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Diario di viaggio: Tanzania – Marangu Route, Kilimanjaro

kilimanjaro nebbia
Questa volta Turista di mestiere vi porta in Tanzania, in un viaggio meraviglioso che porta fino al monte Kilimanjaro.

Viaggio in Tanzania

Periodo: 19-26 Agosto

Spostamenti: Andata: Egyptair Roma – Zanzibar (scali a Il Cairo e Dar Es Salaam – totale ore di volo 14). Ritorno: Egyptair Kilimanjaro International Airport – Roma (scali a Nairobi e Il Cairo – totale ore di volo 21). Muovendosi con anticipo esistono soluzioni molto più umane! Coastal Fast Ferries Ltd da Zanzibar a Dar Es Salaam; Pullman Dar Express Co. Ltd da Dar Es Salaam a Moshi.

Moneta della Tanzania:  scellini tanzaniani.

Diario di Viaggio: Tanzania e la scalata del Kilimanjaro

Estate 2013. Con Giacomo, fedele compagno di viaggio, decidiamo che sia arrivato il momento di vedere la tanto nominata Tanzania.

Durante le chiacchierate su cosa fare? cosa vedere? Giacomo, appassionato di montagna, mi guarda e mi fa: “Te la senti di scalare il Kilimanjaro?”.

Io, non sapendo bene di cosa stesse parlando, rispondo “E che problema c’è, vediamo come funziona l’escursione e andiamo!”.

Partono i preparativi. Le basi di partenza per le escursioni che ti portano sul Kilimanjaro sono Moshi ed Arusha, due cittadine situate nella Tanzania del nord in prossimità del confine con il Kenya.

Decidiamo di soggiornare a Moshi, dove arriviamo il 19 agosto, dopo un viaggio Dar Es Salaam – Moshi in autobus di 10 ore (Dar Express Co. Ltd, costo biglietto 30.000 scellini tanzaniani).

Solo una volta arrivati a Moshi scopriamo l’esistenza di una linea aerea lowcost africana chiamata Fast Jet che con 100$ ed un’ora di viaggio collega Zanzibar e Dar Es Salaam con il Kilimanjaro International Airport.

A Moshi soggiorniamo al Kilimanjaro Crane Hotel (prezzo $25 a notte per persona). Onestamente non lo consiglio perché l’albergo si presenta come un nobile decaduto e non vale il prezzo che si paga.

Una volta, sul terrazzo che permette la vista del Kilimanjaro, ad esempio, era presente un bar che ora è tristemente chiuso. Le stanze sono dotate di ventilatori e acqua calda (un lusso da quelle parti) però sono polverose, cosa che mi ha creato non pochi fastidi disturbando decisamente il mio sonno.

Per cena, la sera, andiamo in un bar vicino l’albergo, dove si mangiavano panini e piatti stile americano. Prezzi economici da fast food.

21 Agosto

L’indomani la cittadina di Moshi non si presenta molto affascinante. Punto di forza sono i negozi di souvenir e la visuale del Kilimanjaro in lontananza durante il pomeriggio, quando le nuvole sgombrano l’orizzonte. Veniamo catturati da due ragazzi tanzaniani che si offrono di farci da guide ma poi ci accorgiamo che in realtà vogliono solo portarci nel loro negozio (i venditori africani hanno l’abitudine di continuare a camminare con te mentre ti offrono la loro mercanzia!).

Un bar carino è lo Union Cafè (situato all’angolo tra Old Arusha Road e Selous Road, non lontano dalla filiale della NMB Nelson Mandela), dove si può assaggiare il caffè prodotto da un gruppo di coltivatori locali che hanno le loro piccole piantagioni ai piedi del Kilimanjaro.

Posso assicurare che il caffè è buono anche per noi italiani, anche se ammetto di non essere il più grande intenditore di caffè del mondo! Il bar inoltre offre un’escursione della durata di una giornata per visitare le coltivazioni ma non posso esprimere una valutazione attendibile poiché non abbiamo partecipato dato il tempo – scarso – a nostra disposizione.

La cucina tanzaniana non è molto varia: la scelta è sempre stata tra pesce o carne alla brace (ovviamente tutto sempre fresco) quindi, se decidete di visitare il paese, non aspettatevi una cucina come quella italiana.

