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Diario di viaggio: Baja California Sur (Messico)

Alrededores de La paz Baja California Sur
Non tutti sanno che la penisola della Baja California fa parte del Messico, e si estende placidamente per oltre mille chilometri tra l’Oceano Pacifico e il cristallino Mar de Cortez.

Baja California Sur

La sua porzione meridionale, Stato della Baja California Sur, ha come capitale La Paz e riserva ai suoi visitatori una calda accoglienza e paesaggi mozzafiato. Da tempo desideravo visitare il Messico e quando quest’anno ne ho avuto l’occasione, ho scelto di optare per un itinerario meno battuto dal turismo, che d’estate si concentra prevalentemente nello Yucatan.
Detto fatto, abbiamo prenotato un volo con l’opzione più destinazioni su Expedia; questo ci ha permesso non solo di visitare Città del Messico (merita un diario tutto per sé!) ma anche di risparmiare rispetto all’acquisto dei singoli voli. È importante sapere che una delle meraviglie della Baja California è costituita dalla possibilità di osservare da vicino le balene, che da gennaio a marzo si avvicinano numerose alle coste in tutta la loro maestosità. Agosto quindi non è il mese indicato per chi volesse dedicarsi agli avvistamenti di questo tipo ma, a mio avviso, riserva vantaggi da non sottovalutare:
– Siamo nella stagione secca per cui le temperature sono alte e non c’è traccia di pioggia o uragani (che arrivano in versione soft solo a inizio settembre). Gli amanti dell’estate nuda e cruda non hanno nulla da temere!
– Ad agosto in Baja è bassa stagione, il che significa prezzi ridotti per gli hotel e scampato pericolo turisti-in-ogni-dove. In particolare, viaggiando in questo periodo, eviterete l’invasione invernale dei “gringos” che sorvolano il Paese per darsi appuntamento a Los Cabos.
Alrededores de La paz

Alrededores de La paz, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

La Paz è raggiungibile con un volo di appena due ore da Città del Messico, rispetto a cui si trova a -1 h (-9 h rispetto all’Italia); segnaliamo la compagnia low cost messicana Volaris: consigliataci, testata e approvata!
L’aeroporto dista solo pochi chilometri dalla città e noi abbiamo scelto di ritirare qui, appena atterrati, la nostra auto. Dopo un attento confronto di preventivi la nostra scelta è ricaduta su Fox, che si è rivelata essere la compagnia più vantaggiosa e dotata di uno staff molto cordiale.
Suggerimento: Per pochi dollari in più l’assicurazione casco vi eviterà di dover sborsare cifre sconsiderate in caso di danni, benché minimi, e vi assicurerà assistenza stradale sempre e comunque (ammesso che ci sia una rete con cui chiedere soccorso!).
Perché affittare una macchina? Per la bellezza del paesaggio, la sicurezza delle strade e il modo in cui le località sono dislocate è senza dubbio il mezzo migliore con cui spostarsi.
Noi abbiamo optato per un’economica durante i primi giorni di soggiorno, quando ci siamo limitati a esplorare i dintorni di La Paz, ed un 4×4 per il resto del viaggio, in modo da assicurarci massima libertà di movimento su sterrati e tratti sabbiosi.
 
Alrededores de La paz, Baja California Sur

Alrededores de La paz, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

 
Quello della Baja California Sur è uno stato tranquillo e lontano da qualsivoglia stereotipo di turbolento e pericoloso Messico. Una volta qui noterete subito i ridicoli limiti di velocità –rispettati alla lettera dai conducenti– e una costante presenza di polizia, incaricata di garantire al turismo quella sicurezza indispensabile per confermarsi risorsa primaria del Paese.
Info utile: quando guidando per il Messico incrocerete il segnale con la dicitura 4 ALTO, significa che la precedenza spetta al primo che arriva.
 
