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Viaggio in Iran ad agosto

Cosa vedere in Iran in 15 giorni. Le tappe più belle e consigli utili

moschea rosa shiraz

L’Iran è tra i paesi più ricchi di storia, cultura e bellezza al mondo. Grazie a una longevità sorprendente, dovuta a tradizioni fortemente radicate ma alimentate nei secoli da nuova linfa, la civiltà persiana ha saputo influenzare popoli, lingue e culture dall’occidente all’oriente.

Cosa vedere in Iran ad agosto 15 giorni?

Come siamo soliti fare, abbiamo riadattato l’itinerario classico (sebbene stavolta già l’Iran classico è abbastanza di nicchia).

Un viaggio in Iran parte da Teheran, la capitale da mille e una notte coi grattacieli di lusso, il traffico impazzito e i mall, e non può prescindere dal grand tour delle città più belle e conosciute (Isfahan – Yazd – Shiraz).

Imperdibili sono anche le tappe ai siti archeologici: Pasagarde, per la tomba di Ciro il Grande ma soprattutto Persepoli, per scoprire la grandiosa capitale dell’impero Achemenide.

L’Iran è anche natura quindi abbiamo inserito due tappe wild nel Grande deserto di sale e al lago rosa.

La parte “su misura” ha riguardato la scoperta dell’Iran più autentico e di nicchia:

  • un’esperienza nel villaggio dei nomadi Qashqai,
  • una cooking class a casa di una famiglia persiana,
  • una esibizione musicale a Isfahan e una performance di Zorkana, lo “sport degli eroi”, a Yazd.

Il viaggio si è svolto nel mese di agosto quando le temperature sfiorano i 45 gradi (nel deserto anche oltre). Il caldo è però secco e fortunatamente non preclude nessuna delle tappe che abbiamo inserito nell’on the road. Vediamo nel dettaglio

le tappe del viaggio in Iran (qui la Mappa viaggio in Iran)

Giorno 1-4 TEHERAN (dal 7 al 10 agosto)

Siamo arrivati a Teheran alle 2.45.

Sbrigate le pratiche per il visto in aeroporto (muniti di pre-visto), ci siamo diretti in hotel con il transfer privato.

Abbiamo trascorso 3 notti nella capitale iraniana perché siamo arrivati in pieno Muharram, una importante festività religiosa, seconda solo al Ramadan, durante la quale il mondo islamico si ferma.

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Golestan Palace Teheran

Naturalmente quando abbiamo prenotato i voli per agosto, non sapevamo le date della ricorrenza (che cambiano, non sono fisse) e quindi vi consigliamo di consultare il calendario islamico se non volete incappare nelle chiusure dei musei.

Indubbiamente questa festività ha un suo fascino e assistere ai rituali religiosi  che hanno luogo nelle maggiori città iraniane può rappresentare un plus per il vostro viaggio.

Il Muharram è uno dei 4 mesi sacri del calendario Hijri (basato sulle fasi lunari) ed è dedicato ad Allah. Quest’anno il “capodanno islamico” è iniziato il 30 luglio 2022 in concomitanza con la luna nuova. Il 10° giorno del mese sacro (quest’anno l’8 agosto) era prevista l’Ashura, un giorno di digiuno. Ma non solo. Negli anni gli sciiti hanno aggiunto alla penitenza anche la commemorazione della morte dell’imam Hussein ibn Ali, nipote del profeta Maometto. Egli fu trucidato, con la sua famiglia, durante la battaglia di Karbala il 10 ottobre del 680d.C.. L’esercito di Ubayd Allah ibn Ziyad, composto da oltre 4000 uomini, annientò l’esigua truppa di Hussein, che contava solo una settantina di soldati. Il luogo della battaglia – in terra irachena – diventò presto meta di pellegrinaggio rendendo Karbala la 4 città sacra degli sciiti dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme. Nel giorno dell’Ashura i fedeli, in segno di profondo lutto, si flagellano la schiena mentre camminano in processione al ritmo ipnotico e martellante dei tamburi. Noi abbiamo assistito sia a questo rituale che al Taziyeh, una genere teatrale religioso con canti e musica inserito dall’Unesco nel patrimonio orale e immateriale dell’Umanità. 