Però è certamente da segnalare la carne alla brace e le patatine fritte del Chrisburger, con possibilità di avere anche il pacchetto take away. Nel pomeriggio incontriamo gli organizzatori dell’escursione per il pagamento anticipato (King of Kilimanjaro Expedition, costo $1.200, Marangu Route – abbiamo ottenuto lo sconto di $50 perché non abbiamo avuto bisogno del trasporto da/per l’aeroporto).

Una cosa importante da tenere a mente è che in Tanzania i pagamenti si fanno in contanti, quindi o si parte direttamente dall’Italia con i soldi necessari oppure bisogna calcolare con attenzione il numero di prelievi bancomat da effettuare per pagamenti di importi elevati come affrontato da noi per l’escursione (ovviamente in città non mancano i bancomat!).

La scena è stata da film con il sottoscritto, Giacomo e l’organizzatore seduti nella hall dell’albergo davanti ad un tavolinetto pieno di dollari e scellini tanzaniani senza nessuno che ci guardasse con sospetto: del resto lì le cose funzionano così!

L’itinerario scelto era la Marangu Route, soprannominato la Coca-Cola Route perché è il più popolare e non prevede particolari competenze tecniche, serve solo la forza di volontà!

Il nostro trekking durerà 6 giorni e 5 notti dormendo nei rifugi. La sera andiamo a cena al solito posto e ci prepariamo all’avventura per cui abbiamo attraversato mezzo mondo!

22 Agosto

Appuntamento alle otto in punto con colazione già fatta nella hall dell’albergo.

pesa attrezzature kilimanjaro

Pesa delle attrezzature prima di scalare il Kilimanjaro

dettaglio tappe kilimanjaro

Il dettaglio delle tappe della scalata

 

Arriva un pullmino e facciamo conoscenza con il team che ci accompagnerà nella settimana di cammino. Masai, capoguida, Beny, vice guida, un cuoco, un aiuto cuoco e due portatori.

Un consiglio: cercate di tenere bene a mente le persone che compongono il team e soprattutto il loro numero, perché alla fine dell’escursione si paga una mancia all’equipaggio e si corre il rischio di assistere al fenomeno della moltiplicazione dei membri.

La Marangu Route deve il suo nome alla piccola cittadina da cui inizia il cammino. Dopo circa 40 minuti di viaggio, arriviamo finalmente al Kilimanjaro National Park.

La temperatura è già cambiata: qui è molto più fresco e, se consideriamo che siamo ancora a 1.800 mt, non è esattamente un buon segno!

Il biglietto di ingresso al parco è compreso nel prezzo pagato all’agenzia quindi noi dobbiamo solamente aspettare lo svolgimento di tutte le attività burocratiche relative al trekking.

Tra queste, due in particolare: il momento emozionante delle firme sul registro di coloro che hanno provato ad effettuare la scalata del Kilimanjaro e la pesa delle attrezzature e degli alimenti portati nell’escursione.

Durante l’attesa, sale l’entusiasmo ed io che ho un’esperienza di trekking in montagna che, con un pizzico di bontà, voglio definire limitata, mi inizio a chiedere: “ma chi me lo ha fatto fare? ce la farò? morirò di freddo in Africa?”.

Giacomo mi vede un po’ agitato e senza dirmelo direttamente, cerca di incoraggiarmi! Studiamo i vari passi del percorso che, se tutto andrà bene, ci porterà in vetta.

Otteniamo uno sguardo benevolo da Hans Meyer, primo europeo a conquistare la vetta del Kilimanjaro, e poi partiamo!

 

selfie kilimanjaro

In posa prima di iniziare la scalta!

 

Inizia l’escursione sul Kilimanjaro

Forse sarà stata l’emozione ma, subito dopo aver varcato quella soglia, mi è sembrato cambiare tutto. Guidati da Beny partiamo, siamo nella rainforest, stiamo veramente iniziando questa escursione un po’ folle di cui abbiamo tanto parlato nei giorni precedenti!

La rainforest è molto umida e la camminata non si rivela particolarmente ricca di emozioni, a parte l’avvistamento di due blue monkeys che ci vengono indicate come segno benaugurante.

Dopo un’ora e mezzo ci fermiamo per la pausa pranzo e scopriamo il contenuto della lunch box che si rivela più che piacevole.

Coscia di pollo alla piastra, verdure fritte nella pastella, uova sode, succo di frutta, yogurt ed un dolcetto…mi aspettavo un pasto ben più misero!

