23 gennaio 2012

Diario di Viaggio: scoprire Montefalco tra Sagrantino, cibo e arte

Tra i vicoli di Montefalco
foto | Turista di Mestiere
© tutti i diritti sono riservati

Succede che un giorno senti parlare di Ringhiera dell’Umbria e ti chiedi incuriosita di cosa stiano parlando. Digiti velocemente le tre parole su internet e scopri che alla definizione risponde il borgo di Montefalco, familiare all’orecchio – ma soprattutto al palato – per essere il luogo di produzione del pregiato Sagrantino DOCG. Ma perché Ringhiera dell’Umbria? Parto per il borgo, favoleggiando sul panorama che potrò ammirare al mio arrivo e mai fantasticheria si è rivelata più vicina alla realtà. Il borgo è situato su un pendio dolce che guarda le pianure del Topino e del Clitunno. Percorro la strada che si avvita verso l’alto fino a penetrare le mura medievali dalla Porta di Sant’Agostino e raggiungo il cuore di Montefalco, scoprendo che l’impianto medievale si è preservato perfettamente.

Dalle mura le strade convergono tutte verso la piazza centrale sulla quale si affacciano il palazzo comunale, antichi palazzi signorili, la Chiesa di Santa Maria de Platea e la Chiesa di San Filippo Neri, convertita in teatro. Anche l’hotel che ho prenotato è ubicato qui e sorrido all’idea di parcheggiare l’auto e di dimenticarmene per almeno due giorni. Il Bontadosi  è un Art Hotel ricavato in un palazzo cinquecentesco e di meraviglie ne avrebbe da mostrare, a partire dalla lobby, ma prima ho bisogno di santificare la mia missione: ho chiesto una camera vista valle e voglio affacciarmi.

In primo piano Palazzo Comunale, sullo sfondo Palazzo Bontadosi
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Ignoro il letto a baldacchino, il soffitto affrescato, il design che si sposa con i pezzi di antiquariato e mi dirigo al balcone. Ecco perché Ringhiera. La valle è a perdita d’occhio. Il profilo è ondulato. Si intuiscono i borghi vicini. Ascolto il silenzio. Respiro e pieni polmoni. L’olfatto è stuzzicato dalla legna che brucia nei camini. Mi viene fame. Scendo alla reception. Finalmente mi guardo intorno. I pezzi d’arte sono davvero notevoli. Sembra di essere in una galleria contemporanea.

Interno Hotel Bontadosi
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Art gallery Hotel Bontadosi
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Particolare Hotel Bontadosi
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Junior Suite Hotel Bontadosi
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Chiedo un consiglio per un pranzo tipico, sperando che, nel gusto, i proprietari dell’hotel siano tradizionali. Mi suggeriscono Olevm, a due passi. Mi fido e faccio bene. Una manciata di tavoli su due piani mi ricordano di più una ex bottega collegata alla casa privata da una scala in pietra, che un ristorante. Mi siedo al piano superiore. Siamo pochi intimi. I mobili sono quelli di casa di mia nonna. E’ tutto molto familiare. La cuoca viene personalmente a presentare i suoi piatti. Io ordino ma lei disobbedisce. Porta anche assaggi di specialità che non ho chiesto. Vuole farmeli provare lo stesso. 

Esterno Oleum
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Interno Oleum
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Il mio tavolo si colora di piatti diversi. Da quello delle bruschette condite con l'olio di famiglia o uno degli olii scelti accuratamente dal sommelier Olivio ai primi piatti come pappardelle di cinghiale, zuppa di ceci, polenta "matta" - con funghi e tartufo -, gnocchetti al sagrantino, strangozzi al "culo mosso", fino ai dolci rigorosamente fatti in casa, come il tortino al cioccolato, i tozzetti al sagrantino e il semifreddo al torroncino bagnato al caffè. Poi arriva il marito. Mi spiega che anche l’olio va degustato e se lo dice lui, che si chiama Olivio, non posso che credergli! 

foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Particolare
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Prima di andar via, pago il mio conto. Spendo a fatica 20 euro. Mi guardo intorno. Non posso andar via senza acquistare una bottiglia d'olio. Mi lascio  conquistare dal profumo intenso di una varietà e l'acquisto. Con la mia pregiata bottiglia sottobraccio, mi avvio per Corso Mameli. Borghi come questo, non vanno esplorati con una cartina. Vanno scoperti guidati da una sensazione, da un odore, da un rumore. Entro nella Chiesa di Sant’Agostino (ingresso libero) attirata dalle finestre istoriate dell’altare che spiccano nel buio. Oltrepasso la porta e rimango sopraffatta dalla maestosità della Chiesa, dagli affreschi alle pareti, dal soffitto ligneo, dall’enorme crocifisso sospeso che promana sublime spiritualità. 

Chiesa di Sant'Agostino
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Riprendo il Corso. Un paio di civici più avanti, intravedo un chiostro. Mi imbuco e scopro l’Ex Convento di Sant’Agostino (ingresso libero). Ne percorro il perimetro, sbircio in qualche sala, mi sporgo su un giardino, scopro un ripostiglio, mentre assorbo il silenzio e la frescura del luogo. Torno sui miei passi.

