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Diario di viaggio: Valencia tra siesta, tapas e divertimento!

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Valencia
Città delle Arti e delle Scienze
foto | Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati


Partenza 24 agosto 2010. Volo Ryanair Roma Ciampino – Valencia delle 11.00.

Prezzo 145 euro a persona (non economico, ma purtroppo si è trattato di un acquisto fatto all’ultimo momento). Atterraggio a Valencia con 15 minuti di anticipo in una splendida giornata di sole  e a fine vacanza avremo la conferma nei quotidiani che è stata la settimana più calda della storia della Spagna degli ultimi decenni, avendo toccato punte di 48°C!
 
 
La metro si prende direttamente all’interno dell’aeroporto (allo sbarco, le indicazioni si trovano a sinistra). Noi avevamo prenotato al Melià Plaza (in Plaça Ayuntamiento 4) e quindi la nostra fermata era Xàtiva, linea 3 (rossa) direzione Rafaelbunyol. La metro parte ogni 20 minuti circa dall’aeroporto, ogni 10 minuti in direzione contraria.
Quando siamo scesi a Xàtiva, ci siamo ritrovati nella piazza antistante la Stazione del Norte, la stazione ferroviaria assolutamente da vedere, e la Plaça de Toros (purtroppo chiusa perché in ristrutturazione).
Abbiamo imboccato Avenida Marqués De Sotelo (guardando la stazione, subito a sinistra) e siamo arrivati in 5 minuti nella Piazza del Comune e quindi al nostro albergo. La stanza era grande, con un bel balconcino con vista sulla piazza, un vero king size bed, un fornitissimo set di cortesia e un angolo caffè e tè a nostra disposizione quasi sempre prontamente rimpinguato.
Ovviamente non abbiamo voluto perdere altro tempo in stanza (anche se l’aria condizionata costituiva un piacevole elemento persuasivo) e siamo andati alla scoperta della città.

Valencia a primo impatto lascia un po’ perplessi. Qua e là l’occhio si scontra con edifici malandati o in totale stato d’abbandono anche in pieno centro (cosa che di solito succede nelle periferie) e per isolati e isolati si rischia di vedere solo saracinesche abbassate e turisti sperduti con una cartina in mano e nessun valenciano a cui chiedere informazioni.
Poi però ci si guarda intorno con più attenzione e si scoprono cantieri aperti in pieno agosto e decine di operai che brulicano alacremente su strade, edifici e giardini per rimettere in sesto una città che ha fatto passi da gigante. Basti pensare all’opera di deviazione del fiume Turìa (e la creazione di un corso artificiale dopo l’ennesima esondazione del 1957), la realizzazione, sul suo letto ormai asciutto, di un lungo giardino intervallato da fontane, campi da calcio, da basket, circoli ricreativi (i bellissimi Jardines del Turìa). O alla costruzione della Città delle Arti e delle Scienze. O al Porto dell’America’s Cup. O al circuito di Formula 1. Piano piano ci convinciamo che Valencia ha tanto da raccontare. E infatti noi la ascoltiamo, scoprendo storie bellissime…

Valencia
Mercado Central
foto | Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati

 

Mercado Central (Plaza del Mercado. Orari: lun.-sab. 8-15, chiuso la domenica. Ingresso libero). E’ più il mercato dei valenciani che un luogo per turisti. I banchi non sono scenografici come quelli della Boqueria di Barcellona e non ci sono spazi per mangiarvi all’interno come al San Miguel di Madrid. E’ proprio un mercato per fare acquisti di frutta e verdura, affettati, formaggi e pesce. La struttura in acciaio, le vetrate colorate, le maioliche sulla facciata, però, rendono il Mercado un piccolo gioiellino per tutti gli amanti della fotografia.

Valencia
Lonja de la seta
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Lonja de la seta (Plaza del Mercado. Orari: mart.-sab. 10-14 e 16.30-20.30; domenica 10-15. Ingresso libero. E’ previsto anche un tour con guida gratuita dalle 10.30 alle 13 ogni mezz’ora e poi alle 17, 18 e 19). L’edificio, entrato nel Patrimonio dell’Unesco nel 1996, è veramente impressionante. Rappresenta l’opera più emblematica del gotico civile valenciano. Il salone centrale, la cosiddetta Sala de contrataciòn, è ampio e impreziosito da bellissime colonne ritorte. Delizioso anche il piccolo giardino, con i suoi profumati fiori d’arancio. Una bellissima Torre merlata (dove pare incarcerassero i banchieri che dichiaravano bancarotta) completa l’edificio che oggi ospita l’Accademia culturale di Valencia dopo essere stato la sede della borsa della seta.

