime prelibatezze silane, abbiamo anche visitato l’antica stazione di Silvana Mansio, a 1400 metri di quota, che si trovava sul tracciato dell’antico trenino a vapore. Entrare in questa emozionante stazione è stato come fare un tuffo nel passato: tutto è rimasto esattamente come era in quello che oggi può essere considerato a tutti gli effetti un piccolo museo.  Gli orari dei treni anni ’70, biglietti di viaggio vintage, timbri nonché moltissimi libri sull’argomento il tutto in perfetto stato di conservazione!  Confesso che mi sono emozionata a vedere quei ticket dal cartoncino consunto e macchiato dal tempo con tanto di timbro a vista che indicava la meta del passeggero! Sono immediatamente riaffiorati alla memoria i biglietti del primo treno su cui mia madre mi fece salire quando ero bambina, in una serata d’estate….ma questa è un’altra storia!

Articolo redatto da Michela Mazzotti

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3 commenti

Milly 7 Gennaio 2015 - 23:11

Ma qui ci devo andare con mia figlia ed i suoi amichetti che adorano i treni! Sarebbe uno spasso per loro..
Grazie per queste chicche che ci consigli sempre!

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cristina pasin 21 Dicembre 2014 - 15:32

La Calabria è una regione che mi manca totalmente e invece so che merita tantissimo…questo post ne è l’ennesima conferma! Chissà, il 2015 potrebbe essere l’anno giusto per colmare questa lacuna.

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Monica Nardella 21 Dicembre 2014 - 20:00

Io mi sono ripromessa di infilare tanta Italia nella mia travel list del 2015 😀

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