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Le sale interne del Golestan Palace

Nei giorni a Teheran abbiamo visitato:

  • il Mausoleo dell’Imamzadeh Saleh in Piazza Tajrish;
  • il Palazzo del Golestān il più antico monumento della città, residenza storica della dinastia reale Qajar;
  • l’enorme Bazaar i cui corridoi si sviluppano lungo 10km (avete letto bene);
  • il National Museum of Iran.

–> Link video Golestan Palace.

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Gli interni del Mausoleo Imamzadeh Saleh

Giorno 4 (10 agosto) TEHERAN – QOM – KASHAN – ISFAHAN

Lasciata Teheran ci siamo mossi verso sud, in direzione Qom, seconda città sacra dell’Iran dopo Mashhad. In questa città abbiamo ammirato (solo dall’esterno in quanto non musulmani) il magnifico Santuario di Masumeh (Hazrat-e Masumeh).

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Il Santuario di Fatima Masume a Qom

Qui è sepolta ed è venerata come una santa dagli sciiti, Fatima sorella dell’ottavo Imam Reza e figlia del settimo Imam Musa al-Kadhim (due dei 12 imam discendenti da Maometto). NOTA: Qom è il cuore dell’Iran più conservatore perché qui ha sede il clero che governa il paese dal 1979 quindi tenete un comportamento consono al contesto. –> Link video Moschea di Fatima.

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Il Santuario di Fatima Masume

Abbiamo quindi raggiunto Kashan, città-oasi ai margini del deserto del Dasht-e Kavir, storicamente famosa per i pregiati tessuti, la ceramica e le maioliche. Oltre al favoloso bazaar (dove comprare la famosa acqua di rose e prendere un tè in una tradizionale teahouse), abbiamo visitato la Casa nobile di Boroujerdi (Khan-e Boroujerdi) costruita nel 1857 sotto la dinastia Qajar. –> Link Video Casa Boroujerdi.

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Casa nobile di Boroujerdi a Kashan

La casa viene chiamata così perché il proprietario, Sayyed Jafar Natanzi, era un noto mercante che faceva affari con gente di Boroujerd. Leggenda vuole che per avere in sposa la figlia di Sayyed Jafar Tabatabaei, un ricchissimo mercante di tappeti, egli abbia voluto costruirle una casa sfarzosa quanto quella paterna. Pertanto contattò lo stesso architetto, Ustad Ali Maryam, e il più importante pittore dell’epoca, Kamal al-Molk. La casa è a dir poco stupefacente e nel 2015 è stata nominata dall’Unesco Convention “la più bella casa tradizionale in Asia”. Possono essere visitate anche altre due case storiche: quella di Tabatanaei e di Abbasian. NOTA: per gli amanti degli hammam, sappiate che a Kashan c’è (anche) l’hammam più bello dell’Iran (il Bagno Sultan Mir Ahmad).

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Fin Garden a Kashan

In periferia si trova il Giardino di Fin (Bargh-e Fin). Questo sito, inserito dall’Unesco nel patrimonio dell’Umanità, è un esempio eccellente di giardino che evoca la meraviglia del paradiso. L’acqua scorre placida in una rete di canali che alimenta fontane e vasche e una vegetazione lussureggiante incornicia gli edifici.

Ultima tappa, prima di arrivare a Isfahan, il villaggio di Abyaneh, conosciuto come il villaggio rosso dell’Iran per le case di adobe, un impasto di argilla rossa, sabbia e paglia. Situato a quota 2335m ai piedi del Monte Karkas, questo villaggio un po’ fatiscente ma ancora abitato, è caratterizzato da finestre a graticcio e porte in legno.

Notte a Isfahan.