Chiostro ex Convento di Sant'Agostino
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Lascio l’ormai familiare portico a sei archi del Comune alla mia destra  e mi dirigo alla pinacoteca cittadina. Ho sentito dire che si trova all’interno di una chiesa sconsacrata e la sua storia mi incuriosisce. Quando arrivo davanti all’ingresso (prezzo 7€, sono previste riduzioni per i soci Touring Club), piuttosto anonimo, sono quasi delusa: mi intriga di più una scala intarsiata in legno che si staglia sul palazzo di fronte, ma ormai ci sono e mi addentro nell’impianto museale.  La ex-Chiesa mi emoziona:  le pareti sono interamente affrescate e mi dice molto sulla pittura umbro-senese a cavallo tra il ‘400 e il ‘500 grazie alle opere del Perugino, del Gozzoli, del Di Cagno. Dopo il perimetro, mi metto esattamente al centro dell’abside, sempre di Gozzoli, e leggo la vita di San Francesco. Non è più una chiesa eppure il senso di devozione la pervade ugualmente. Seguo l’indicazione per la cripta e trovo il Lapidario, con i reperti archeologici ritrovati nell'area di Montefalco (e non solo), le cantine dei frati, con pezzi legati alla storia della vinificazione e una sezione dedicata alle esposizioni temporanee.

Interno ex Chiesa di San Francesco ora Museo Cittadino
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Leggere la storia sulle pregiate viti di Sagrantino su antichi documenti vergati a mano, mi fa ricordare del cartello che ho visto all’arrivo in hotel: “Viti storiche”. Voglio osservare da vicino i tralci centenari che ancora germogliano tra le mura a secco degli orti cittadini e quindi mi dirigo in Vicolo degli Operai, anche se so che altre viti storiche si trovano nei pressi di Porta Federico II, di Porta Camiano, di Largo di Campo Vaccino e della Chiesa di Santa Lucia.  Sbircio sfacciatamente in tutti i giardini dove riesco ad allungare lo sguardo e nessuno mi dice nulla. Il paese è silenzioso, risuonano solo i miei passi sull’acciottolato. Mi fermo a esaminare le foto che ho scattato, chiedendomi se quelle viti si vedranno come le ho viste io. 

Viti storiche (nei pressi della Chiesa di Santa Lucia)
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Un vecchietto mi si affianca e mi guarda con la dolcezza di un nonno.  Siccome mi vede davanti alla porta della Chiesa di Santa Lucia, mi esorta ad entrare: è sprangata ma non è chiusa. Mi volto e la vedo. A Roma non funziona così. Se una porta è sprangata è chiusa, l’accesso è negato. A Montefalco, no. Imparo che in questo scorcio d’Umbria non tutto è come sembra. Tiro il chiavistello  di questo gioiellino e, seppure all'interno non è rimasto molto dopo i crolli degli affreschi, trovo lo stesso molto evocativa la struttura in pietra rosa di Assisi. Mi congedo con un segno della croce ed esco dalla chiesa, richiudendo accuratamente il chiavistello. Mi chiedo se qualche altro turista avrà la mia stessa fortuna e mi convinco di sì.

Chiesa di Santa Lucia
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Interno Chiesa di Santa Lucia
foto | Turista di Mestiere
 © tutti i diritti sono riservati

Dopo tanto camminare, decido di ritirarmi in camera e di dedicare del tempo a me stessa. L'Umbria fa questo effetto. Ha il potere di riportare le persone a una dimensione più umana, in cui una zuppa, una passeggiata e un massaggio costituiscono tre cose per le quali una giornata può sorriderti in maniera smagliante. Ho prenotato un pacchetto nel quale è compreso, oltre al soggiorno e alla cena, anche un momento "relax". Il percorso Aquam, in esclusiva per un'ora, mi rigenera. Le luci soffuse e la musicoterapia, mi predispongono a un massaggio rilassante e profondo. Quando esco dalla Spa, sono in pace con me stessa: l'unica cosa che mi turba, è la fame! Dopo la giusta segnalazione a pranzo, mi affido completamente ai titolari dell'hotel per la cena. Mi indirizzano al Coccorone (il nome dell'antica Montefalco, prima dell'arrivo di Federico II di Svevia, appassionato di falconeria), un ristorante dalla cucina tradizionale e dall'atmosfera avvolgente. Torno in hotel dopo una aver ripercorso a ritroso l'acciottolato dell'andata. Mi aspetta una notte deliziosa. 

Come arrivare: da Nord, Autostrada A1 uscita Valdichiana, direzione Perugia - Foligno - Montefalco. Da Sud Autostrada A1 uscita Orte, direzione Perugia - Massa Martana - Montefalco. Guidate con prudenza su tutta la strada, in particolar modo prestate attenzione 3 km prima di Massa Martana (dal bivio di Montignano) e 1 km dopo: è pieno di autovelox!