La Paz, Baja California Sur

La Paz, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

La Paz

La Paz è una cittadina colorata, non  esattamente una località di villeggiatura, dove convivono i segni di un paese ancora in via di sviluppo e spiagge mozzafiato.
Il Malecon, bellissimo lungomare della città, all’alba e al tramonto si popola di runner, famiglie e coppiette desiderose di godersi il fresco e il panorama.
Una miriade di bar e ristorantini offre l’imbarazzo della scelta in quanto a pasti, il pesce è abbondante e fresco e viene abilmente integrato nei tipici piatti messicani come i tacos. Per non sbagliare chiedete sempre consiglio al proprietario del vostro albergo, saprà indirizzarvi sul locale con i prodotti più freschi.
Il B&B da noi scelto è il Casa Verde Inn, di proprietà di una coppia italiana felicemente trasferitasi da 10 anni in Baja California; grazie alla cura per i dettagli e alla disponibilità di Cinzia e Roberto, Casa Verde ci ha regalato un  soggiorno perfetto. 
Nei dintorni di La Paz, raggiungibili in circa 30 minuti di auto, ci sono numerose spiagge in cui godersi interminabili ore di mare. Qui è comune che ogni spiaggia sia dotata di palapas, larghi ombrelloni di foglie di palma gratuiti e a disposizione di tutti.
Anche in questo periodo di gran caldo, prima che la scuola riapra, i messicani amano trascorrere giornate intere al mare con la famiglia, e lo fanno in modo molto ‛caratteristico’. 
Generalmente parcheggiano il loro 4×4 (che sta alla Baja come lo scooter sta a Roma) il più vicino possibile alla postazione prescelta e ne tirano fuori con massima naturalezza gazebo montabili, tavoli, sedie e borse frigo XXL grazie a cui si rifocillano in allegria per svariate ore.
I nuclei familiari sono spesso numerosi e musica-dotati! Il quadro è bizzarro ma non fastidioso in quanto l’ampiezza delle spiagge garantisce a tutti massima tranquillità e relax. 
 
Playa Balandra, La Paz, Baja California Sur

Playa Balandra, La Paz, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

Le prime spiagge che si incontrano uscendo dalla città sono quelle meno incontaminate e meno belle, es. El Tesoro, potrei invece definire senza esitazione El Tecolote e Playa Balandra come le migliori. La prima è fornita di diversi ristorantini semplici ma “efficaci”, la seconda è una meravigliosa e immensa piscina naturale circondata da bellissime calette raggiungibili in kayak. Qui potrete anche ammirare la celebre roccia chiamata El Hongo, il fungo.
 
Playa Balandra, La Paz, Baja California Sur

Playa Balandra, La Paz, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

Info utile: se vi capita di arrivare in spiaggia di primo mattino e siete tra i primi o i pochi a fare il bagno, entrate in acqua con cautela perché le razze si riscaldano a riva perfettamente mimetizzate col fondale. Un trucco è quello di infilare il piede di punta nella sabbia, in modo da sollevare eventuali razze piuttosto che calpestarle ed evitare così spiacevoli punture.
 
Playa El Tecolote, La Paz, Baja California Sur

Playa El Tecolote, La Paz, Baja California Sur foto | Giulia Bruno

Playa El Tecolote, La Paz, Baja California Sur

Playa El Tecolote, La Paz, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

Per mescolarvi ai “rituali” locali, come piace tanto fare a noi, di ritorno dal mare potrete fermarvi ad osservare il tramonto in uno dei due barettini all’imbocco della città: scegliete il vostro tavolino e sorseggiate una fresca agua de coco. A bevuta ultimata, un ragazzo taglierà a metà la vostra noce di cocco e ve la riporterà per gustarla alla locale: succo di lime, chile e salse con ogni possibile gradazione di piccantezza.
Imperdibile per chi si avventura nella Baja California Sur è una visita a Isla Espíritu Santo.
Questo isolotto scoperto da Hernán Cortés, era in passato una vera e propria ‛miniera’ di perle ed oggi l’UNESCO ne tutela ecosistema e biodiversità.
 