Via si riparte con il cammino! Due ore ancora ed arriviamo al primo rifugio, dove non possiamo non scattare la classica foto souvenir! Appena arrivati bisogna registrare la propria presenza nel rifugio in modo da farsi assegnare una delle casette.

 

Mandara Huts kilimanjaro

Mandara Huts

 

Il letto è molto spartano, si tratta di un materasso posato per terra e di un cuscino, ovviamente nessuna coperta e quindi per passare le notti bisogna essere dotati di un buon sacco a pelo.

Le casette sono composte da quattro posti letto e vengono chiuse con un lucchetto di cui viene consegnata la chiave. Il tempo di un buon the caldo e popcorn (il primo di una lunga serie) e si riparte per una breve camminata al Maundi Crater a circa mezz’ora di cammino dal rifugio.

Se si è fortunati con il tempo, dal Maundi Crater si ha la possibilità di osservare in lontananza l’inizio del confinante Kenya. Ci troviamo a circa 2.700 mt di altitudine e la natura continua ad essere rigogliosa!

Un altro momento piacevole è la consegna di una ciotola di acqua calda per poterci sciacquare (a meno di essere dei temerari che osano farsi la doccia ghiacciata nei rifugi dove è prevista: sarà il max comfort che vi verrà offerto!).

Inizialmente l’idea di togliermi la maglietta mi ha lasciato un po’ perplesso, ma l’esempio di Giacomo mi ha incoraggiato ed il contatto con l’acqua calda mi ha rimesso in forze.

 

capanne kilimanjaro

Una delle capanne lungo la scalata

 

Ceniamo verso le sei di pomeriggio. Il menù che, con delle piccole varianti, si susseguirà nei giorni a venire è composto da una zuppa calda di vario tipo, carne alla brace o cotta insieme alle verdure che altrimenti vengono fritte, biscotti o popcorn e the caldo. Da bere, oltre al the, c’è l’acqua: avevamo letto sulla guida che sarebbe stato possibile acquistare delle birre ma non le abbiamo trovate.

Dopo cena abbiamo un incontro con le guide per le nostre impressioni e per ricevere qualche dritta su come affrontare il trekking. I segreti che ci vengono insegnati sono due:

  • Bere tanto, fino a 2-3 litri di liquidi al giorno, perché ci viene spiegato che stimolare la diuresi è un ottimo rimedio per contrastare il mal d’altura (che rappresenta il più grande ostacolo al raggiungimento della vetta);
  • “Pole – pole”, le parole magiche del Kilimanjaro, in italiano vuol dire “piano-piano”. Bisogna camminare lentamente, senza fretta, in modo tale da permettere all’organismo di adattarsi all’altitudine che a mano a mano aumenta.

Alle nove di sera siamo già dentro al sacco a pelo a dormire…

23 Agosto – Horombo Hut

Sveglia alle otto del mattino, una buona colazione (the caldo, biscotti, uova e wurstel e, una mattina, persino dei peperoni!) e si parte. Oggi la giornata si presenta più intensa: 5 ore di cammino in direzione Horombo Hut, 3.720 mt s.l.m..

La camminata è avvolta da una nebbia fittissima, sembra di camminare nel nulla. La vegetazione in questo tratto è molto più bassa ma comunque sempre rigogliosa.

Nel primo pomeriggio arriviamo al rifugio, totalmente avvolto nella nebbia. Come per il giorno prima, merenda a base di the e popcorn e poi due chiacchiere nella stanza, visto che nei rifugi non ci sono molte altre cose da fare. Nel pomeriggio, la bella sorpresa….si apre finalmente il cielo.

Facciamo la conoscenza dell’Uhuru Peak 5.895 mt s.l.m., meta finale del viaggio, e del Mawenzi, 5.149 mt s.l.m., uno degli altri due coni del Kilimanjaro, raggiungibile esclusivamente da arrampicatori professionisti.

Per me l’emozione più grande però è quando realizzo di essere sopra le nuvole: sembra di essere in aereo con la semplice differenza di essere… a piedi!!! Finalmente una giusta ricompensa per la fatica della giornata!

Curiosità della giornata: l’elettricità del rifugio è generata tramite pannelli fotovoltaici. Alle sei del pomeriggio cena con il nostro team e come al solito a dormire presto.

