Home » Diari di Viaggio » Diario di Viaggio Beirut. Cosa vedere in 3 giorni

Diario di Viaggio Beirut. Cosa vedere in 3 giorni

Beirut
Beirut è indubbiamente una meta molto particolare: esclusa dai circuiti di viaggio più classici, è una città in piena rinascita che offre al visitatore più curioso importanti momenti di riflessione. Vi racconto il viaggio a Beirut.

Viaggio a Beirut

Data Viaggio: 16-18 Agosto 2012: Beirut (Libano)
Spostamenti con le compagnie aeree Middle East Airlines (M.E.A).
Cambio: 1€ = 1.959 LBP (Sterlina Libanese) – in alternativa, potete utilizzare i dollari USA 1€ = 1.3122$, valuta molto diffusa.
Fuso orario +1h rispetto l’Italia

Tramonto-Beirut

Primo Giorno a Beirut

 16 Agosto: Atterriamo alle ore 12 al Beirut-Rafic Hariri International Airport, chiamato così in onore del primo ministro libanese Rafic Hariri ucciso proprio a Beirut nel 2005 in un attentato con autobomba.
Dall’aeroporto prendiamo un taxi per raggiungere il centro della città che dista appena 9 km (suggerimento importante: contrattate con i tassisti ed abbassate il prezzo visto che una richiesta iniziale di 50$ alla fine ne abbiamo pagati solo 20). In 30 minuti, arriviamo al Plaza Hotel in Hamra Street
La struttura, un 4 stelle, è moderna e, oltre a offrire camere spaziose ed accoglienti, si trova sulla via principale di Beirut.
Hamra-Beirut

Cafè Hamra – Foto | Giulia S.

Hamra Street è  infatti la strada dei negozi, dei locali e dei ristoranti, c’è un gran via vai di gente e naturalmente di traffico (vi abituerete presto ai rumori dovuti agli ingorghi, soprattutto dei claxon suonati insistentemente).
Beirut appare ai nostri occhi come una città dinamica ed in pieno sviluppo. Come prima cosa, raggiungiamo la Corniche, il lungomare affollato da centinaia di persone che praticano sport, passeggiano o semplicemente si riposano su una panchina godendosi lo splendido panorama. Ci fermiamo per cena al ristorante Arous Al Bahr (Chouran Street, Ras Beirut) e veniamo colpiti dalla terrazza affacciata sul mare e gremita di persone.
Ci deliziamo con succulente mezze (antipasti) tra cui tabbouleh, fattoush, cheese rolls e börek(12$ a persona). Concludiamo la serata al Cafè Hamra, sito nell’omonima via, un locale frequentato da tantissimi ragazzi che gode di un ampio giardino dove poter mangiare e fumare la sciscia (narghilè) in assoluta tranquillità.

Secondo giorno a Beirut

17 Agosto: sveglia presto e, dopo una ricca colazione in hotel, ci incamminiamo alla scoperta del cuore di Beirut.
I segni della guerra che per anni ha tormentato la città son visibili in molti angoli. Prestigiose banche si alternano a palazzi martoriati e a saracinesche bucate dai colpi d’arma da fuoco, carri armati presidiano  i principali incroci e soldati vigilano sul traffico quotidiano.  
Carro-Armato-Beirut

Carro armato a presidio dei quartieri

Passeggiando, arriviamo nei pressi del Parlamento Libanese, sede del Governo, e subito veniamo invitati a riporre via la nostra macchinetta fotografica. Proseguiamo il nostro cammino fino ad arrivare alla splendida Place d’Etoile

Place-dEtoile-Beirut

Place d’Etoile


Alberi imponenti circondano la piazza principale dove svetta un’importante torre contenente un grande orologio Rolex. Nei dintorni, ristoranti tipici invitano ad accomodarsi e negozi ricchi di souvenir ad entrare.

Ci troviamo nel Central District, centro finanziario, commerciale ed amministrativo completamente ricostruito dopo esser stato raso al suolo. 

Mohammed-Al-Amin-Mosque-Beirut

Mohammed Al-Amin Mosque

Ammirando Place d’Etoile lo sguardo viene rapito dalla Mohammed Al-Amin Mosque, un’imponente Moschea ideata dall’architetto Axmi Fakhuri che nel progetto si è ispirato alla Moschea Blu di Istanbul pur lasciando viva una forte impronta libanese.