Isla Espirito Santu, Baja California Sur 

Isla Espirito Santu, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

Nonostante le numerose compagnie che effettuano tour sull’isola, l’afflusso di turisti è regolamentato attentamente e le guide pongono massima attenzione al rispetto delle regole.
In cambio questo luogo magico vi offrirà acque cristalline e colori meravigliosi; le rocce sembrano essere scolpite per sorprendere il viaggiatore e strati di colate laviche si alternano creando surreali composizioni che si riflettono nel mare.
La colonia dei leoni marini è una sosta obbligata: potrete osservarli mentre prendono pigramente il sole e allattano i loro cuccioli; senza difficoltà riuscirete inoltre ad avvistare delfini, razze e squali balena. 
Noi abbiamo optato per una gita in giornata con Espiritu&Baja (www.espiritubaja.com.mx), ottimo il rapporto qualità/prezzo; le tariffe generalmente includono attrezzatura per lo snorkeling e pranzo in spiaggia (nel nostro caso un ottimo e freschissimo ceviche!).
Per chi avesse più tempo a disposizione esiste la possibilità di pernottare in tenda sull’isola per 2 o più giorni, ma la spesa in questo caso si alza notevolmente.
Isla Espirito Santu, Baja California Sur

Isla Espirito Santu, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

Isla Espirito Santu, Baja California Sur

Isla Espirito Santu, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

tutti i diritti sono riservati
 
Dopo 4 giorni con base a La Paz, il nostro viaggio è proseguito in direzione Todos Santos!

Todos Santos

Ritirata la nostra Jeep e dopo esserci affacciati sino al piccolo agglomerato di El Sargento (se ci passate non perdete la papa rellena del ristorante Las Palmas e salutatemi Cristobal!)  abbiamo imboccato la Carretera 19, che taglia la penisola da costa a costa… come sempre in mezzo ai cactus!
Durante i miei attenti studi pre-partenza avevo sempre letto di Todos Santos come di un luogo in cui sostare mezza giornata o poco più.
L’ho trovato invece un posto ideale in cui fermarsi un paio di giorni, per godersi la calma che questo periodo concede e lente passeggiate tra viuzze ordinate e negozi di artigianato.
Rispetto a La Paz, Todos Santos risente della vicinanza di Los Cabos, e ha imparato a presentarsi in maniera più ‛appetibile’ per gli stranieri. Non l’ho trovato un luogo costruito ma un’oasi di pace in cui diversi italiani hanno scelto di stabilirsi per iniziare una nuova vita.  
Abbiamo alloggiato al Todos Santos Inn (www.todossantosinn.com), una dimora storica di grande atmosfera; di sicuro non è una soluzione low cost ma vi assicuriamo che per una cifra più che ragionevole sosterete in un luogo meraviglioso e curato nei minimi dettagli. 
Anche qui potrete trascorrere lunghe giornate di mare, in pochi minuti di macchina è infatti possibile raggiungere il paesino di El Pescadero, rinomato per l’ottimo pesce, e la località di Los Cerritos con le sue immense spiagge bagnate dall’Oceano.
A voi la scelta tra spiaggia libera, beach club e scuola di surf… con un occhio ai prezzi dei menù perché dove arriva il gringo in genere arriva anche la fregatura per i turisti! Ricordate che qui il mare è Oceano aperto, con grandi onde improvvise e forti correnti!
 
Todos Santos, Baja California Sur

Todos Santos, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

Los Cabos

Lasciata Todos Santos siamo ripartiti in direzione Los Cabos; abbiamo scelto di non visitare Cabo San Lucas ma di limitarci a tagliarla rapidamente per poi effettuare una sosta funzionale a San Josè del Cabo.
Queste due località, chiamate comunemente Los Cabos e collegate dallo scorrevole Corredor, sono le mete preferite – e nella maggior parte dei casi le uniche mete conosciute – dai “gringos”.  
Cabo è un pezzo di non-Messico costruito a misura di turista statunitense medio; l’ho osservata velocemente attraverso il finestrino dell’auto e non ho trovato alcun motivo per fermarmici, provando più che altro una sensazione di squallore e tristezza.
San Josè, nonostante sia in larga parte occupata da lussuose catene alberghiere, si presenta molto pulita e ordinata e conserva un piccolo centro coloniale con la Chiesa della missione e il caratteristico impianto a scacchiera.
A los Cabos tutto cambia, soprattutto le persone, da un lato preparate a relazionarsi col turista ma dall’altro prive di quella spontaneità e sincera cordialità riscontrata sulla costa di La Paz.
La nostra sosta qui è servita per spezzare il viaggio e prepararci all’ultima e più selvaggia parte dell’itinerario. La verità è che non vedevo l’ora di andarmene, in un posto come il Messico la vita da mega hotel non fa per me!
Qui, i pochi turisti presenti non sono più la famiglia messicana alla scoperta di Isla Espiritu Santo, né la coppia di italiani che con tanto di bimbo a seguito macina chilometri per amore del viaggio.
Incontrerete perlopiù statunitensi sovrappeso che ingurgitano fries ammollo in piscina e incapaci anche di pronunciare un banalissimo gracias.
Tappa finale: Parco Nazionale Cabo Pulmo.
 