Giorno 5 (11 agosto) ISFAHAN

Capitale durante la dinastia safavide, Isfahan conobbe un lungo periodo di floridezza durante il quale vennero realizzati – su impulso dello Scià Abbas I – i monumenti più caratteristici.

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Naqsh-e Jahan, una delle più grandi piazze al mondo

Su tutti, la stupefacente Piazza dell’Imam (Naqsh-e Jahan). Il nome iraniano, che significa “modello del mondo” la dice lunga su questa piazza, tra le più grandi al mondo (512mx163m) e inserita dall’Unesco nel patrimonio dell’Umanità. –> link video Piazza Isfahan.

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Masjed-e Shah a Isfahan

Sulla piazza – interamente pedonale a parte le carrozze con rumorosi campanellini – svettano:

  • la Moschea dello Scià (Masjed-e Shah), capolavoro della architettura islamica riconoscibile per le maioliche azzurre che decorano cupola e minareti. Impressionante il portale d’ingresso alto 30 metri decorato con magnifici mosaici. Pur essendo allineato rispetto alla piazza, la moschea è orientata verso la Mecca.
  • la Moschea dello Sceicco Lotfollah (Masjed-e Sheikh Lotfollah), conosciuta come la Moschea delle Donne, poiché è stata realizzata per l’harem dello Shah. Non vedrete infatti il minareto, né il cortile. Altra particolarità, anziché di maioliche blu, la cupola è rivestita di maioliche color crema.
  • il Palazzo di Ali Qapu (Kakh-e Ali Qapu), costruito in onore dell’imam Ali, genero di Maometto. Alto ben 38 metri, consentiva ai re Safavidi seduti sul balcone di godersi le gare di polo che si svolgevano nella piazza sottostante.
  • il Qeisarieh Bazaar, lo storico bazaar in cui fare incetta di tappeti, kilim, ceramiche, smalti, gioielli e giochi da tavolo intarsiati.

Vedetela sia al mattino che la sera quando al tramonto i mosaici assumono colori più caldi e intensi.

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Kakh-e Chehel Sotun

Poco distante, abbiamo visitato anche il Palazzo di Chehel Sotun (Kakh-e Chehel Sotun). Situato in un parco rigoglioso, questo grazioso edificio è stato costruito dallo Scià Abbas II per l’intrattenimento e i ricevimenti di corte. Letteralmente, il nome evoca “40 colonne”, ma in realtà sono solo 20. Le altre, si riflettono magicamente nella vasca in cui si specchia. Il giardino del Palazzo è inserito dall’Unesco nel patrimonio dell’Umanità insieme ad altri 8 alla voce “giardino persiano“.

–> link video Chehel Sotun.

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Il Ponte Si-o-se Pol

Merita una visita il Si-O-se Pol, il ponte dei 33 archi costruito durante la dinastia safavide. In condizioni normali il ponte si specchia nel fiume Zaiandè creando un effetto ottico molto scenografico. In questo periodo invece è in secca ma preserva intatto il suo fascino soprattutto la notte. 

Notte a Isfahan.

Giorno 6 (12 agosto) ISFAHAN 

L’esplorazione della bellissima Isfahan è ricominciata in un altro sito Unesco la Moschea del Venerdì (Masjed-e Jamé). Questa moschea è l’ennesimo capolavoro dell’architettura islamica. Oltre a essere una delle più antiche del paese è anche la più grande dell’Iran!

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Particolare del soffitto intarsiato della Masjed-e Jamé-

Ci siamo poi spostati nel quartiere armeno della città, chiamato Nuova Julfa. Abbiamo visitato diverse chiese tra cui la Cattedrale di Vank, un mix architettonico di elementi safavidi e cristiani. Gli interni sono sontuosi tra i soffitti dorati e le pareti dipinte a olio. Nello stesso quartiere, abbiamo potuto ammirare anche il Museo della Musica dotato di una ricca collezione privata di strumenti iraniani locali e nazionali. Qui, abbiamo assistito a una esibizione musicale da parte di giovani artisti.