Voluta dall’ex Primo Ministro Libanese Rafic Hariri è diventata, dopo l’attentato, uno dei memorial in suo nome.

La Moschea può ospitare fino a 5.000 uomini e 1.000 donne ed è considerata la più grande del Libano. I pavimenti sono interamente coperti con preziosi tappeti, sui muri si possono leggere i versi del Corano, mentre dal soffitto scendono imponenti lampadari di cristallo. 

A pochi metri dalla Moschea, sorge St George’s Cathedral:  edificata nel 1767, è la più antica Chiesa Cristiana attiva da prima della guerra. Gli splendidi affreschi danneggiati pesantemente dai combattimenti sono oggi visibili dopo un attento restauro.

 

Green-Line-Beirut

Green Line

Proseguiamo il nostro cammino e ci rendiamo conto che il paesaggio cambia drasticamente e tutto quello che osserviamo riporta i segni indelebili di un passato non troppo lontano.

Ci troviamo nella Green Line, la linea di demarcazione che, durante la guerra civile scoppiata nel 1975, separava i Musulmani (ovest) dai Cristiani (est).

Le due zone erano fisicamente separate da una strada, la Damascus Street: i feroci combattimenti residenti e la presenza costante di cecchini provocarono l’esodo dei residenti rendendo il quartiere una no-go area.

Il nome di Green Line deriva proprio dalla presenza di zone abbandonate dove regnavano degrado e una vegetazione incolta: la linea immaginaria che divideva credi e fedi diverse di un unico popolo era diventata purtroppo reale.

Corniche-Beirut

Corniche

Ci incamminiamo nuovamente verso il mare e lungo il tragitto ci soffermiamo nella Martyrs’ Square dove si trova l’imponente monumento che rende onore ai martiri libanesi uccisi nel 1916 dagli Ottomani. Luogo di incontro e manifestazioni, questa piazza venne martoriata durante la guerra civile tanto che le statue presentano ancora oggi i colpi di arma da fuoco. La giornata è stata lunga e carica di emozioni, ma la concludiamo in bellezza con un’ottima cena a base di mezze al Cafè Hamra (15$ a persona).
Martyrs-Square-Beirut

Martyrs’ Square

Terzo giorno a Beirut

18 Agosto: la mattinata inizia con una gita a Jeita Grotto, grotte calcaree carsiche lunghe ben 9 km e situate a 18 km a nord della Capitale nella Valle di Nahr Al-Kalb.
Raggiungiamo il sito in taxi (30$ andata e ritorno) e paghiamo in biglietto di ingresso 12,06$.
Per raggiungere la grotta superiore, utilizziamo delle cabinovie che ci portano all’ingresso dove veniamo invitati a lasciare il cellulare e la macchina fotografica perché è assolutamente vietato scattare foto per non alterare l’habitat naturale.
La grotta è lunga poco più di due chilometri, ma solamente 726m sono accessibili ai turisti grazie a delle passerelle in legno che salvaguardano il suolo dal calpestio quotidiano.
All’interno c’è la più lunga stalattite al mondo pari a 8,2 m! Proseguiamo con la visita della seconda grotta percorribile solo attraverso delle piccole barche. Lo spettacolo è ineguagliabile, stalattiti e stalagmiti ci circondano in un silenzio irreale regalandoci un gran senso di pace.
Corniche-Beirut-sunset

Corniche al tramonto

Tornati a Beirut, ci concediamo una passeggiata lungo la Corniche e raggiungiamo le Pigeon Rocks, attrazione naturale di Beirut. Sorseggiando un cocktail  sulla terrazza di uno dei tanti bar che si affacciano a picco sul mare ci godiamo un tramonto che ci rimarrà nel cuore. 

Pigeon-Rocks-Beirut

Pigeon Rocks

 

Il sole si tuffa nel mare lasciando la luna a vigilare su questa città immortale come i suoi famosissimi cedri. Il nostro naturalmente non è un addio, ma solo un arrivederci.

Articolo redatto da Giulia S.

POTREBBERO INTERESSARTI...

1 commento

giacy.nta 1 Luglio 2013 - 19:43

Grazie per il bel reportage:)

Rispondi

Lascia un commento