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Turista o Viaggiatore?

Tiziano Terzani
Tiziano-Terzani

Tiziano Terzani Viaggio del 1991 | foto surfstyle via flickr

Turista o Viaggiatore? Quante volte avete letto questa domanda? E quante volte avete detto, inorriditi: ovviamente sono un viaggiatore, io, ci mancherebbe!

Io invece mi sono sempre chiesta: ma che vuol dire?
E allora mi sono documentata, perché io sarò pure una Turista di Mestiere, ma superficiale no! Ho cercato di capire quando si è creata e perché questa frattura insanabile.

Dopo aver tanto letto, sono giunta alla conclusione che la colpa è di Thomas Cook, l’imprenditore e pastore britannico che ebbe la malaugurata idea di fondare la prima agenzia di viaggi.

Prima di Thomas esistevano solo viaggiatori, suddivisi a loro volta in ricchi che potevano permettersi di scoprire in prima persona luoghi inesplorati e ricchi che potevano permettersi di sovvenzionare le scoperte di luoghi inesplorati.

Il 5 luglio 1841 il pastore, comprendendo le potenzialità della nascente rete ferroviaria britannica, pianificò il primo viaggio organizzato per 570 persone al prezzo di 1 scellino (comprensivo di costo del biglietto + pasto).

La distanza coperta da questo viaggio fu di sole 11 miglia (da Leicester a Loughborough) ma presto arrivarono viaggi ben più lunghi e, nel 1874 Cook inventò addirittura i traveller’s cheque.

Insomma, mentre lui pensava di aver reso possibile un sogno anche ai meno abbienti (e nel farlo certo aveva pensato ai suoi interessi, era un pastore ma pure un imprenditore!) i detrattori del “turismo di massa” e quindi dei “turisti”, lo additarono come il distruttore della poesia del viaggio.

Un giorno sono incappata in una frase di Terzani, letta in un’intervista su “Vita no-profit” rilasciata a Emanuela Citterio nel 2002:

“Per tornare viaggiatori bisognerebbe ritornare a essere come gli unici veri viaggiatori: i pellegrini (…) Il pellegrino è uno che ha rispetto, che venera il posto in cui va (…). Bisogna darsi tempo. Chi pensa di fare tutto in tre giorni, visitando ogni ora qualcosa, ha finito di vivere il viaggio, non può mai lasciarsi andare”.

Terzani aveva ragione, soprattutto perché non parlava per slogan: LUI ERA UN VIAGGIATORE!

E a riflettere sulle sue parole, ahimè, mi scopro indubbiamente ancora una turista. Pur venerando il posto in cui vado, non sono una pellegrina, purtroppo.

Viaggio appena posso, non sto in giro per mesi, magari! Anzi: rubo giorni al lavoro e sono costretta a calcolare percorsi alternativi per disporre di più ore possibili.

Senza considerare che devo adeguare l’itinerario che posso permettermi a discapito di quello che vorrei: che tristezza, non trovate? Mi piacerebbe perdermi, per scoprire l’anima vera di una città, senza seguire troppo la guida turistica che porto con me, ma non posso sempre assecondare il mio desiderio di scoperta: cavoli, l’aereo di ritorno non aspetta!

Mi documento bene prima di partire perché so che non tornerò presto in quel luogo (il mondo è così grande!) e, lo confesso, io sono una di quelle che vorrebbe vedere il più possibile di una città. Ah, sì: leggo tanto perché mi piace l’idea di aver fatto mio almeno un libro dello scrittore più rappresentativo di quella terra.

Questo fatto mi fa sentire per qualche ora, parte della cultura di quel popolo e mi fa ritrovare un pizzico di poesia.

A tirar le fila di questo discorso, pur amando Terzani e condividendone l’idea di viaggio, devo arrendermi all’idea di essere una turista al 100%, figlia di Thomas Cook?

Può essere invece che non serva fare troppi distinguo e che ognuno di noi, varcando la soglia della propria casa, parta alla scoperta del mondo tutte le mattine con grande curiosità e indipendentemente dai chilometri percorsi, si senta così bene con se stesso e con gli altri non avvertire l’urgenza di catalogarsi?

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13 commenti

TuristadiMestiere 25 Novembre 2012 - 17:54

@makeda: ahahahahhaha ricordo benissimo quel film, ne parlammo anche durante il blogtour, ricordi? Grazie per il tuo contributo, bellissima riflessione!

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Makeda 16 Novembre 2012 - 8:10

Ciao Monica,
anch’io, come te, sono una sostenitrice del denigrato termine “turista”.
Perchè la gente detesta tanto questa parola?
Io associo la parola turismo alla parola vacanza.
Mi viene in mentre Irene Grandi (citazione colta, eh?) che cantava “vivo in vacanza da una vita” frase che evoca spensieratezza e gioia.
Mentre se uno dice: “sono sempre in viaggio” penso a un commesso viaggiatore tipo Gregor Samsa con i vestiti stropicciati e treni presi per un soffio.
Impressioni personali a parte, ricordiamo che il termine turista trae origine dal Grand Tour viaggio che compivano i giovani rampolli dell’aristocrazia europea. Questi ricchi giovanotti passavano anni in Italia, Grecia, Turchia a studiarne l’arte, la storia, la politica. Per me il turista è sì un viaggiatore ma in un’accezione più edonistica.
Infine, last but not the least, come non ricordare il mitico Sean Penn nel meraviglioso film “This must be the place”
http://www.youtube.com/watch?v=S6xN8csXv9U
(andate al 35 secondo)
MITICO!