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L’interno della Cattedrale di Vank

La giornata è terminata poi al piccolo Palazzo di Hasht Behesht (Kakh-e Hasht Behesht). Un palazzo che ai tempi era il più sontuoso di Isfahan e oggi è ritrovo di pensionati per la pace che si respira nel parco.

Notte a  Isfahan.

Giorno 7 (13 agosto) ISFAHAN – NA’IN – FARAHZAD

Con rammarico, ci siamo lasciati alle spalle Isfahan in direzione di Na’in, un’antica comunità le cui origini risalgono all’VIII secolo. La sua posizione l’ha resa un importante crocevia per i traffici commerciali. Noi ci siamo fermati per la visita della Moschea del Venerdì.

Abbiamo continuato quindi il nostro viaggio verso il piccolo villaggio di Farahzad, magnificamente situato ai margini del deserto Dasht-e Kavir, uno dei due deserti dell’Iran.

Da qui partono escursioni tra le dune (a bordo di fuoristrada o dromedario) per un assaggio delle atmosfere che caratterizzano un ambiente così inospitale ma – incredibilmente – puntellato di oasi grazie alle sorgenti di acqua che sgorgano spontanee. –> video deserto Iran

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Escursione nel deserto iraniano

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Il tramonto nel deserto del Kavir

Tour in jeep nel deserto e notte a Khur.

Giorno 8 (14 agosto) KHARANAQ – MEYBOD – YAZD

Tappa a Kharanaq il cui nome significa “dove il sole sorge”.

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Le rovine di Kharanaq

La parte vecchia del villaggio, risalente a 4500 anni fa, è stata abbandonata ed è caratterizzata da vicoli tortuosi, case in argilla, una moschea, il minareto oscillante (a proposito, ci sono due minareti oscillanti anche a Isfahan), il castello e un silenzio assordante.

Tranne che nel caravanserraglio: se vi posizionerete proprio al centro di questo sito, inserito nel patrimonio nazionale dell’Iran, ed emetterete un suono, produrrà un’eco! –> Link video Kharanaq.

Il viaggio è continuato dunque verso la cittadina di Meybod caratterizzata dalla sorprendente monocromia dell’argilla con cui tutto è realizzato. Da vedere:

  • il caravanserraglio, un’antica locanda nel deserto con quasi 100 stanze alcune delle quali sono ora utilizzate come laboratori artigianali e dove acquistare uno ziloo, un tradizionale tappeto – inserito nel patrimonio intangibile dell’umanità – che reca al centro l’immagine di un cipresso, antico simbolo della Persia in quanto anche nel culmine della tempesta, si piega ma non si spezza.
  • la yakhcal, l’antica ghiacciaia persiana, per conservare il cibo nonostante le temperature proibitive;
  • il castello di Narin
  • i badgir, le torri del vento
  • la colombaia, per la raccolta di guano utilizzato come fertilizzante

In diverse città persiane potrete vedere i Qanat, i canali sotterranei che ne garantiscono l’approvvigionamento idrico con acque provenienti dalle sorgenti montane. Famosi i Qanat di Palermo, un complesso sistema idrico importato dagli arabi.

Per concludere la giornata, abbiamo assistito a una performance speciale:  lo Zurkhaneh. Il nome vero è Varzesh-e pahlavānī (lo zurkaneh indica piuttosto la palestra) e significa “sport degli eroi”. E’ una disciplina che si insegnava a scopi militari ma oggi è uno sport che unisce all’esercizio fisico valori etici e morali, recuperando quella modestia tanto importante per i primi atleti. Essi, all’inizio di ogni incontro, recitavano e recitano “Impara la modestia se vuoi la conoscenza. Un altopiano non potrà mai essere irrigato dal fiume”.  Lo Zurkaneh è inserito nel patrimonio immateriale dell’Umanità dal 2010.

Notte a Yazd.

