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Seborga, il borgo ligure che rivendica l’indipendenza dall’Italia

Seborga

L’Italia può annoverare tra le tante mete non convenzionali anche un borgo “clandestino”, grande 14 km quadrati con tanto di principe, moneta, patente e targhe automobilistiche che rivendica il proprio status di Principato e l’indipendenza dallo Stato: dame e messeri benvenuti a Seborga!

Seborga

Bandiera Seborga

Bandiera Seborga – Foto gentilmente concessa da Nazareno Vicari

Ubicato in provincia di Imperia, il Principato è circondato  da alberi di ulivo, eucalipto e inebrianti distese di mimosa e ginestre! La sua posizione collinare consente di allungare lo sguardo ben oltre Bordighera e Ventimiglia: dai punti panoramici del borgo si intravedono le coste francesi e monegasche, fino a Saint Tropez mentre alle spalle si ergono le suggestive Alpi Marittime!

Seborga

Seborga – Foto gentilmente concessa da Nazareno Vicari

La rivendicazione di indipendenza, iniziata da una sessantina d’anni, deriva da una serie di “sviste” nella registrazione di atti e annessioni che potrebbe avere una certa fondatezza storica ma di fatto, finora, ha solo significato un discreto interesse dei turisti verso questo piccolo borgo abitato da 350 anime!

Il primo atto “certo” sembrerebbe la cessione, nel 954 d.C., del feudo da parte dei Conti di Ventimiglia ai Monaci Benedettini francesi di Lerins.

Feudo che si rivelò non particolarmente produttivo, tanto che l’abate priore (avente titolo di Principe ecclesiale) nel 1666 optò per l’apertura di una zecca: quei luigini d’argento, stampati su entrambe le facce (San Benedetto da una parte e un simbolo relativo a Lerino dall’altra) furono però fortemente osteggiati dalla Chiesa, dai Savoia e da Genova (per citarne alcuni) e dopo soli 20 anni di attività la Zecca fu costretta a chiudere.

Di fronte al lusinghiero e pressante corteggiamento dei Savoia, i monaci finirono col liberarsi del borgo vendendolo per una cifra da capogiro ma l’atto di acquisto del Re di Sardegna non venne mai registrato.

Le omissioni che seguirono hanno contribuito ad accendere la diatriba e i seborghini – prima con il Principe Giorgio I e oggi con il Principe in carica – contestano l’automatica annessione allo stato italiano, dovuta alla fine della Monarchia.

Come dicevamo in apertura, il borgo, grazie ai collezionisti interessati a monete (valore luigino coniato nuovamente dal 1995 = 6 dollari statunitensi) e francobolli del principato (acquistabili a Palazzo del Governo), alle targhe automobilistiche che si aggiungono a quelle ufficiali, e a tutta una serie di bizzarrie legate alla presunzione di indipendenza (come la costituzione di un Governo formato da ben 9 ministri!) si è presto popolato di turisti, indubbiamente intrigati anche dal clima mite d’inverno e fresco d’estate che rende Seborga una meta per tutte le stagioni!

Passeggiando per le sue pittoresche stradine, tipiche dei borghi medioevali, ammirerete scorci stupendi, murales raffiguranti le gesta dei nove Cavalieri di San Bernardo (Templari), piazzette, locali, botteghe, architetture e monumenti di pregio come il trecentesco Oratorio di San Bernardo, la bellissima Chiesa Parrocchiale di San Martino (al cui interno sono racchiusi tesori d’arte dell’800) Palazzo dei Monaci (l’antica Zecca e tre delle quattro Porte di accesso alla città.

Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino -foto gentilmente concessa da Lorenzo Testa

Salendo su per la collina, si arriva alla Chiesa di Santa Giusta da cui si gode di una vista mozzafiato sul mare!

Ma Seborga saprà soddisfare anche il vostro palato: accomodandovi in uno dei tanti ristorantini degusterete prelibatezze tipiche (soprattutto coniglio, capra e pesce) condite con l’ottimo olio extravergine locale, acquistabile in uno dei tanti frantoi disseminati nel Principato e magari, tra una passeggiata e l’altra nei meravigliosi vicoli del borgo, con un pizzico di fortuna, incontrerete Principe Marcello I!

Come arrivare a Seborga

Seborga dista una cinquantina di chilometri da Imperia. Imboccate l’autostrada A10 fino all’uscita di Bordighera e da lì, percorrete la Provinciale 57 fino a destinazione.

Se preferite muovervi in treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bordighera.

Le chicche: la Direzione del Turismo rilascia un simpatico passaporto turistico: da veri turisti, non potete lasciarvelo sfuggire! Qualora foste a Seborga in agosto, vi consigliamo di non perdervi la “Festa Nazionale”, celebrata il giorno 20 in concomitanza della festa patronale, dedicata a San Bernardo!

Articolo redatto in collaborazione con Cinzia C.
Foto di copertina gentilmente concessa da Lorenzo Testa su Flickr

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1 commento

Travel upside down 15 Gennaio 2014 - 16:31

e’ bellissimo *-*

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