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TuristadiMestiere 9 Novembre 2012 - 18:46

@eva: ti quoto! non sai quanto ho scoperto e imparato del mondo con un buon libro!
@tiziana: sicuramente vivere a Roma mi offre sempre un milione di spunti per scoprire ma… come si dice? Il bello è negli occhi di chi guarda e persino un luogo insignificante, può diventare un mondo intero da scoprire!!! Grazie, sei sempre molto cara!
@minerva: vado sul sicuro qualunque cosa legga di questi autori o mi consigli qualche titolo specifico? 😛
@mrhyde: che bello ritrovarti! Grazie per i complimenti al post e alla foto, scelta per la stessa sensazione che ha evocato in te!
@sara: ecco, appunto. Basta categorie. Siamo quel che siamo! P.S. che invidia ogni volta che penso a quanti anni hai vissuto fuori 😛
@costantino: ogni tanto un po’ di relax e qualcuno che pensa a tutto ci vuole, hai ragione!
@alessandra: ahhaahahahahaha ma che mito!!! Ora, non è che io pensi davvero che questo post diventi un manifesto ma vorrei servisse a dare un taglio a tutto questo chiacchiericcio attorno ai veri viaggitori vs gli sfigati turisti!!! Uno ha pure una vita che lo aspetta, oltre la valigia, che è fatta di lavoro, famiglia, bollette da pagare e ferie sempre risicatissime. Beati quelli che si sentono viaggiatori e che scrivono milioni di parole inutili attorno a questa parola. Dici bene: chi può fa…
@ciccola: credo che la definizione che ti sei cucita addosso “curiosa” sia perfetta per descrivere persone come noi. P.S. grandioso diario di viaggio (e soprattutto il post sul volo di venerdì 17!!!)
@rose: cara nipotina di Terzani, tu sei una viaggiatrice instancabile: mi basta guardare le foto che hai scattato in giro per il mondo!!!

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Rose Mel 9 Novembre 2012 - 16:47

Io sono che viaggia molto con la fantasia e sn anche una persona curiosa che ama rapportarsi con il diverso e scoprire la vera anima di un luogo. SE sono turista o viaggiatrice non lo so, però mi sento come se fossi la nipote di Terzani (leggendo i suoi libri ho volato parecchio con l’immaginazione e mi sn convinta di esserlo 😀 e ho trovato molte cose in comune)

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Ciccola 9 Novembre 2012 - 13:21

Sono stata turista, qualche volta forse viaggiatore. La definizione più adatta adesso come adesso forse è “curiosa”. Ogni viaggio per me è scoperta, e inizia ben prima di partire. La verità è che non conosco niente del Mondo, e imparo sempre tanto ogni volta che ho la fortuna di viaggiare.

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Alessandra Granata 9 Novembre 2012 - 9:28

Grandissima Monica, post da trasformare in manifesto e appendere sulla rete ogni dove!
Sai che mi trovi allineata e che ho fatto mio un proverbio che dice. “Chi può fa, chi non può parla”…e scrive, potrei aggiungere!
Senza distinzioni di luoghi, mete e quanto tempo la vera differenza secondo me l’approccio della persona al viaggio. C’è chi vive le vacanze in villaggio, per pigrizia, per ansia di non sapersi muovere in una città o paese diverso o perchè non ha la passione della scoperta del mondo.
Poi c’è chi girare l’ha nel sangue, ma per motivi di vita reale, si deve limitare a ottimizzare lavoro, giorni di ferie, budget e cosa visitare.
E poi ci sono i pellgrini del mondo…ne conosco 2, una coppia di amici, ma FB, TW e un blog, non sanno nemmeno cosa sia…e non so se mi spiego..
Un abbraccio e grazie per le riflessioni, da vera TDM

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Andrea da Bangkok 9 Novembre 2012 - 8:02

…che dire se non che concordo appieno sul fatto che non vedo il perchè di classificare e inserirsi in una categoria… 🙂 Io sono una persona che ama vedere posti nuovi e incontrare gente: chiedo, a che categoria appartengo? Bel post davvero!

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Costantino 8 Novembre 2012 - 17:45

Però è così bello essere dei semplici,spensierati,turisti!

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Sara... 8 Novembre 2012 - 15:38

Boh.. io in verità non lo so che sono. So solo che nelle mie esperienze di vita (viaggio è riduttivo ma e vita vera è esagerato) ho assaporato tutto quello che facevo. Due anni in Brasile e due in Repubblica Dominicana non fanno di me una viaggiatrice ma nemmeno una turista.So che ho vissuto lì guardando quei posti con gli occhi diversi da chi ci viveva ma anche da chi ci passava solo 15 giorni,e ora vado via per tre mesi… sarò turista o viaggiatrice?
Mmmh, mi sa che è difficile catalogare le categorie, io perlomeno non so dove mettermi!

Bel post davvero!
Bacio!
🙂

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mr.Hyde 8 Novembre 2012 - 15:23

Terzani era anche un viaggiatore dell’animo..Grande persona!
Ciao, bel post e grazie per la foto di Tiziano. I treni polverosi in banco e nero mi fanno sognare.

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Minerva 8 Novembre 2012 - 14:13

Ciao cara, ti consiglierei la lettura di John Urry sull’argomento, e in Italia di Duccio Canestrini. Ti appassioneranno 🙂

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Tiziana Bergantin 8 Novembre 2012 - 14:01

Oh Monica che bellissimo post. Condivido, il concetto di scoperta ovunque sia la meta, perché come dico sempre: superato quel confine si ritorna diversi e questo vale per qualsiasi viaggio. Non importa se la metà è al polo nord o a duecento chilometri di distanza da casa, sarà la nostra sensibilità/curiosità a rendere la nostra scoperta unica. Poco importa se ci chiameranno turisti o viaggiatori.

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Eva 8 Novembre 2012 - 13:19

Io credo si sia viaggiatori nell’anima, cosa che ci porta a conoscere anche stando in poltrona con un libro in mano. Bacio.

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