Giorno 9 (15 agosto) YAZD

La scoperta di Yazd, una delle città più antiche del mondo, è iniziata dalle Torri del Silenzio (Dakmeh-ye Zartoshtiyun), luogo di un importante rituale della religione zoroastriana.

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Torri del silenzio sulle colline di Yazd

Poste sulle colline a sud, sono state utilizzate fino al secolo scorso per la scarnificazione dei corpi dei defunti. I seguaci di questa religione monoteista (tra le più antiche al mondo) credevano infatti che il corpo fosse impuro. Per non contaminare la terra o il fuoco per la sua distruzione, 2 dei 4 elementi sacri (gli altri sono acqua e aria), lasciavano i corpi in pasto agli avvoltoi prima di seppellirne i resti.

Siamo tornati quindi in città per continuare questo viaggio nello zoroastrismo visitando il Tempio del fuoco (l’Ateshkadeh). In tutto il mondo sono 9: uno è a Yazd e gli altri otto sono in India.

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L’Ateshkadeh

In questo tempio, circondato da un bel giardino, è custodita la fiamma eterna che pare bruci ininterrottamente dal 470 d.C.

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La fiamma eterna nel tempio del Fuoco

Ma Yazd è anche la città dei badgir, le torri del vento. Si tratta di ingegnose architetture inventate per imprigionare le brezze del deserto e incanalarle nelle case per rinfrescarle.

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Bagh-e Dolat Abad

Il più alto dell’intero Iran (33 metri) potrete ammirarlo visitando il Bagh-e Dolat Abad, un piccolo ma incantevole padiglione patrimonio Unesco residenza dello scià nel 1750.

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L’interno del Bagh-e Dolat Abad

Naturalmente, se è curioso vederle svettare dal basso della città vecchia, da una terrazza il colpo d’occhio sulle decine di badgir – magari al tramonto o sul far della sera – è impressionante (il nostro consiglio? video Yazd Art House).

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Panorama dalla terrazza della Yazd Art House

In piazza Amir Chakhmaq, si trova il monumento più fotografato della città. O meglio, lo è la facciata dell’omonimo hussainiya – una sala per cerimonie sciita – caratterizzata da 3 livelli!

A completare il quadro, porticati, fontane, una struttura in legno a forma di cipresso (chiamata nakhl) e un gioco di luci di sera che vi lascerà a bocca aperta!

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La moschea del venerdì di Yazd

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L’interno della Moschea del Venerdì di Yazd

Imperdibile anche la visita della Moschea del Venerdì, costruita nel 1324, con i minareti più alti del paese. –> Link video Moschea del venerdì.

Notte a Yazd.

Giorno 10 (16 agosto) PASARGADE – VILLAGGIO QASQHAI

Prima tappa della giornata verso Shiraz è stata Pasargade, patrimonio mondiale dell’Unesco, luogo di sepoltura di Ciro il Grande ed ex capitale dell’impero achemenide (le altre 4 sono state Babilonia, Ecbatana, Persepoli e Susa).

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La Tomba di Ciro il Grande

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il villaggio dei nomadi Qashqai.

Un’esperienza indimenticabile che ci ha fatto entrare in contatto con le famiglie di questa tribù nomade turca. Famiglie che si spostano 4-5 volte l’anno dall’altopiano a nord di Shiraz verso le distese a sud (e viceversa) in cerca di pascoli buoni per i propri animali. Lungo strade che non sono segnate. Però loro le vedono e conducono tutte le volte a destinazione anziani, donne, bambini. E ovviamente capre, asini, polli, cani, cavalli.

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Villaggio dei Qashqai

Quella sera hanno radunato il gregge, acceso il fuoco, impastato il pane, munto le capre. Le donne avevano vestiti colorati e sono loro quelle che realizzano i meravigliosi tappeti che si vendono nei bazaar persiani. E alla fine, abbiamo consumato con loro il pasto (a base di alimenti a vero km0: verdure, carne, uova, formaggio, latte), rigorosamente seduti a terra.

