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Parco protetto del Tortuguero: Pura Costa Rica!

Parco del Tortuguero Costa Rica
Quando si parla di natura, pura e selvaggia, non ho dubbi: mai visto un luogo come la Costa Rica.

Parco protetto del Tortuguero

Un’esplosione di vegetazione che con una forza primordiale respinge e vince la mano dell’uomo, e nel verde incontenibile dei suoi paesaggi cela -neanche troppo- animali di ogni genere: bradipi, caimani, scimmie e insetti taglia XXL.
Se amate il genere e non temete il contatto con la natura, non posso che indirizzarvi verso il Parco del Tortuguero, sulla costa caraibica in provincia di Limón.

Parco del Tortuguero Costa Rica

Parco protetto del Tortuguero foto Giulia Bruno tutti i diritti sono riservati

Il Parco protetto del Tortuguero nasce nel 1975 con il principale obiettivo di tutelare la tartaruga verde –Chelonia mydas– e l’area di deposta delle sue uova, la principale di tutto il versante occidentale del Paese. Non è tutto, il Parco è riserva biologica del prezioso Bosco Tropicale Umido e casa di oltre 2000 specie di piante e 400 di alberi. Una vegetazione sorprendente e variegata che cambia in base alla vicinanza all’acqua e alla tipologia di terreno, adattandosi e sviluppandosi in modo esuberante e sempre sorprendente.
 

Parco del Tortuguero Costa Rica

Parco del Tortuguero Costa Rica foto Giulia Bruno tutti i diritti sono riservati

La ricchezza della fauna non è da meno, questo regno ospita un alto numero di mammiferi a rischio di estinzione tra cui giaguaro e perezoso –quale nome più adatto per il Bradipo?- e specie dai nomi improbabili come manigordo, manatì, danta, tolomuco…
Nel Tortuguero risiedono oltre 400 specie di uccelli, più di quante non si possano incontrare nell’intero territorio europeo; una varietà che caratterizza anche anfibi, rettili, insetti e pesci.
Per quanto riguarda le tartarughe sono ben 4 le specie che si riproducono qui: la grande Baula, la Verde, la Caguana e la Caretta –la più piccola e a rischio per colpa del suo prezioso carapace–. Tra tutti i miei ricordi di viaggio, il Tortuguero è decisamente uno di quei luoghi che ha superato le aspettative.
Si parte all’alba da San José, direzione El Carmen de Siquirres; il tragitto è lungo poco più di 100 km, un primo tratto di strade asfaltate e poi movimentati sterrati che tagliano sconfinate piantagioni di banani –i frutti lasciati a maturare sino a tempo debito hanno tutto un altro sapore!

Parco del Tortuguero Costa Rica Piantagione Banani

Parco del Tortuguero Costa Rica Piantagione Banani – foto Giulia Bruno tutti i diritti sono riservati

Lungo la strada è possibile fermarsi per una colazione abbondante, noi facciamo un break da Rancho Roberto a Guapiles, turistico ma con un pasto buono e ricco. Arrivati a Caño Blanco saliamo a bordo dell’imbarcazione che ci porterà nel cuore del Tortuguero.
Dimenticate l’idea di guidare sino al parco, l’accesso è possibile solo in barca –consigliatissima– o in aereo con le compagnie NaturAir e Sansa, perdendo però la bellezza del viaggio. L’ingresso al Tortuguero è infatti un’esperienza indimenticabile: 90 minuti che vi ripagheranno di tutta la vostra pazienza.
Si naviga scivolando sul fiume e addentrandosi nei canali, circondati da paesaggi mozzafiato di un verde mai visto. L’umidità carica il cielo di sfumature intense e senza più alcuna percezione del tempo si passa da una larga ansa ad uno stretto corridoio di mangrovie. 

Parco del Tortuguero Costa Rica

Parco del Tortuguero Costa Rica – foto Giulia Bruno tutti i diritti sono riservati

Nel parco si snodano quattro principali corsi acquatici: il Río Tortuguero, il più grande e ampio, il Caño Mora, l’ Harold e il Chiquero. Su tutto domina il Cerro Tortuguero, vulcano ormai estinto che offre un ottima opportunità di escursione.
I tour sono attività essenziali di questo viaggio, scegliete sempre quelli ufficiali, accompagnati da guide esperte e sicuri di non contravvenire alle rigide regole di tutela ambientale. A bordo delle lance è possibile esplorare i canali più nascosti e angusti, ascoltare la storia del Parco e delle specie protette nonché incontrare e fotografare un numero indefinibile di animali. Scimmie, coccodrilli, caimani che nuotano circondati da tartarughe palustri, uccelli dai colori sgargianti, enormi ragni che tessono tele di altrettanto incredibili dimensioni… A bocca aperta si cerca di immortalare nel migliore dei modi la magia di questo luogo selvaggio.