Valencia
Torre Micalet e Cattedrale di Santa Maria
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Cattedrale e Torre Micalet (Plaça de la Reina. Una piccola parentesi sulle entrate. Bisogna varcare la porta d’ingresso della Cattedrale e svoltare a destra per la Cattedrale stessa e a sinistra per la Torre del Micalet. Lo scrivo perché quando si entra per la Cattedrale si dà per scontato che da quel lato si possa accedere anche alla Torre e invece si deve uscire per rientrare dalla porta accanto. I biglietti sono distinti e si fanno in due diversi botteghini. Quello della Cattedrale con audioguida in varie lingue, costa 4,50 euro a persona. Quello della Torre costa 2 euro). La Cattedrale sorge su un’antica Moschea ed è il frutto di stili diversi. E’ imponente, con le ampie navate, le cappelle arricchite di sculture e quadri preziosi (tra cui i due Goya) e la suggestiva Cappella che custodisce il Santo Graal. Se capitate in zona di giovedì, alle 12 in punto, non perdetevi il curioso Tribunale delle Acque che si tiene di fronte alla Porta degli Apostoli. Si tratta di un Tribunale vero, riconosciuto, con sentenze inappellabili riguardanti ovviamente questioni relative all’acqua. La Torre del Micalet, con i suoi circa 51 metri di altezza e i 207 gradini a chiocciola, svetta sui tetti circostanti, con un panorama a 360° su Valencia. Conviene visitarlo quando c’è poco afflusso (anche perché c’è un semaforo che regola il “traffico” di visitatori, sarebbe impensabile incontrarsi/incastrarsi lungo le scale!) 

 

Valencia
Oceanografic
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Città delle Arti e delle Scienze (bus 35 da Plaça de l’Ayuntamiento. Prezzo del biglietto 1,30€. Ma vi arrivano altre linee bus: 1, 13, 14, 15, 19, 40, 95).

I pacchetti per visitarla sono diversi:
Hemisfèric: 8,80€ intero. Sono previste riduzioni per famiglie, gruppi e studenti (chiuso, nei giorni in cui siamo andati noi)
Museo de las Ciencias Prìncipe Felipe: euro 8€ Sono previste riduzioni per famiglie, gruppi e studenti.
Orari: dall’1/01 al 30/06 e dal 13/09 al 31/12 dalle 10 alle 19; dall’1/07 al 12/09 dalle 10 alle 21.
Oceanogràfic: euro 27,90€.
Orari: dall’1/01 al 13/06 e dal 12/09 al 31/12 dalle 10 alle 18, sabato dalle 10 alle 20; dal 14/06 al 15/07 e dall’1/09 all’11/09 dalle 10 alle 20; dal 16/07 al 31/08 dalle 10 alle 00.
Hemisfèric + Museo de las Ciencias Prìncipe Felipe: euro 12,60€
Hemisfèric + Oceanogràfic: euro 30,30€
Oceanogràfic + Museo de las Ciencias Prìncipe Felipe: euro 29,70

Museo de las Ciencias Prìncipe Felipe + Hemisfèric + Oceanogràfic: 36,25€
Noi abbiamo scelto il Museo (se avete bambini impazziranno letteralmente durante la visita perché è una struttura interattiva che permette di sperimentare e di vedere ciò che solitamente si impara solo sui libri di scuola) e l’Oceanografico, una mega struttura in cui si trovano acquarii con una moltitudine di pesci, un delfinario (con annesso spettacolo. Il programma, nel giorno in cui siamo andati noi, ne prevedeva 4: alle 12.00, 14.30, 17.00 e 19.00), una sala proiezioni, sezioni dedicate all’artico e all’antartico, una zona con una enorme voliera di forma sferica e diversi ristoranti.
Valutate – in base al tempo a disposizione e alla stanchezza – se è il caso di suddividere la visita in due giorni. Noi abbiamo fatto così (per fortuna), dedicando una mezza giornata all’Oceanografico e mezza giornata al Museo delle Scienze (più il tempo per fotografare l’intera struttura all’esterno), senza alcun costo aggiuntivo: 26 euro a persona.

Valencia
Paseo Maritimo
foto | Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati
 

Paseo Maritimo (bus 19 da Plaça de l’Ayuntamiento). E’ qui che inizia la spiaggia di Valencia (Playa de Las Arenas, Playa Malvarrosa, Playa de la Patacona), lunga e larga, attrezzata e non, con docce gratuite, campi da beach volley, postazioni mediche e di polizia municipale. Il via vai è continuo. Abbiamo visto gente scendere in spiaggia con ombrelloni e lettini alle 19, come se fossero appena le 15! Alle spalle della spiaggia ci sono boulevards di palme e ristorantini stile Miami Beach. C’è chi fa jogging, chi pattina, chi va in bici, chi si allena negli spazi dedicati, chi mangia un gelato, chi se ne sta comodamente seduto sulle panchine a guardare il passeggio pomeridiano, turiste che si fanno fare le treccine dalle ragazze di colore.