Notte in una casa tradizionale vicino al villaggio dei nomadi, ospiti di Aghamir.

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La cena nel villaggio dei Qashqai

Se volete approfondire, vi suggeriamo la lettura di due bellissimi racconti che hanno contribuito a farci prenotare questa esperienza:

Giorno 11 (17 agosto) PERSEPOLI – SHIRAZ

Abbiamo iniziato la giornata con una colazione strepitosa nel giardino di Aghamir.

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Colazione nel giardino di Aghamir

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La “tavola” imbandita di leccornie nel giardino di Aghamir

Ci siamo quindi diretti verso la leggendaria Persepoli, l’ex capitale di Dario il Grande, fondata nel 512 a.C.. Dario e suo figlio costruirono qualcosa di immenso e oggi purtroppo non ci rimane che un vago ricordo a causa della sciagurata devastazione operata da Alessandro Magno nel 330 a.C.. Nonostante questo, i bassorilievi, le sculture, le colonne raccontano ancora le gesta degli imperatori persiani. Impressionante la sezione del sito con la Porta di tutte le nazioni.     –> Link video Persepoli

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Persepoli, la Porta di tutte le nazioni

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Persepoli

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Persepoli

A una manciata di chilometri si trova Naqsh-e-Rostam, la necropoli dove sono sepolti Dario e i suoi successori: consigliata la visita di questo sito funerario achemide perché le 4 tombe sono letteralmente scavate nella roccia. Link –> video Necropoli Naqsh-e Rostam.

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Necropoli di Naqsh-e Rostam

Una raffinata descrizione (anche) di questa necropoli è ne La via per l’Oxiana il diario di Robert Byron trascritto durante il viaggio in Medio Oriente nel 1934.

Notte a Shiraz.

Giorno 12 (18 agosto) SHIRAZ

Finalmente Shiraz, la meta più desiderata di questo viaggio in Iran! Di primo mattino siamo andati alla Moschea Rosa (Masjed-e Nasir-al-Molk). Realizzata su commissione di Mirza Hassan Ali Nasir-al Mulk (uno dei signori della dinastia Qajar) ha richiesto ben 12 anni per il termine dei lavori ma ne è valsa la pena!

L’arcobaleno di colori della Moschea rosa

La luce che filtra tra le vetrate policrome della sala della preghiera invernale contribuisce al fascino di questa Moschea (probabilmente la più iconica dell’Iran). Tra le 9 e le 11 in particolar modo, e in misura minore durante tutto il giorno, fa risplendere di colore tutto l’ambiente, visitatori compresi! Link video Moschea Rosa.

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Bagh-e Naranjestan

Da vedere, il bellissimo giardino Narenjestan (Bagh-e Naranjestan) al profumo d’arancia, realizzato nel 19° secolo durante la dinastia Qajar. –> link video del giardino.

Quindi, abbiamo visitato la cittadella di Karim Khan, costruita durante la dinastia Zand e il Bazaar-e Vakil da lui fatto realizzare per traghettare la città verso il ruolo di crocevia commerciale che le spettava. Nel bazaar si trovano centinaia di negozi, splendidi cortili e persino un antico caravanserraglio.

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Cittadella di Karim Khan

Abbiamo concluso questa emozionante giornata con una cooking class presso una famiglia locale. Chissà se riusciremo a rifare quelle buonissimi piatti preparati con loro (soprattutto le polpette)!

Notte a  Shiraz.

Giorno 13 (19 agosto) SHIRAZ – FIRUZABAD

Shiraz è la città dei poeti quindi il tour prevede la visita della tomba di Sa’di (poeta, filosofo, mistico e viaggiatore instancabile)  e di quella di Hafez (il Petrarca persiano).

Bani Adam è il titolo di una poesia di Sa’di che campeggia nel palazzo dell’Onu di New York. Il testo dice “Son membra d’un corpo solo i figli di Adamo,

da un’unica essenza quel giorno creati.