Parque Marino Cabo Pulmo, Baja California Sur

Parque Marino Cabo Pulmo, Baja California Sur – foto | Giulia Bruno

Parco Nazionale Cabo Pulmo

Da Los Cabos potrete raggiungerlo seguendo 3 diversi percorsi, molto o per niente agevoli; noi ovviamente –e un po’ per caso– abbiamo scelto lo sterrato folle nel mezzo del nulla.
Avvistati: falchi, lepri, road runner (ebbene sì, proprio quello di Willy il Coyote! Sappiate che è molto più piccolo di quanto non stiate immaginando ma corre come nel cartone animato!).
Fortunatamente la nostra auto non ha mai dato segno di cedimento nonostante l’interminabile gincana che ha particolarmente divertito Andrea, il mio ragazzo nonché pilota ufficiale.
Io ho più che altro provato a documentare il tutto; le soste per immortalare il panorama desertico e i cactus scultorei sono state numerose nonostante il caldo soffocante.
Info utile: Portate sempre con voi un cappellino, tanta acqua e qualcosa di secco da sgranocchiare, nelle zone più isolate capita che i cellulari perdano completamente il campo e in caso di inconvenienti è meglio essere attrezzati.
Cabo Pulmo è oggi una riserva naturale protetta, grazie all’impegno dei suoi pochi abitanti e all’intervento dell’UNESCO; selvaggia, semplice, tranquilla.
Se decidete di sostare qui preparatevi ad affrontare una sorta di camping e a tirar fuori una buona dose di spirito di adattamento. 
A Cabo Pulmo troverete poche stradine polverose, 5 punti di ristorazione e i servizi base per il vostro soggiorno, tra cui un paio di compagnie con cui effettuare escursioni e snorkeling.
Non aspettatevi alcun tipo di lusso ma, al contrario, mostrate il vostro lato più elastico! Non c’è corrente elettrica e bisogna porre attenzione a ridurre al minimo i consumi (zero phon!) per rientrare in quanto messo a disposizione da pannelli solari e generatore. 
Le strutture ricettive sono molto semplici e letteralmente immerse nella natura. Se dormite in una capanna dal tetto di paglia e con una porta-per-modo-di-dire –che per altro qui si usa lasciare aperta perché non ci sono chiavi!– aspettatevi di condividere la camera da letto con gechi, falene, e qualche curiosa cucaracha… 
Se la cosa disturba il vostro sonno –sì, siamo stati messi a dura prova anche noi!- potrete andare ad aspettare l’alba in spiaggia e scoprire che qui tutti dormono all’aperto, trascinando fuori casa i materassi per godersi il fresco e il cielo stellato! 
Lo spettacolo del sole che sorge è accompagnato da un altrettanto spettacolare ritirarsi della luna che, enorme, scompare dietro le montagne alle vostre spalle.
Con il sole arriveranno anche i pellicani, che si tuffano in picchiata nell’acqua per pescare, i granchietti che corrono veloci sulla sabbia e l’odore di tortillas. Ripartiamo per tornare indietro fino all’aereoporto di Los Cabos, questa volta sulla carretera asfaltata, zittiti da una tristezza che solo l’idea di una sosta a D.F. riesce a contenere.
È difficile determinare fino a quando la Baja California Sur conserverà la sua vera natura. Tutte le zone costiere, per la loro appetibilità, sono infatti state prese di mira da uno sconsiderato piano di sviluppo al momento arginato dalla crisi economica; lo stesso Stato messicano ha messo in vendita innumerevoli lotti di terra che rischiano di tramutarsi nel giro di pochi anni in hotel-caserma e campi da golf per cui è necessario importare l’acqua! Un motivo in più per partire presto in direzione BCS!
E se foste frenati da errati luoghi comuni sappiate che noi abbiamo assassinato il decalogo delle cose da-non-fare-assolutamentescoprendo così che il ghiaccio era molto rinfrescante (soprattutto frullato nei margaritas), la frutta e le verdure gustose anche con la buccia, e il messicano in cerca di un passaggio in macchina un divoratore di Divina Commedia e Umberto Eco! Non vi basta?  Qui salutano sempre con un Hasta Luego e mai con un Adiós!
Articolo redatto da Giulia Bruno

