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Cosa vedere a L’Avana

Callejon de Hamel Avana Cuba

Indubbiamente, il Callejon de Hamel, il cuore pulsante della cultura afrocubana nel centro de L’Avana, nel rione popolare di Cayo Hueso.

A dare impulso a questa galleria d’arte a cielo aperto che esplode di colori, è stato l’artista Salvador Gonzales Escalona che, il 21 aprile 1990, iniziò a dipingere un enorme murales lungo quanto l’intera strada – circa 200 metri – ritraendo simboli e scritte evocative della Santeria e della cultura dei neri. 

 

Callejon de Hamel, Salvador Gonzales Escalona

Callejon de Hamel – foto | scottmontreal

Neri strappati dalle proprie terre e resi schiavi nel Nuovo Continente che hanno saputo conservare il sorriso e mettere nuove radici, integrandosi nel paese senza dimenticare le proprie origini.
Ovunque volgiate lo sguardo sulla strada, sui tetti, tra le bancarelle, sopra sotto intorno, vedrete un’opera gioiosa e surreale arricchita da sculture realizzate con oggetti di recupero (come tubi e gomme) usati con tale maestria da decretare la rinascita di materiali altrimenti considerati di scarto.
Diversi artisti e poeti hanno lasciato una traccia del proprio passaggio e della propria sensibilità trasformando il Callejon, il vicolo cieco, in una stradina luminosissima, palpitante, santuario, laboratorio e casa. Per tutti.

Callejon de Hamel, L'Avana, Cuba

Callejon de Hamel, L’Avana, Cuba – foto | scottmontreal

Ogni giorno potrete gustare il fascino di questo “museo” dedicato a Fernando Belleau Hamel, un ex contrabbandiere di armi che espiò la sua colpa aprendo una fonderia nel vicoletto della baraccopoli e mettendo a disposizione dei propri operai degli alloggi dignitosi. A rendere la passeggiata in Callejon de Hamel davvero indimenticabile saranno gli spettacoli di musica dal vivo, le esibizioni di vera rumba cubana e i devotissimi riti religiosi africani in cui vengono invocati gli spiriti degli Orichas.

Callejon de Hamel, L'Avana, Cuba

Callejon de Hamel, L’Avana, Cuba – foto | claudionapoli

La chicca: Salvador Gonzales ha avuto la fortuna di plasmare un quartiere che già negli anni ’40 aveva dato i natali al “filin” (espressione popolare per “feeling”) un movimento musicale a opera di Angelito Diaz e suo padre Tirso, capace di coinvolgere personaggi come Omara Portuondo, Cesar Portillo de Luz e Jose Antonio Mendez solo per citare quelli che poi sono diventati famosi col Buena Vista Social Club.
Ultimo venerdì del mese: alle 20.30 appuntamento con poesia, teatro, pittura e music
Primo sabato del mese:  alle 10 laboratorio per bambini
Domenica: dalle 12 alle 17 La rumba de Cayo Hueso 
Seconda domenica del mese: alle 10, evento per i nonni
Indirizzo: Calle Espada/Calle Aramburu.

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