E se uno tra essi a sventura conduca il destino,

per le altre membra non resterà riparo.

A te, che per l’altrui sciagura non provi dolore,

non può esser dato nome di Uomo”.

Questa poesia, simbolo di unione e amore tra gli uomini, è stata usata in un videomessaggio di Obama nel 2009 agli iraniani per celebrare il Capodanno persiano; è stata inviata come messaggio nella navicella spaziale Voyager nel 1977; è diventata il titolo di una canzone dei Coldplay nell’album Every Life.

Nel primo pomeriggio abbiamo visitato il Palazzo di Ardashir (Atash-Kadeh), uno dei primi esempi di architettura classica sassanide.

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Palazzo di Ardashir a Firuz Abad

Dopo di che, preparatevi all’impegnativa visita del Qaleh Dokhtar. Il palazzo a tre livelli svetta dall’alto di una ripida collina (mettete in conto una ventina di minuti di salita).

Fatto di roccia e gesso, fu il primo tentativo di Ardashir di costruire un palazzo. E’ un po’ fatiscente e se sentirete dei versi sinistri, niente paura… sono solo decine di innocui pipistrelli –> link video Qaleh Dokhtar.

Notte a Shiraz.

Giorno 14 (20 agosto) SHIRAZ

Abbiamo iniziato la giornata con la visita del Lago Rosa (Maharloo), un lago salato – una delle maggiori attrazioni della provincia di Fars – che ha questo colore per una particolare concentrazione di dunaliella salina (un’alga).

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Lago Rosa

In questo periodo (agosto) risente delle temperature e della siccità e quindi sono visibili solo delle pozze. Qualche scatto siamo riusciti comunque a farlo e possiamo solo immaginare quanto sia suggestivo quando nel suo massimo splendore (a metà estate).

Ci siamo diretti quindi verso il Palazzo Sasanide a Sarvestan una città a circa 90 km a sud-est da Shiraz. Il palazzo fu costruito nel V secolo d.C. e non è chiaro per quale scopo fosse utilizzato (una residenza governativa o un tempio del fuoco zoroastriano).

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Palazzo Sasanide a Sarvestan

Notte a Shiraz

Giorno 15 (21 agosto) SHIRAZ

Shiraz è anche la città dei giardini quindi abbiamo iniziato la giornata con la visita del Giardino del Paradiso (Bagh-e-Eram). Vi immergerete nei profumi e nei colori dei mirti aromatici, fiori (soprattutto rose), alberi da frutto e cipressi imponenti (uno dei quali si dice abbia 3000 anni) di questo parco inserito dall’Unesco nel patrimonio dell’Umanità. Abbiamo continuato la nostra passeggiata sensoriale nel Giardino Afif-Abad, simbolo dell’arte iraniana di piantare fiori.

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Santuario dell’Emiro Ali

Quindi tappa nello stupefacente Santuario dell’emiro Ali (Ali Ebn-e Hamze) nipote dello scià Cheragh. Questo santuario ha la particolarità di essere rivestito internamente con frammenti di specchi che per uno speciale gioco di luci assumono mille tonalità di verde.

Late check out ore 20 e transfer verso l’aeroporto.