Parco del Tortuguero Costa Rica animali

Parco del Tortuguero Costa Rica animali – foto Giulia Bruno tutti i diritti sono riservati

Un’esperienza davvero imperdibile è quella offerta dalle tartarughe con la deposta o la schiusa delle uova, a seconda del periodo dell’anno. Io ho avuto la fortuna di assistere al loro tanto atteso arrivo sulla spiaggia, una scena toccante che ha lasciato tutti senza fiato. La luna è la sola fonte di luce consentita e le onde le uniche che osino interrompere il silenzio.
Le enormi tartarughe si trascinano con tutta la loro forza sulla sabbia, guidate dall’istinto che vince anche la fatica estrema.
Le pinne slittano sulla sabbia sollevando a fatica il grande carapace e ad ogni spinta segue una sosta per riprendere fiato. Raggiunto il punto prescelto, con la stessa tenacia iniziano a scavare per lasciare scivolare le uova bianche e luminose al sicuro.
Lentamente tornano verso l’acqua e all’ingresso in mare un brivido percorre gli osservatori: rapiti, grati, partecipi. Una lezione di amore che incanta grandi e piccoli.
In questi casi più che mai è fondamentale scegliere una guida autorizzata dell’Área de Conservación Tortuguero; non è permesso scattare foto né accendere alcuna luce perché persino lo schermo di un cellulare può compromettere un evento tanto delicato.
All’interno del Parco, in un lembo di terra tra il mare e il canale principale, incontriamo anche il piccolo centro abitato di Tortuguero, tanto semplice quanto interessante da visitare.
In questo colorato villaggio caraibico  sorgono piccole strutture adibite a bar, ristorante e negozio di souvenir. Il Caribbean Conservation Corporation’s Visitors’Center and Museum parla ai visitatori della flora e della fauna locale con focus sulle tartarughe marine. 

Villaggio Tortuguero Costa Rica

Villaggio Tortuguero Costa Rica – foto Giulia Bruno tutti i diritti sono riservati

Al contrario di quanto si possa immaginare, le spiagge del Tortuguero sono selvagge e scosse dal vento, con un mare poco limpido a causa delle piogge e dei canali che vi sfociano numerosi; in poche parole non venite al Tortuguero se cercate vita da spiaggia.
In serata si cena presto, stanchi e soddisfatti, e ci si infila sotto le coperte mentre sul tetto scroscia forte la pioggia. Se nel cuore della notte vi svegliano degli strani e terrificanti versi, non temete, sono le scimmie urlatrici… tutto nella norma!
Tra le specialità da provare non posso che menzionare il Gallo pinto, piatto locale tipico a base di riso e fagioli che non vi sarà possibile evitare; tanto buoni quanto grassi i patacones: contorno di platano fritto molto diffuso; delizioso e più salutare il frutto del pane –che il cuoco ha gentilmente colto e cucinato realizzando un sogno della mia infanzia!
Stavano in prossimità del Parco ma non al suo interno, altri vi sono totalmente immersi.
Generalmente le strutture propongono pacchetti con un minimo di 2 notti che includono pickup in minivan dalla Capitale San José o da Limón, tassa di ingresso al Parco (10 USD al giorno), pasti e tour; valutate attentamente più opzioni e accertatevi che i prezzi non siano gonfiati ad hoc per i turisti.
In alternativa è possibile arrivare autonomamente con i mezzi pubblici, bus + barca, e aggregarsi ad altri viaggiatori abbattendo i costi di spostamenti e guide.
Visitare il Parco significa dare un contributo al piano di tutela ambientale ma anche un aiuto alla comunità locale che ha come fonte di sostentamento principale il turismo controllato e partecipa attivamente alla protezione del Tortuguero.
Quando andare:
Tartaruga verde
Deposta: da giugno a settembre con picco ad agosto. Incubazione da 45 a 60 giorni.
Tartaruga Baula
Deposta: tra marzo e giugno con picco in aprile. Incubazione: da 55 a 70 giorni.

La pioggia è una caratteristica climatica di questa zona del Paese; ad agosto per lo più piove in serata, con forti acquazzoni notturni ma cielo di nuovo sgombro al mattino.

Articolo redatto da Giulia Bruno

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1 commento

Manuela Vitulli 21 Maggio 2014 - 11:20

Grazie! Cercavo proprio info a riguardo!!!! 🙂

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