 
Valencia
Giardini del Turìa
foto | Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati
 

Giardini del Turìa. Come accennato prima, sono stati realizzati lungo il letto del deviato fiume Turìa. Ospitano decine di strutture pensate per il godimento di giovani e meno giovani: campi da gioco, parchi, panchine, laghetti, fontane, sale di proiezione all’aperto: i giardini “iniziano” a est col Bioparco e “finiscono” a sud ovest con la città delle Arti e delle Scienze.

La cosa che fa più impressione è camminare sui ponti, rimasti a muta testimonianza del fiume che vi scorreva prima.
 
Puerto America’s Cup. Costruito in occasione dell’America’s Cup, nel Puerto si trovano tutti i capannoni dei diversi team: BMW ORACLE Racing, Luna Rossa, Shoocholooza, Mascalzone Latino, Alinghi e gli altri ancora. Nell’edificio “Vel e Vents” si trova una serie di deliziosi localini tutti vista mare ideali per l’aperitivo e per la cena. La musica è piacevole, le luci sono soffuse ed è un vero piacere sorseggiare i cocktails comodamente seduti sui divanetti! Per i locali, vedi sotto alla voce “aperitivo”.

 

Dove mangiare.
Iniziamo col dire che Valencia è una città per tutte le tasche. Si ha solo l’imbarazzo della scelta: capita di essere fermati da ragazzi che pubblicizzano un locale con tanto di volantino col menù del dia – menù del giorno – a prezzi davvero imbattibili.

 

Sagardi, un localino a San Vincente Màrtir 6 (tra Plaça Ayuntamiento e Plaça de la Reina) davvero sfizioso con una ricca offerta di pinchitos al piano terra e di asado al primo piano. I pinchitos altro non sono che fette di pane con sopra ogni ben di Dio (di mare e di montagna) disposti sul bancone infilzati da stuzzicadenti. Ci si serve da soli (a parte le bibite) e si paga il conto portando con sé il piatto: per ogni stuzzicadenti si pagherà 1,80 euro. Quindi è un’ottima soluzione per il pranzo o per una merenda sfiziosa. Abbiamo sperimentato anche l’asaderia al primo piano: possiamo confermare di aver mangiato la carne più buona di Valencia a prezzi concorrenziali (18 euro a filetto).
 
Bacco d.o.c., un romantico locale italiano in calle Los Derechos 29 (nei pressi di Plaça Redonda). Ha la caratteristica di sembrare una grotta (con tanto di stalattiti!) con luci soffuse e musica di sottofondo. Gestione e cucina sono italiani. Conviene prenotare se si vuole avere un tavolo sul balconcino soppalcato. Il cibo è ottimo con una scelta di vini spagnoli e italiani.
 

El Asador de Aranda, Calle Felix Pizcueta 8 (la prima traversa a destra di Calle Colon, partendo da Plaça de Toros). E’ un locale dallo stile “gotico” (compresi i camerieri!), nell’arredamento e nei colori. Noi siamo andati perché avevamo letto che il mercoledì sera (e solo il mercoledì) servono il maialino arrosto con patate, la loro specialità. Il menù comprensivo di antipasto, maialino arrosto, dolce, bibite e amaro costa 32 euro a persona. Ne è valsa veramente la pena!

 
Palacio de la Bellota, Calle del Mosén Femades 7 (dal palazzo delle poste in plaça de l’Ayuntamiento imboccare paseo de Ruzafa, il ristorante si trova nella prima traversa a sinistra). E’ un piccolo localino dove la specialità è il prosciutto (ve ne sono di tutti i tipi appesi al soffitto). Se ne siete ghiotti, siete entrati nel vostro paradiso. Sappiate però che i prezzi non sono proprio economici (un piatto di jamon bellota costa 20 euro –è buonissimo-, uno di formaggi 12 euro).


Ristorante Plaza (dell’hotel Melià Plaza, Plaça de l’Ayuntamiento 4). Abbiamo ordinato il menù consigliato dallo chef. Deliziosa la crema di verdure con pezzettini di formaggio, ottima la carne e per finire un delicatissimo tris di cioccolato. Prezzo: 21 euro a persona.