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3 commenti

aurora andreotti 24 Luglio 2016 - 15:40

Cara Monica, belle le tue descrizioni però permetti un paiio di osservazioni:
Cos’è questa idiosincrasia per i turisti? Non lo sei stata anche tu? Be’, gli altri possono avere lo stesso tuo desiderio, no?
Sento odore di anti-americanismo. Per applaudire a ciò che ci piace, c’è bisogno di screditare chi non la pensa come noi? Tutti, chi più chi meno inseguiamo le comodità, anche tu, non credo che ti entusiasmerebbe fare a meno di rete, di webcam, di macchina ecc. Si emulano i paesi più progrediti , eppure c’è sempre qualcuno che si alza ad inveire contro chi ha fatto da battistrada, ovviamente anche nel suo interesse. Secondo me dispiace solo che altri possano usufruire del progresso, meglio per noi se rimangono semplici e ‘nature’, o che non se ne avvantaggino troppo, loro, cosìcché noi ci possiamo godere entrambe le condizioni in contrapposizione. Mi sto sbagliando? Spero di sì, ma facci un pensiero. Con simpatia

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Monica Nardella 26 Luglio 2016 - 19:18

Cara Aurora, l’articolo è a firma di Giulia (come puoi vedere alla fine del pezzo) e quindi le riflessioni in esso riportate, sono nate dall’esperienza vissuta nel viaggio da lei, non da me. Conoscendola però, mi sento di dire che è una viaggiatrice che ama vivere un luogo esattamente come fosse una local, senza alcuna presunzione di superiorità o desiderio che la popolazione ristagni nell’ignoranza e/o in una condizione “nature” per godere della “contrapposizione”. Che l’americano medio non sia un viaggiatore ne ho il sentore anche io perché ad esempio, in Jamaica, ho visto gruppi preferire la piscina dell’hotel al mare caraibico ubicato a soli 2 metri di distanza o transfer in lussuosi van con aria condizionata ai taxi collettivi utilizzati dai locali. Per carità, liberi di farlo ma ha poco senso restare chiusi in un hotel all inclusive a 4 o 5 stelle a millemila km da casa, non trovi? Io sono stata una turista e a mano a mano ho sviluppato una coscienza che oggi mi porta a fare scelte di viaggio molto diverse da tanti anni fa. Sono diventata una viaggiatrice? Non lo so. Spero solo, sempre, di fare scelte etiche, a basso impatto ambientale (per quel che posso) e nel rispetto delle culture e delle tradizioni con cui mi relaziono. Quello è l’importante! Grazie per questo confronto, mi è sempre estremamente gradito parlare con chi mi legge!

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Anonymous 7 Agosto 2014 - 15:46

Io ci sono stato ad agosto 2002.
Sarebbe un sogno ritornarci anche se ho sentito dire che oggi e’ diventato un pericoloso per la presenza di malavitosi che si rifugiano in queste zone.
Comunque prima o poi ci ritornero sicuramente.
Ho girato in molte parti del mondo ma questa e’ una di quelle che mi e’ piaciuta di piu.
Ciao e ti auguro ti tornare anche a te
Mario

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