24 Agosto – Zebra Rock

Questa giornata è di acclimatamento e prevede l’andata e ritorno dallo Zebra Rock a circa 4.200 mt s.l.m., una conformazione rocciosa a cui l’acqua nel corso degli anni ha dato un colore bianco e nero.

Dallo Zebra Rock vediamo il percorso che andremo a percorrere l’indomani per raggiungere il Kibo Hut,un lungo percorso in una distesa pianeggiante desertica che ci porterà alla base dell’Uhuru Peak, ma non è ancora il momento di pensarci.

 

kilimanjaro

Spettacolo ad alta quota

 

L’acclimatamento va alla grande: non avvertiamo nessun problema! Ci godiamo il meritato relax e poi torniamo all’Horombo Hut. La giornata scorre senza grandi emozioni tra una partita a carte, una chiacchiera ed innumerevoli tazze di the caldo.

25 Agosto – Kibo Hut

Sveglia alle sette (ma vista l’ora a cui si va a dormire, non è un gran problema). Il programma della giornata prevede circa 5 ore di cammino per raggiungere il Kibo Hut a 4.750 mt s.l.m..

Il percorso da fare è quello ammirato ieri dallo Zebra Rock. Finalmente una camminata sotto il sole anche, se visto lo spazio aperto, il vento si fa sentire e non è molto piacevole.

Curiosità della giornata: sosta al “Last Water Point”, dopo il quale finiscono le fonti di acqua potabile sul Kilimanjaro (io onestamente non ho visto molta acqua neanche lì!).

Pausa pranzo a circa 1,5 km dal rifugio (peccato siano tutti in salita).

Fino a quel momento non avevo avvertito nessun problema, mentre nell’ultimo pezzo inizio ad accusare un forte mal di testa che mi fa pensare: “Ok è tempo di tornare indietro”, ma la guida mi dice di resistere che sono dolori temporanei e che passeranno rapidamente.

Effettivamente è così, dopo cinque minuti tutto torna alla normalità (le guide comunque al rifugio mi fanno bere acqua calda e limone per maggiore tranquillità).

Arriviamo nel primo pomeriggio e, per rilassarci, ci sdraiamo su una roccia per godere un po’ di calduccio sotto un bel sole. La guida ci avverte di usare la crema protettiva, visto che a quell’altezza il sole picchia e di tenere la testa coperta per evitare una potenziale insolazione.

Ora che anche questa meta è stata raggiunta, siamo tutti con la testa alla partenza della notte. Infatti il programma prevede che l’attacco alla vetta venga effettuato a mezzanotte e quindi ogni ora di sonno è importante, motivo per il quale mi “porto avanti con il lavoro” e vado a riposarmi subito dopo pranzo.

Solita cena alle sei e, subito dopo, in stanza, cala un silenzio anormale: tutti dormono o almeno ci provano, per arrivare preparati all’appuntamento più importante. Io, grazie al mio riposino pomeridiano, mi sento abbastanza fresco e mi metto a preparare il necessario da portare con me durante la camminata.

La cosa fantastica è sentire tutti i rumori della stanza: c’è chi si è addormentato subito e chi si gira e rigira; due fratelli si chiamano ogni 5 minuti per chiedersi “come stai?”. Ad un certo punto però capisco che la cosa migliore è abbandonare tutto e mi metto a dormire!

Leggi anche Safari in Tanzania ad agosto: 9 giorni in tour privato tra i più bei parchi del paese e due tappe per veri viaggiatori!

 

26 Agosto – Uhuru Peak

Questa giornata inizia in realtà alle 23 del 25 ma… fa niente! Colazione, bardatura contro il freddo, torcia in testa per vedere dove si va (anche se la notte è così luminosa da non renderla strettamente necessaria). Sono previste sei ore di cammino fino alla vetta. Primo punto da raggiungere è il Gilmans Point a 5.681 mt s.l.m.

La camminata è dura, perché si va in salita sulla ghiaia e quindi spesso si scivola indietro. La notte altera la percezione del tempo e quindi persino i minuti sembrano non  passare mai.

L’equilibrio a volte è un po’ precario, non so se per il terreno o per gli effetti dell’altitudine.

La ripresa dalle soste è la cosa più dura: ad un certo punto ho pensato di sentirmi male, però la determinazione a non mollare ha avuto la meglio!