 

Restaurante La Pepica, Paseo Neptuno 6 (al Porto). Siamo andati nonostante il sito non ci avesse fatto un’ottima impressione (soprattutto quando abbiamo letto che ha 400 coperti!) perché ci avevano detto che vi si mangia la migliore Paella di Valencia (pare possa vantare tra i propri clienti i reali di Spagna e il mitico Hemingway). Confermiamo l’impressione negativa, dopo averlo sperimentato personalmente. E’ un locale enorme, esteticamente brutto, con uno spazio all’aperto sul boulevard (ma a livello strada) che chiamano terrazza molto ambito. Noi abbiamo preferito sederci all’interno piuttosto che fare la fila. Abbiamo ordinato la paella di verdure e pollo (quella tipica valenciana) e non ci è piaciuta affatto. Il riso alla base era tutto bruciato e le verdure sopra erano raggrinzite come se fossero state cucinate più volte. Il tutto assolutamente insapore. Abbiamo pagato 45 euro in due per: due paella, acqua, birra e un’insalata (l’unico piatto decente della serata).

 

Per l’aperitivo:

 

Casa Guillermo, Marina Real Juan Carlos I (dove c’è l’edificio Vels e Vent). Il miglior mojito di Valencia, 8 euro.

 

Mist, Marina Real Juan Carlos I (dove c’è l’edificio Vels e Vent). Stessa atmosfera di Casa Guillermo, ma mojito meno buono, 7 euro.

 

Bar Negrito, Plaza del Negrito, 1 (è una traversa di Calle Caballeros. Il Calle, che parte da Plaza de la Virgen e termina a Plaza Tossal è il cuore della movida notturna di Valencia. E’ disseminato di localini e ristoranti, troverete quello che fa per voi sia che vogliate bere, mangiare o ballare!). Il Bar Negrito, situato in un gioiellino di piazzetta, è economicissimo: una birra e una coca cola + noccioline tostate: 4 euro. Assolutamente una tappa da fare!

Plaza del Doctor Collado (tra Plaza Redonda, la piazza rotonda e il mercato) ci sono 3 locali che hanno tavolini e sedie in piazza. Per distinguerli, dovete guardare il colore delle sedie e capirete di essere in uno o nell’altro. Noi abbiamo mangiato un ottimo boccadillo al Cafè Lisboa (gli altri due sono El Kiosko e Delicias del Libano). In una traversa della piazza che costeggia la Lonja de la Seta c’è Tasca, un bar tapas sempre pieno di studenti valenciani. Ottimo per una birra e qualche stuzzichino.
 
Colazione:
La colazione negli alberghi costa molto, conviene farla fuori. Una raccomandazione. Molte catene e molti bar (Café & Tè e Bertal ad esempio) espongono cartelli con la scritta “desayuno 1,90”. Fate attenzione perché quel prezzo è valido dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 11 e anche se nella foto c’è un invitante cappuccino quando ordinate o dite “desayuno” o “café con leche” (caffè con latte) perché il cappuccino non è compreso nel prezzo in promozione e non è detto che ve lo dicano. Ve ne accorgerete però alla cassa. Da Bertal ci è successo e abbiamo pagato 9,50 euro per due cappuccini e due croissant. Se alloggiate al Melià Plaza, potete iscrivervi gratuitamente sul sito alla card “Mas” e pagherete la colazione la metà (14 euro in due anziché 28).
 
Il miglior caffè di Valencia in assoluto lo potrete bere da “Camilo” in Calle Trench (a due passi da Plaça Redonda). E’ una piccolissima caffetteria (c’entra solo il bancone!) ma ha una scelta di caffè (anche da portar via macinato) davvero incredibile! A dispetto delle nostre abitudini (bere un buon caffè dopo pranzo), Camilo chiude nel primo pomeriggio (la siesta è siesta!) quindi vi riporto gli orari per non rimanere delusi davanti alla saracinesca abbassata (come è successo a noi!): lun-ven. 9-14 e 17-20, sabato: 9-14. Domenica, inesorabilmente chiuso…
 
Orchateria Santa Catalina, Plaça Santa Catalina 6 (la prima piazzetta a sinistra appena giunti in Plaça de la Reina, sotto alla Torre della Chiesa di Santa Caterina). E’ il locale storico dove bere la famosa orchata (una specie di orzata) o i churros con la cioccolata calda.
 

Il consiglio: a Valencia i ritmi sono molto diversi dai nostri. I negozi aprono verso le 10 del mattino. I ristoranti non sono mai pieni prima delle 14 e delle 21.30. Per raccapezzarvi, conviene spostare idealmente le lancette dell’orologio due ore in avanti, per esser certi di muoversi negli orari giusti (sia per lo shopping che per mangiare). A questo punto…buon viaggio!

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1 commento

rifugio da tutti 30 Agosto 2010 - 12:04

mamma mia che meraviglia. Anche noi eravamo in Spagna, a Malaga e ci siamo divertiti tantissimo. Ci siamo rilassati ed anche ingrassati. Non ero mai stata in Spagna ed ho scoperto che mi piace da morire.Ciao

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