P.S. Come al solito le foto e le parole non possono rendere le emozioni che si provano passeggiando nei vicoli, annusando l'odore della legna dei camini, assaggiando nuovi sapori,  ascoltando il silenzio di certi borghi. L'Umbria mi ha regalato l'ennesimo sogno. Un grazie a Montefalco e alla sua gente!

24 commenti:

  1. Voglio assolutamente andarci!

    RispondiElimina
  2. Che voglia di conoscere questi luoghi meravigliosi!

    RispondiElimina
  3. Proprio il tipo di viaggio che amo fare di più!
    Ti invidio, ma ti abbraccio! :)
    Un bacio!

    RispondiElimina
  4. dopo anni mi hai fatto proprio venire voglia di tornare in Umbria per visitare questo paese

    RispondiElimina
  5. @AnnMeri: meritano il borgo, l'hotel, il ristorante, il vino, il cibo, il museo...tutto!!!
    @clau: DA FARE!!!
    @vero: ti abbraccio anche io cara Vero...stai scrivendo???
    @francesco: TORNA presto. Io sono stata davvero bene!

    RispondiElimina
  6. Non ho avuto mai la fortuna di visitare questo bellissimo luogo, grazie cara amica che mi hai fatto vedere queste bellissime foto.
    Tomaso

    RispondiElimina
  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  8. Scusa, ho pasticciato un pò, ripeto: questa parte dell'Italia è ricchissima di Storia.Le architetture sono impareggiabili, pur essendo i luoghi all'origine, umili.
    Non c'è un pietra fuori posto ed è tutto elegantemente proporzionato, semplice, garbato..
    Un caro saluto!!

    RispondiElimina
  9. Ciao! Ti ho assegnato il Versatile Blogger Award sul mio blog! :D

    RispondiElimina
  10. @mrhyde: ciao mr!!! Hai ragione, anche io ho avuto la stessa sensazione: di garbo nella semplicità, nelle persone, nell'architettura, nell'arte...una meraviglia per gli occhi!
    @antonella: ma grazie, vengo subito a prenderlo :D

    RispondiElimina
  11. Sarà vero che le immagini non rendano le emozioni che avete provato ma il tuo racconto unito alle immagini, mettono la voglia di esserci in quei luoghi. Ho visitato molto dell'Umbria è una regione che amiamo molto sia per i paesaggi, i borghi, sia per le persone generose che la abitano. Questi borghi sono incantevoli, quella chiesetta di Santa Lucia solo per vedere lei ne varrebbe la pena. Per non parlare della cucina "strangozzi al culo mosso" chissà mai perché si chiamano così. Daniela e Olivio sono sicuramente da conoscere e da frequentare a lungo. Quasi quasi dico a Piero che ho le pile scariche!!! Un bacio i tuoi reportage sono fantastici.

    RispondiElimina
  12. Che bei posti e costa così poco, ma ci vado!! Un abbraccio SILVIA

    RispondiElimina
  13. @tiziana: ovviamente ho chiesto a Daniela perché li avesse chiamati così e lei mi ha fatto notare che quando si impasta, si scuote involontariamente il fondoschiena...un mito di donna e di cuoca!

    RispondiElimina
  14. Ma quanti tesori ha la bella Umbria?

    RispondiElimina
  15. L'Umbria è un incanto, ma Montefalco non la conoscevo. Dev'essere splendida.

    RispondiElimina
  16. la MIA Umbria non la scambierei con niente altro al mondo, sono un viaggiatore pure io, ma il buen retiro è sempre tra queste colline...

    RispondiElimina
  17. Lo sai che mi ha messo parecchia pace e tranquillità il solo leggere questo tuo racconto? ... Mi piace... bello bello bello!!! :D

    RispondiElimina
  18. Sembra un posto incantevole! Grazie Turista di Mestiere <3

    RispondiElimina
  19. Questo post me lo salvo tra le cose da fare...

    Grazie, la passeggiata tra le righe mi ha dato l'impressione di essere li.

    See you
    Stefano

    RispondiElimina
  20. @tizi: ahahahahah hai visualizzato ora???
    @adri: innumerevoli!
    @ambra: quanto prima...visitala!
    @fabio: e lo credo!!!
    @davide: ne sono davvero felice, l'intento era proprio quello di trasmettere il relax che abbiamo vissuto noi in un bel week end di gennaio!
    @gizeta: lo è!!!
    @stefano: ecco bravo, segna segna, poi lo sai che ti aspetta la foto!!! ^.^

    RispondiElimina
  21. Ad Assisi anche bellissimi percorsi naturalistici: IL LAVANDETO DI ASSISI, IL BOSCO DI SAN FRANCESCO, QUANDO FIORIRANNO LE ROSE..

    RispondiElimina

SI POSSONO INSERIRE RETTIFICHE E COMMENTI A QUESTO POST IMMEDIATAMENTE, SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA’. La curatrice di questo blog si riserva di cancellare rettifiche e commenti che possano contenere offese a terzi, appelli alla violenza o link che puntino a siti altri (assimilabili a spam).