Andiamo avanti con un po’ di fatica e dopo essere riusciti a superare una piccola parete finalmente il Gilman’s Point! Qui una meritata sosta anche se il freddo pungente mi fa chiedere alla guida di ripartire per cercare un punto più riparato. Unico dispiacere è l’abbandono da parte di Giacomo poco prima (rientrerà alla base insieme a Masai per poi ripartire e conquistare la vetta all’ora di pranzo).

Bany, la vice guida, rimane con me e si dimostra super premurosa. Trovato un punto più riparato, ci fermiamo di nuovo, beviamo, mangiamo cioccolato e frutta secca, accuratamente conservati per il momento di bisogno!

Ricominciamo a camminare per conquistare anche lo Stella Point 5.745 mt s.l.m. Bany mi chiede se mi voglio fermare ed io rispondo “ormai ci siamo quasi”, ingannato da quello che mi avevano detto le persone incontrate (in realtà mancava ancora un’ora di cammino!).

Lungo la strada incrociamo altri escursionisti che, dopo aver conquistato la vetta, mi dicono “forza resisti che manca poco!”. Quando arriviamo in uno spazio aperto e siamo vittime del vento freddo che ci schiaffeggia, proprio nel momento in cui mi chiedo il senso di tutta quell’avventura, siamo in vetta!!!

5 giorni di fatica, freddo,  polvere e quasi 100 km percorsi tra andata e ritorno ma ce l’ho fatta: alle 5 e mezzo del mattino ho raggiunto la vetta!!! Foto souvenir a rischio dati i problemi di Bany nel centrare l’obiettivo, ma alla fine ce la facciamo!

 

Uhuru Peak

Uhuru Peak

 

Rimaniamo in vetta altri 20 minuti, di più non si può per il freddo, ma ho il tempo di vedere l’alba, uno spettacolo che merita!

Parlando anche con altri ragazzi italiani abbiamo notato che per la camminata finale le guide hanno lasciato a noi la scelta del ritmo di camminata quindi, se deciderete di andare anche voi, concordate di impiegare circa 6 ore perché altrimenti rischierete di arrivare in cima con il buio (e dato il freddo pungente non potrete aspettare l’alba) oppure di arrivare a giorno già fatto!

Iniziamo la ridiscesa al Kibo Hut dove arrivo verso le otto di mattina. Salutato Giacomo crollo sul letto fino a mezzogiorno. Una volta sveglio, pranzo ed inizio il rientro all’Horombo Hut, dove aspetto il rientro di Giacomo, stanco ma vittorioso, che avverrà verso le sei di pomeriggio.

 

alba sul kilimanjaro

Una strepitosa alba sul Kilimanjaro

 

27 Agosto – Ridiscesa

Uniche due cose da segnalare della giornata sono:

  • il festeggiamento della conquista della vetta con il team, intonando le canzoni di rito (riporto sotto i testi, ho cercato di capirne il significato più volte ma non ce l’ho fatta!) che termina con il pagamento della mancia (che, volendo, può anche essere concordata ad inizio escursione con l’organizzatore);
  • ottenimento del certificato del Tanzania National Parks del raggiungimento dell’Uhuru Peak.

Canzoni Kilimanjaro
Canzone num. 1
Jambo jambo bwana habarigani? Nzuri sana x 2 volte
Wageni wakaribishwa Kilimanjaro hakuna matata x 2 volte
Ukienda Mandara hakuna matata
Ukienda Horombo hakuna matata
Ukienda na Kibo hakuna matata
Ukienda na Uhuru hakuna matata
Ukirudinageti hakuna matata

Canzone num. 2
Kilimanjaro – Kilimanjaro – Kilimanjaro mlima mrefusana!
Na Mawenzi – Na Mawenzi – Na Mawenzimlima mrefusana!
Ewe nyoka – Ewe nyoka – Ewe nyoka Ewe nyoka mbonawa – nizunguka?
Wanizunguka, wanizunguka, wanizunguka watakakunila nyama?

 

Info tecniche sul parco

Il Kilimanjaro con i suoi 5.895 mt s.l.m. è la montagna più alta dell’Africa ed uno dei più alti vulcani del mondo.

Questo massiccio vulcanico si erge splendido sopra le circostanti pianure, con la sua cima innevata minacciosa sopra la savana.