Giorno 16 (22 agosto) ore 2.55 Partenza da Shiraz

Giudizio finale sul viaggio in Iran

  • Troppi giorni a Teheran. Noi vi abbiamo trascorso 3 notti effettive (ma ne abbiamo pagate 4 per l’early check in all’arrivo dopo il volo notturno) e sono oggettivamente tante. Per visitare la città bastano 1 notte/ 2 giorni ma non abbiamo potuto fare altrimenti essendo arrivati durante l’Ashura.
  • Le cose da vedere a Shiraz si possono concentrare in meno giorni ma in questo viaggio non ci siamo fatti mancare neppure l’annullamento del volo di rientro a itinerario già definito. Il disguido ha comportato un giorno in più a Shiraz e, per evitare di vagare per la città senza meta, abbiamo distribuito le tappe su 4 anziché su 3 giorni.
  •  Il deserto iraniano è magico ma in agosto fa veramente caldo (nel Dasht-e Lut sono state registrate le temperature più alte del pianeta, circa 70 gradi) e la maggior parte delle escursioni è ovviamente sospesa. Quindi, poiché si vede poco del vero deserto, restando molto ai margini anche del Dasht-e Kavir (quello in cui si organizzano magnifici trekking con notte in tenda), non consideriamo questa tappa imprescindibile in agosto. Se avete meno giorni a disposizione dei nostri, sacrificate la deviazione Farahzad, Kharanaq e Meybod e, da Isfahan, dirigetevi direttamente verso Yazd.
  • Il lago rosa è un lago salato temporaneo il che significa che con le alte temperature di agosto l’acqua evapora ed è visibile quasi esclusivamente una enorme distesa di sale. I pareri discordanti che leggete online dipendono dal periodo in cui si organizza la visita. Qualcuno è persino arrivato a insinuare che le foto del bellissimo lago rosa non fossero reali giocando coi reel Instagram vs reality. Un peccato fare disinformazione, sconsigliando una tappa per ignoranza.

Viaggio in Iran: fai da te o con un’agenzia?

L’Iran checché se ne dica è un paese sicuro e gli iraniani sono in assoluto il popolo più accogliente che ci sia capitato di incontrare durante i nostri viaggi. Pertanto un viaggio fai da te è fattibile con una buona dose di flessibilità ed adattamento, soprattutto se ci si sposta coi mezzi pubblici.

Noi abbiamo preferito contattare direttamente un’agenzia iraniana sia per abbattere i costi di intermediazione sia per valorizzare le professionalità locali. Siamo stati supportati in maniera eccellente sia per risolvere i piccoli disguidi in cui siamo incappati (l’annullamento del volo di rientro da parte di Turkish) sia nella creazione dell’itinerario con tappe sensate dal punto di vista logistico e compatibili col periodo (in Iran ad agosto fa caldo e bisogna evitare ritmi troppo incalzanti)!

L’agenzia ci ha proposto un preventivo modulato sulla scelta degli hotel (3-4-o 5 stelle), sulla tipologia delle camere (singole o doppie) e sul numero dei partecipanti (ovviamente con l’aumentare dei partecipanti la quota individuale scendeva).

Si è anche occupata (per un extra davvero irrisorio) della richiesta del pre-visto e ci ha fornito l’assicurazione sanitaria. Vi ricordiamo che è obbligatoria e che le maggiori assicurazioni NON garantiscono alcuna copertura in Iran.

Inoltre siamo ormai convinti che viaggiare con una guida qualificata significhi immergersi davvero nelle atmosfere del paese, entrando in contatto con la gente del posto e scoprendo aneddoti e informazioni spesso non reperibili nelle guide cartacee o online.

Se volete contattare la nostra agenzia, lasciateci un commento e vi manderemo un’email con tante info utili!

Nei prossimi articoli affronteremo più nel dettaglio alcuni aspetti tipo:

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4 commenti

marta 20 Settembre 2022 - 22:51

ciao Monica,
potresti inviarmi contatto agenzia? sto cercando ispirazione per capodanno.
grazie
Marta

Rispondi
Monica Nardella 22 Settembre 2022 - 17:58

Ciao Marta, ti ho inviato i riferimenti della mia agenzia in Iran! Fammi sapere se hai bisogno di altro!

Rispondi
Paola 10 Settembre 2022 - 13:21

Buongiorno sto pensando ad un viaggio in Iran nella seconda metà di ottobre
Ho letto con piacere ed interesse questo racconto e vorrei avere informazioni anche per l’agenzia
Grazie

Rispondi
Monica Nardella 10 Settembre 2022 - 19:34

Cara Paola grazie mille per l’apprezzamento del mio articolo! Ti ho mandato un’email con i riferimenti della mia agenzia!

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