La sua formazione geologica è da far risalire al primo Pleistocene, circa un milione e mezzo di anni fa. All’inizio dei tempi l’attività vulcanica della montagna era concentrata in alcune zone specifiche, i tre crateri: Shira, Kibo e Mawenzi.

Questi si svilupparono nel tempo separatamente, ma poche centinaia di migliaia di anni fa avevano tutte e tre un altezza superiore ai 5.000 mt.

Ad oggi l’unico cratere rimasto attivo è quello del Kibo, anche se l’ultima eruzione è avvenuta 100.000 anni fa. Le eruzioni del Kibo hanno coperto il cratere di Shira, creando la pianura denominata “Shira Plateau” e la vicina distesa di lava pianeggiante chiamata “The Saddle” verso il Mawenzi.

L’Uhuru Peak (5.895 mt s.l.m.) è la cima più alta del Kilimanjaro, ed è una delle poche a poter essere raggiunta facilmente dai trekkers, con la giusta preparazione fisica ma senza bisogno di corde o assistenza tecnica.

Invece il punto più alto del Mawenzi, l’Hans Meyer Peak (5.149 mt s.l.m.), come tutti gli altri punti nelle vicinanze, non può essere raggiunto dai trekkers, è raramente scalato e solo da alpinisti esperti.

Il monte Kilimanjaro e le foreste circostanti sono stati dichiarati una riserva di caccia dal governo coloniale tedesco all’inizio di questo secolo, per essere successivamente dichiarati riserva forestale nel 1921.

Alcune parti dell’area sono state classificate come parco nazionale nel 1973. L’area è stata inserita all’interno del World Heritage nel 1987. L’origine del nome “Kilimanjaro” è ancora avvolta nel mistero.

In Kiwashili la parola kilima letteralmente significa “piccola collina, mentre –njaro significa “magnificenza”. L’ultima parola in Kichagga, il linguaggio delle persone istruite che si sono stabilite intorno alle pendici della montagna, ha anche il significato di “carovana”.

Invece in accordo con la mitologia antica Njaro era il nome di uno spaventoso demone che si credeva abitasse la vetta della montagna. Ultima interpretazione quella della gente Waswahili, conducenti delle carovane per secoli, i quali con la parola kilimajyaro indicano “punto di riferimento”.

 

Il clima sul Kilimanjaro

Da un punto di vista climatico l’ecosistema del Kilimanjaro presenta due stagioni delle piogge (quella corta e quella principale) intervallate da due periodi secchi più lunghi.

Le condizioni meteorologiche sulla montagna sono ovviamente condizionate dalle stagioni, ma anche dal versante sul quale ci si trova e dall’altitudine. Come regola generale, la temperatura diminuisce di circa 1°C ogni 200 mt di incremento dell’altitudine.

Gennaio, Febbraio e Marzo sono i mesi più caldi, senza nuvole e con piccoli temporali.

Aprile fino metà Giugno sono i mesi della stagione principale delle piogge. La temperatura è ancora relativamente calda, ma enormi nuvole riducono drasticamente la visibilità. In questo periodo la media mensile delle precipitazioni può raggiungere facilmente 200 mm durante 20 giorni piovosi.

Fine Giugno ad Agosto rappresenta la stagione secca più lunga dell’anno. La notte può essere molto fredda, ma il cielo è completamente limpido sopra i 3.000 mt di altitudine.

Settembre ed Ottobre offrono ancora delle giornate calde ma con gruppi di nuvole umide che avvolgono l’intera montagna, lasciando solo la vetta ed altre cime distanti ad ergersi visibili.

Novembre e Dicembre sono i mesi della stagione corta delle piogge, quando temporali pomeridiani regalano improvvise ed abbondanti docce all’aperto.

Altri itinerari possibili

1. parte dal lato nord – est e si ricongiunge alla Machame Route;
2. Machame Route: l’itinerario più scelto in questo momento. Si presenta più impegnativo da un punto di vista fisico rispetto alla Marangu Route ed ha anche una durata superiore di giorni, al fine di garantire un migliore acclimatamento. Si dorme in tenda;

3. Lemosho Route: è l’itinerario più lungo e si congiunge alla Shira Route;
4. Shira Route: percorso di congiunzione tra la Lemosho Route e la Machame Route;
5. Umbwe Route

Qualunque sia l’itinerario scelto tutti i trekkers devono essere registrati in uno dei tre gate di partenza: Marangu, Machame o Londorossi, dove vengono consegnati i permessi di ingresso.

Il quartier generale del parco è al Marangu Gate, ed è l’unico posto in cui al momento della ridiscesa verrà consegnato il certificato riportante il raggiungimento dell’Uhuru Peak o del Gliman’s Point…ma solamente se realmente raggiunti!

Attrezzatura tecnica consigliata per la scalata del Kilimanjaro

1. Scarpe da trekking;
2. Calzini caldi;
3. Ghette;
4. Pantaloni leggeri per i primi giorni di cammino;
5. Pantaloni caldi per la camminata di notte;
6. Calzamaglia;
7. Magliette termiche maniche corte;
8. Magliette termiche maniche lunghe
9. Micropile;
10. Pile;
11. Giacca a vento;
12. Occhiali da sole;
13. Zuccotto di lana;
14. Cappello con visiera;
15. Crema protettiva;
16. Bacchette da camminata;
17. Guanti invernali;
18. Sacco a pelo.

IMPORTANTE: Dal 1° giugno 2019 vige il divieto per i viaggiatori introdurre nel paese buste di plastica. Fanno controlli a campione nei bagagli quindi evitate di portarne con voi!

 

Visto per la Tanzania (aggiornato 2019)

E’ necessario il passaporto con validità residua di 6 mesi e due pagine libere per l’applicazione del visto.

Il visto viene ANCORA rilasciato in aeroporto all’arrivo (50$). Abbiamo ricevuto notizie discordanti sulla modalità di pagamento. Alcuni sono stati obbligati  a pagare in contanti altri con carta di credito quindi dotatevi di entrambi per evitare disguidi.

E’ già operativo però il sito per la richiesta online (a breve, terminato il periodo di rodaggio, sarà l’unica modalità consentita).  Si compila il modulo online, si pagano 50$ e si ottiene via mail un codice a barre (Visa Grant Notice) che dovrà essere presentato all’arrivo in aeroporto. Solo alla presentazione di questo codice all’immigrazione verrà rilasciato il visto vero e proprio, quindi si può fare la domanda online anche con largo anticipo visto che la validità del visto (90 giorni) inizia solo dalla data di emissione (e cioè all’arrivo in aeroporto). Tempi di rilascio: in media 5 giorni. P.S. ciascun viaggiatore dovrà compilare e pagare una richiesta di visto, non esistono domande cumulative (es. per le famiglie).

In alternativa, si presenta la domanda presso l’Ambasciata di Tanzania a Roma (Viale Cortina d’Ampezzo, 185) o presso il Consolato a Milano Consolato a Milano (viale Piceno 5) consegnando questo modulo compilato, il passaporto, una fototessera e fotocopia del biglietto di ritorno o della conferma di volo.  Con questa modalità, il visto viene applicato subito sul passaporto e quindi la validità (90 giorni) parte immediatamente. Tempi di rilascio: 3-5 giorni lavorativi. Pagamento: 50€ (anche questo online o via bonifico, dettagli qui). Se non potete recarvi personalmente, dovrete spedire tutto, compreso il passaporto in originale, via raccomandata e allegare alla pratica copia dell’avvenuto pagamento.

 

Che vaccini fare per la Tanzania?

Nessun vaccino è obbligatorio. Sebbene, data l’altitudine, l’area sia a rischio ridotto rispetto a quelle a livello del mare, si consiglia la profilassi antimalarica con assunzione di Malarone o Lariam.
Articolo redatto da Federico Immordino

tutti gli scatti di questo reportage sono gentilmente concessi da Federico Immordino. I diritti sono riservati all’autore

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14 commenti

PAOLO MORANDINI 29 Luglio 2022 - 16:41

Ciao Monica,
Anch’io vorrei andare sul Kilimanjaro senza appoggiarmi alle agenzie molto care che si trovano.
riesci gentilmente a girarmi qualche contatto?
Grazie mille

Rispondi
Monica Nardella 2 Agosto 2022 - 16:49

Ciao Paolo, scusa il ritardo, ti ho appena mandato la mail!

Rispondi
Fabio Stomaci 13 Gennaio 2018 - 17:32

Ciao Monica,
sono Fabio Stomaci da Lecce, ormai manca poco alla partenza 19 febbraio 2018, leggendo il tuo diario ho preso spunto e mi sono rivolto all’agenzia king ok kilimangiaro.
Sicuramente al ritorno ti girerò il mio diario in modo che se lo ritieni opportuno sarà utile per altri viaggiatori solitari.
Dopo la scalata mi rimango 7 giorni che vorrei spendere per un safari, se hai qualche dritta da darmi a chi rivolgermi, sono tutto orecchie.
Buon viaggio

Rispondi
Monica Nardella 13 Gennaio 2018 - 18:32

Ciao Fabio, accoglierò con entusiasmo qualunque aggiornamento vorrai darci sulla tua esperienza e che potrà essere utile ad altri viaggiatori! Ahimè non saprei darti dritte per il safari… spero che qualche lettore più “ferrato” possa esserti d’aiuto! Buonissimo viaggio!

Rispondi
Stomaci Fabio 8 Agosto 2017 - 11:45

Ciao Monica, sono Fabio Stomaci (Salento),
dopo aver letto la tua esperienza attinente la scalata del kilimangiaro mi sono deciso ad avventurarmi.
Erano anni che la rinviavo, mi chiedevo se anche a ma mi potresti consigliare una guida o agenzia qualità/ prezzo abbordabile ed affidabile.
Non sono un montanaro ma sono testardo quindi mi affido a te per qualche consiglio.
In attesa di una tua risposta ti porgo i miei saluti .
DIMENTICAVO: Programmavo di partire tra fine febbraio primi di marzo

Rispondi
Giovanni 13 Maggio 2017 - 11:34

Ciao Monoca, sono Giovanni, anch’io sto organizzando la salita al Kili in Agosto, vorrei avere qualche dritta su costi/agenzie da contattare. Da quanto vedo la Marangu è più corta e più battuta, mentre la Machame risulta più lunga e più tosta visto che si dorme in tenda, ma più scenografica e meno commerciale, per cui sarei più propenso per la seconda. Ti ringrazio!

Rispondi
Monica Nardella 17 Maggio 2017 - 15:08

Ciao Giovanni, posso passare la tua richiesta al mio amico che è stato sul Kili, chiedendo se ha contatti per la salita meno gettonata!

Rispondi
michela 10 Maggio 2017 - 11:58

Ciao! Anke io sto cercando di organizzare la salita del Kilimanjaro, se avete qualche contatto di un’agenzia valida ad arusha o a Moshi mi potete scrivere, quella citata in questo articolo non ha piu un sito quindi credo non esista piu….
grazie mille
michela

Rispondi
Monica Nardella 17 Maggio 2017 - 15:19

Ciao Michela, mi hanno segnalato https:// www. tanganyika .com /it/ e http: // www. leopard-tours .com/. Chiaramente sono due suggerimenti di persone che le hanno sperimentate ma in questo caso faccio solo da “messaggero” (pur fidandomi delle segnalazioni).

Rispondi
Ylenia Pecoraro 6 Aprile 2017 - 19:05

Ciao monica! Sono Ylenia e sto organizzando un viaggio in Tanzania con altre 3 persone. Pensiamo di fare il Kilimangiaro e poi ngorongoro e serengeti. Non ci piacciono i viaggi organizzati ma ho letto che sul kili la guida è obbligatoria. Hai qualche contatto anche per me?? Grazie mille.
Ylenia

Rispondi
Eleonora Maria Viganò 26 Marzo 2017 - 14:31

Salve! Il 4 agosto parto per la Tanzania per un mese in solitaria. Vorrei organizzare il trekking sul Kilimanjaro e vorrei capire a chi rivolgermi senza spendere un patrimonio (ma nemmeno con cifre ridicole a rischio sicurezza) e unendomi ad altri viaggiatori.

Grazie,
E.

Rispondi
Monica Nardella 2 Aprile 2017 - 22:29

Ciao Eleonora ti scrivo in privato un contatto che ti sarà utile!

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Alice Silvestro 29 Maggio 2017 - 18:30

Ciao Monica! sono Alice e anch’io avrei le stesse richieste di Eleonora: siamo in 3 amici che vorrebbero fare il trekking sul Kilimangiaro, ma non abbiamo un patrimonio da spendere. Hai dei contatti SICURI, ma ECONOMICISSIMI da darci?
Grazie mille in anticipo
Alice

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Monica Nardella 29 Maggio 2017 - 21:32

Ciao Alice, ti mando una mail con il contatto della persona che è stata sul Kili e che potrà fornirti qualche ulteriore dritta!

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